Veronica Peparini si è ritrovata con appena quattro euro sul conto corrente dopo una truffa telefonica, ma il particolare più incredibile della vicenda è che l’uomo che le ha sottratto il denaro, prima di chiudere la conversazione, le ha chiesto persino un saluto per sua figlia. E lei, ignara di quello che stava accadendo, lo ha accontentato. La ballerina e coreografa, conosciuta dal grande pubblico per il suo passato da insegnante di Amici di Maria De Filippi, ha raccontato tutto attraverso un video pubblicato su Instagram, senza nascondere la rabbia e l’imbarazzo per essere caduta in un raggiro che, almeno all’inizio, sembrava una normale comunicazione della banca.
La vicenda è cominciata con una telefonata apparentemente innocua. Dall’altra parte della linea, un uomo sosteneva di lavorare per la filiale bancaria della coreografa e conosceva alcuni dettagli reali della sua situazione, a cominciare dalla scadenza del bancomat. Proprio la precisione di quelle informazioni ha convinto Peparini che la chiamata fosse autentica, inducendola a fidarsi del suo interlocutore.
La telefonata della falsa banca e il bancomat in scadenza
«Voglio raccontare questa storia perché può essere d’aiuto a tantissime persone. Ieri sono stata truffata telefonicamente. Siccome avevo il bancomat in scadenza sono stata chiamata da un numero. Io ho risposto e mi hanno detto che chiamavano dalla filiale San Paolo. Mi hanno chiesto se avessi il bancomat in scadenza, ed effettivamente il bancomat lo era e mi hanno detto che me lo avrebbero fatto recapitare al nuovo indirizzo, visto che il mio è dell’abitazione vecchia. Ci ho creduto, perché erano tutte cose vere».
Il racconto di Veronica Peparini mette in evidenza il meccanismo che ha reso credibile il raggiro. Il sedicente impiegato conosceva la scadenza della carta e ha introdotto la questione dell’indirizzo di residenza, spiegando che avrebbe provveduto alla spedizione del nuovo bancomat.
La coreografa, che aveva effettivamente cambiato abitazione, non ha trovato nulla di sospetto in quelle informazioni. La conversazione è quindi proseguita fino al momento in cui l’interlocutore le ha proposto di aggiornare i dati bancari necessari alla gestione del conto.
«Sono stata cretina»: i dati dell’home banking e la scoperta dei quattro euro
La trappola è scattata quando il falso dipendente ha chiesto a Peparini le informazioni necessarie per aggiornare l’accesso ai servizi bancari digitali. Convinta di parlare con una persona autorizzata, la coreografa ha fornito i propri dati, senza immaginare che l’uomo li avrebbe utilizzati per sottrarle il denaro.
«Sono stata cretina perché mi hanno detto ‘se ci dai i dati ti riaggiorniamo tutto l’home banking e l’app’. E io, pensando che fosse vero e che questa persona lavorasse veramente alla filiale, come è successo a me penso che possa succedere a tante persone, ho dato i miei dati. E praticamente questa mattina avevo 4 euro sul conto. Non che io avessi dei beni al sole, però…».
La scoperta è arrivata il mattino successivo, quando Peparini ha controllato il saldo e ha trovato soltanto quattro euro. Nel video non ha specificato la cifra complessiva che i truffatori sono riusciti a sottrarle, ma ha chiarito che il conto era stato praticamente prosciugato.
La coreografa ha scelto di raccontare pubblicamente l’episodio proprio per mostrare quanto facilmente una telefonata costruita intorno a informazioni autentiche possa indurre una persona a consegnare dati riservati. Nel suo racconto non cerca giustificazioni e ammette apertamente di essersi fidata dell’uomo, convinta che lavorasse davvero per la banca.
Il truffatore riconosce Veronica Peparini e le chiede un saluto per la figlia
La parte più surreale della vicenda arriva però alla fine della telefonata, quando l’uomo, dopo aver ottenuto le informazioni che cercava, sembra riconoscere la voce della sua vittima e decide di approfittare dell’occasione per una richiesta personale.
«Un’altra cosa: questo str.. alla fine mi ha detto ‘ma tu sei Veronica Peparini quella lì?’ e io ho detto sì, come mi chiedono tante volte. E mi fa: ‘Mi fai un saluto a mia figlia?’ E io, cogl… ho anche fatto un saluto alla figlia».
Il racconto assume così contorni quasi grotteschi. L’uomo che stava truffando la coreografa ha approfittato della sua notorietà per ottenere anche un saluto destinato alla figlia, comportandosi come un normale ammiratore incontrato per caso.
Peparini, abituata alle richieste dei fan per il suo lavoro in televisione, non ha sospettato nulla neppure davanti a quella domanda e ha accettato di rivolgere il saluto alla bambina.
Soltanto dopo aver scoperto il conto svuotato ha ricollegato tutti i passaggi della conversazione, compreso quell’ultimo scambio che rende la vicenda ancora più paradossale.
Dalla notorietà ad Amici alla denuncia pubblica della truffa sui social
Veronica Peparini, ballerina e coreografa che ha lavorato per anni nel programma Amici di Maria De Filippi, ha deciso di utilizzare la propria visibilità per raccontare l’accaduto e mettere in guardia chi la segue.
Nel video pubblicato su Instagram non nasconde la frustrazione per aver creduto a una telefonata che sembrava provenire dalla sua banca. Il particolare che l’ha convinta è stato soprattutto il riferimento a circostanze reali della sua vita, dalla scadenza del bancomat al cambio di abitazione.
La sua esperienza mostra come i truffatori possano costruire una conversazione credibile sfruttando informazioni personali e presentando la richiesta di dati riservati come una normale operazione amministrativa.
Il caso rientra nel fenomeno del vishing, una forma di phishing telefonico nella quale i criminali si spacciano per operatori bancari o altri soggetti affidabili per ottenere credenziali e informazioni sensibili. La richiesta di aggiornare l’home banking rappresenta uno degli espedienti attraverso i quali i truffatori cercano di convincere le vittime a collaborare.
Peparini non ha fornito ulteriori dettagli su eventuali iniziative intraprese per recuperare il denaro, concentrando il suo racconto sulla dinamica del raggiro e sull’ammissione di aver consegnato personalmente i dati al falso impiegato.







