Alberghi e comunità energetiche, il progetto ArchiGEO3 alla Sapienza: il caso Rocca Ruja

Aula Università La Sapienza: l’architetto Mario Arcidiacono e il vicepresidente ODG Francesco Caroprese

E se la prossima infrastruttura energetica di una comunità nascesse dal tetto di un albergo? È questa la prospettiva al centro del convegno “Rigenerazione, Energia, Comunità – Strategie interdisciplinari per la trasformazione sostenibile del patrimonio costruito”, che si è svolto il 27 ottobre 2026 nell’Aula Magna della Facoltà di Architettura della Sapienza Università di Roma, nella sede di Fontanella Borghese, in Piazza Borghese 9.

L’incontro ha messo a confronto competenze universitarie, istituzionali e imprenditoriali, affrontando il rapporto tra riqualificazione del patrimonio edilizio, transizione energetica e sviluppo delle comunità locali. Al centro dei lavori il caso di Rocca Ruja, a Stintino (dove la stagione turistica modifica profondamente i profili di domanda elettrica) struttura alberghiera individuata come Living Lab per sviluppare e verificare nuove soluzioni legate alle comunità energetiche, alla tecnologia Digital Twin e alla resilienza territoriale.

Un confronto che ha individuato una possibile evoluzione del settore turistico: non più soltanto strutture destinate all’accoglienza, ma patrimoni esistenti capaci di contribuire alla produzione energetica e alla valorizzazione delle risorse locali.

Ricerca e impresa: le parole di Mario Arcidiacono

Tra i protagonisti dell’iniziativa ArchiGEO3 ExO Benefit Corporation, realtà imprenditoriale che opera nell’integrazione tra progettazione architettonica e ingegneristica, gestione di processi complessi, ricerca applicata e attuazione degli interventi.

A fondarla è l’architetto Mario Arcidiacono, CEO della società, che svolge anche attività di docenza alla Sapienza nel corso di laurea in Gestione del Processo Edilizio – Project Management, con l’insegnamento di “Rappresentazione del Progetto Cantierabile”. Arcidiacono porta avanti inoltre una ricerca di dottorato in Energia e Ambiente dedicata alle Seasonal Tourism Energy Communities (STEC).

Il convegno si inserisce nelle attività di studio e ricerca sviluppate nell’ambito della convenzione con il CITERA della Sapienza, con un rapporto di carattere scientifico e formativo. I contenuti presentati rientrano nella business unit di ricerca e sviluppo di ArchiGEO3 ExO Benefit Corporation.

L’obiettivo è costruire un collegamento operativo tra università, imprese, professionisti e istituzioni, mettendo la ricerca al servizio di progetti concreti e della trasformazione sostenibile del patrimonio costruito.

Sostenibilità, investimenti e sviluppo dei territori

Il confronto ha coinvolto diversi rappresentanti istituzionali e del mondo delle professioni, chiamati ad approfondire le condizioni necessarie per trasformare le strategie di rigenerazione in interventi realizzabili.

Tra i contributi quello del senatore della Repubblica Pierantonio Zanettin, che ha collegato la rigenerazione alla necessità di una validazione scientifico-tecnologica e alla sostenibilità economico-finanziaria dei progetti. Nel suo intervento scritto ha richiamato il ruolo del credito e dei criteri ESG nel sostenere iniziative complesse, individuando nel caso Rocca Ruja un’esperienza potenzialmente replicabile e nelle comunità energetiche uno strumento di coesione sociale.

Un altro tema centrale ha riguardato le politiche pubbliche e la trasformazione del patrimonio edilizio, affrontato da Roberto Traversi, già Sottosegretario di Stato alle Infrastrutture e ai Trasporti. Il contributo ha posto l’attenzione sulla necessità di superare gli interventi isolati attraverso una pianificazione coordinata e sulla definizione delle condizioni amministrative e progettuali indispensabili per passare dalle strategie ai cantieri.

Paolo Crisafi, presidente di REMIND, ha approfondito invece il rapporto tra istituzioni, filiere produttive e professioni, soffermandosi sulla diffusione delle buone pratiche e sulla collaborazione pubblico-privata. Al centro anche la capacità di trasformare innovazione e sostenibilità in investimenti e opportunità concrete per i territori.

La prospettiva locale è stata rappresentata da Rita Vallebella, sindaca di Stintino, che ha affrontato il rapporto tra patrimonio turistico e comunità. La riqualificazione delle strutture ricettive è stata inserita in una visione più ampia di valorizzazione territoriale, con particolare attenzione alla possibilità di sviluppare una futura comunità energetica rinnovabile. Una prospettiva che dovrà essere verificata attraverso dati, individuazione dei soggetti ammissibili e rispetto delle regole previste per la condivisione dell’energia.

Nella prestigiosa aula di Piazza Borghese, 9, era presente anche Francesco Caroprese per dare supporto all’iniziativa. Il vicepresidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti è intervenuto per omaggiare anche il lavoro che svolgono i giornalisti per diffondere determinate realtà come questa ricerca sul caso Rocca Ruja di Stintino.

Dalla ricerca scientifica al caso Rocca Ruja

La componente scientifica del convegno ha approfondito le possibilità offerte dall’integrazione tra progettazione, impiantistica, sostenibilità e innovazione digitale.

La moderazione scientifica è stata affidata a Fabrizio Cumo, professore ordinario della Sapienza, riferimento accademico nel dialogo tra ricerca, impiantistica e rigenerazione. Tra i lavori presentati figurano anche studi sul centro congressi ipogeo di Rocca Ruja, con particolare attenzione alle soluzioni di climatizzazione e ventilazione. L’attribuzione dei singoli elaborati segue le rispettive presentazioni.

Federico Cinquepalmi, professore ordinario della Sapienza nel settore della Produzione e gestione dell’ambiente costruito, ha affrontato il tema della “Rigenerazione del patrimonio costruito e transizione energetica”. Il suo intervento ha ricostruito l’evoluzione storica delle transizioni energetiche, gli impatti dell’urbanizzazione e il rapporto tra sostenibilità e trasformazioni urbane, richiamando gli Obiettivi 7 e 11 dell’Agenda 2030.

Il caso applicativo di Rocca Ruja è stato approfondito da Mario Arcidiacono con il progetto “Roccaruja Living Lab”. La ricerca mette in relazione le Seasonal Tourism Energy Communities, le ipotesi di comunità energetica rinnovabile, i sistemi Digital Twin basati sull’integrazione BIM/GIS, le tecnologie di accumulo e gli indicatori di resilienza territoriale. Le stime relative alla potenza fotovoltaica e alla produzione energetica presentate durante il convegno rappresentano scenari preliminari e non prestazioni di un impianto già installato.

Un ulteriore contributo ha riguardato Elisa Pennacchia e Flavio Rosa, nell’ambito delle attività didattiche e dello studio sulle comunità energetiche. Al centro il progetto SUN4U 2.0, proposto come strumento di supporto alle CER e ai soggetti vulnerabili attraverso soluzioni digitali e applicazioni di intelligenza artificiale. Il lavoro ha affrontato anche i temi dell’inclusione sociale e della povertà energetica.

Sul versante della sicurezza, Nicola Basile, ingegnere dei Vigili del Fuoco di Sassari, ha approfondito l’integrazione tra sistemi energetici e prevenzione incendi alla scala urbana. Il contributo ha messo in relazione fonti rinnovabili, accumulo, mobilità elettrica, tecnologie di controllo e sicurezza.

Oltre 40 studenti coinvolti

Il rapporto tra formazione universitaria e attività professionale è stato al centro dell’intervento di Lorenzo Villani, dottorando in Energia e Ambiente alla Sapienza, dal titolo “Dalla collaborazione ai risultati: il modello Sapienza–ArchiGEO3”. Secondo i dati presentati dal relatore, il percorso ha prodotto circa 15 workshop di tesi conclusi, coinvolgendo oltre 40 studenti. Tra i risultati dichiarati figurano inoltre due tesi progettuali, un modello BIM e un articolo scientifico attualmente under review.

Un’attività che testimonia la continuità tra didattica, ricerca e applicazione professionale, attraverso il coinvolgimento degli studenti in casi di studio reali e in progetti legati alla trasformazione sostenibile dei territori. Tra i lavori presentati anche la ricerca di Federica Marinangeli, relatrice e laureanda del corso di laurea in Gestione del Processo Edilizio, dedicata alle “Comunità Energetiche Rinnovabili per edifici ad uso ricettivo: il caso studio dell’Hotel Roccaruja in Sardegna”.

Lo studio ha preso in esame i consumi elettrici della struttura, le bollette, la verifica delle cabine primarie e la simulazione attraverso il software ENEA RECON di otto differenti configurazioni, considerando il coinvolgimento di hotel, scuola, supermercato e acquacoltura. Alessandro Maccaroni ha invece contribuito con elaborati progettuali dedicati alla climatizzazione e alla ventilazione del centro congressi ipogeo di Rocca Ruja, attraverso il confronto tra diverse alternative tecnico-impiantistiche.

Rocca Ruja, i numeri del patrimonio alberghiero di Stintino

Uno degli elementi più significativi del caso di studio riguarda i dati relativi all’attività ricettiva. La presentazione della proprietà e della gestione alberghiera riporta per Rocca Ruja 135 camere, 42.805 presenze e 16.786 roomnight nella stagione 2026.

Nello stesso periodo, l’ADR, ovvero la tariffa media giornaliera, è indicato in 210,21 euro, mentre il tasso di occupazione tra giugno e settembre raggiunge il 94,6%.

Considerando insieme Rocca Ruja e Sporting, i dati presentati dal gruppo indicano 197 camere e 63.126 presenze nel 2026. Si tratta di numeri dichiarati dalla proprietà e riportati nella presentazione congressuale, da distinguere dalle statistiche ufficiali relative all’intero territorio.

Questi indicatori restituiscono il profilo di una struttura caratterizzata da una forte concentrazione stagionale della domanda turistica, un elemento particolarmente rilevante quando si analizza il rapporto tra consumi energetici, produzione da fonti rinnovabili e possibilità di condivisione dell’energia.

Le simulazioni per l’Hotel Roccaruja

Lo studio universitario di Federica Marinangeli indica per il 2024 un consumo elettrico alberghiero pari a 609.125 kWh all’anno. Tra le configurazioni analizzate compare un’ipotesi di installazione fotovoltaica composta da 210 moduli da 430 W ciascuno, per una potenza complessiva di 90,3 kW e una superficie occupata dai moduli di 315 metri quadrati.

La simulazione riferita al 2027 stima 107,4 MWh di autoconsumo fisico e 43,3 MWh di autoconsumo diffuso, con un tempo di ritorno dell’investimento modellizzato in 6,2 anni. Sono risultati ottenuti attraverso simulazioni e dipendenti dalle ipotesi adottate nello studio. Non rappresentano quindi prestazioni già conseguite dall’albergo né un business plan approvato.

Una seconda ipotesi, presentata da Arcidiacono, considera invece una superficie lorda di copertura di 2.000 metri quadrati, con una potenza fotovoltaica potenziale di 200 kWp e una produzione stimata di circa 270 MWh all’anno. Le due configurazioni hanno perimetri e presupposti differenti: non possono essere sommate né considerate come un unico progetto esecutivo. Rappresentano piuttosto due distinti scenari di studio attraverso i quali valutare le potenzialità energetiche della struttura.

STEC, CER e Digital Twin

Il progetto Rocca Ruja si inserisce in un quadro di ricerca più ampio, quello delle Seasonal Tourism Energy Communities (STEC), un modello di studio dedicato ai territori nei quali i consumi energetici cambiano sensibilmente in relazione alla stagionalità turistica. Il concetto di STEC costituisce un ambito di ricerca, mentre una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) è una configurazione giuridico-energetica disciplinata dalla normativa vigente.

Il Living Lab di Rocca Ruja consente di analizzare e confrontare diversi elementi: profili orari dei consumi, superfici disponibili, produzione da fonti rinnovabili, sistemi di accumulo, benefici economici e condizioni necessarie per la condivisione dell’energia. In questo processo assume un ruolo importante il Digital Twin, il modello digitale che permette di integrare geometrie, informazioni e simulazioni, offrendo uno strumento per valutare le diverse soluzioni progettuali.

Anche i sistemi di accumulo elettrochimico possono contribuire a migliorare la flessibilità energetica su scala oraria e giornaliera. Non consentono, tuttavia, di trasferire automaticamente l’energia prodotta durante l’estate alla stagione invernale: un aspetto fondamentale quando si affronta il problema della forte variabilità dei consumi nelle destinazioni turistiche.

I workshop tra Stintino e Sabina

La dimensione territoriale della ricerca prosegue anche attraverso i workshop di tesi 2026-2027, che coinvolgono due differenti ambiti geografici. Il primo riguarda Stintino–Capo Falcone, con approfondimenti dedicati a nuovi insediamenti residenziali sostenibili e alla progettazione di un territorio energeticamente intelligente.

Il secondo interessa Collevecchio–Magliano Sabina, dove l’attività si concentra sulla pianificazione sostenibile, sul paesaggio, sulla progettazione bioclimatica e sull’innovazione digitale. Il metodo di lavoro segue un percorso che parte dall’analisi del territorio e dei suoi vincoli, per arrivare alla costruzione di scenari, alle simulazioni, alla progettazione e alla verifica dell’effettiva attuabilità degli interventi.

Un’esperienza che rafforza il collegamento tra formazione universitaria, ricerca scientifica e applicazione professionale, mettendo gli studenti a confronto con problematiche e opportunità concrete dei territori.

La sfida della rigenerazione

Il caso Rocca Ruja apre una riflessione che va oltre la singola struttura alberghiera. La questione non riguarda soltanto la quantità di energia che un edificio può produrre, ma il valore che un patrimonio già esistente può generare quando ricerca scientifica, iniziativa imprenditoriale e responsabilità pubbliche lavorano nella stessa direzione. A Stintino, la possibilità di sviluppare una comunità energetica legata al patrimonio turistico resta una prospettiva da verificare attraverso ulteriori analisi tecniche, economiche e normative.

La direzione indicata dal confronto alla Sapienza è però chiara: ripensare la progettazione non soltanto come costruzione o riqualificazione di edifici, ma come capacità di creare relazioni misurabili tra energia, turismo e comunità. È in questo passaggio che la rigenerazione può diventare uno strumento di sviluppo territoriale, trasformando il patrimonio costruito in una risorsa per il futuro.