Cresce l’export italiano, incassi record per la Toscana

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Toscana, Abruzzo, Liguria, Basilicata e Marche guidano la crescita dell’export italiano. Nei primi tre mesi dell’anno l’Istat rileva un incremento pari all’1,3% del fatturato rispetto allo stesso periodo del 2025 con in cassi per un valore complessivo di 162 miliardi e 204 milioni di euro. Il manifatturiero, con l’apporto alla produzione delle piccole e medie imprese, prevale sull’industria pesante.

Il Centro e il Sud guidano la crescita dell’export

Le esportazioni salgono considerevolmente nelle regioni del Centro (+13,8%) e del Sud (+7,1%) mentre nel Nord-ovest c’è una crescita più contenuta, +1,3%. Si registra invece una decisa contrazione in Sicilia e Sardegna, -19%, e nelle regioni del Nord-est, -2,4%. Da gennaio a marzo la Toscana ha incassato il 30,2% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Crolla, invece, il Friuli-Venezia Giulia che sul suo ruolino di marcia segna un preoccupante –35,4%.

Metalli e prodotti farmaceutici

Nei primi tre mesi del 2026 l’aumento delle esportazioni di metalli di base e prodotti in metallo e di prodotti farmaceutici dalla Toscana vale il 2,7% della crescita su base annua dell’export nazionale. Ulteriori contributi positivi sono arrivati dalle maggiori vendite di mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli, da Veneto e Marche. A cui si aggiungono le maggiori esportazioni di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici, appunto dalla Toscana, e da Abruzzo e Lombardia. All’opposto, la contrazione delle vendite di mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli, da Friuli-Venezia Giulia e Lazio ha prodotto una diminuzione degli scambi pari al 2%.

Fatturato delle regioni

Gli incassi maggiori si registrano nelle regioni del Nord-ovest, 58 miliardi e 908 milioni. Segue il Nord-est con 49 miliardi e 28 milioni, il Centro con 35 miliardi e 592 milioni, il Sud con 12 miliardi e 136 milioni e le Isole con 4 miliardi e 220 milioni.  

Paesi che hanno acquistato di più dall’Italia

I contributi positivi maggiori all’export nazionale derivano dall’aumento delle vendite della Toscana verso Svizzera (+537,3%) e Cina (+104,4%) e di Veneto (+56,2%), Abruzzo (+68,3%) e Marche (+199,0%) verso gli Stati Uniti. Gli apporti negativi più ampi, invece, provengono dal calo delle vendite del Friuli-Venezia Giulia verso Stati Uniti (-82,7%) e Germania (-65,7%), della Campania verso la Svizzera (-29,5%) e della Toscana verso la Turchia (-63,4%).

Nell’analisi provinciale dell’export, si segnalano le performance positive di Arezzo, Venezia, Firenze, Varese e Massa-Carrara; i contributi negativi più ampi arrivano dalle province di Trieste, Roma, Frosinone, Palermo e Lodi.