Si arricchisce di nuovi colpi di scena il giallo legato alla profanazione della tomba di Pamela Genini, la giovane uccisa dall’ex fidanzato Gianluca Soncin il 14 ottobre dello scorso anno, il cui corpo è stato poi violato con il trafugamento del capo dal cimitero di Strozza, in provincia di Bergamo.
Al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria resta la figura di Francesco Dolci, l’imprenditore bergamasco iscritto nel registro degli indagati per i reati di vilipendio di cadavere e profanazione di sepolcro.
La lettera d’avvertimento e la TAC via WhatsApp
Negli ultimi giorni la vicenda si è tinta di contorni ancora più oscuri con due distinti episodi di presunta intimidazione ai danni dello stesso Dolci. Il primo riguarda una lettera di minacce che l’uomo ha immediatamente segnalato e consegnato agli inquirenti.
Il secondo episodio risale al 24 luglio 2026, quando l’imprenditore ha ricevuto sul proprio smartphone un messaggio WhatsApp proveniente da un numero sconosciuto. Il testo conteneva la scansione di una TAC della testa, con il relativo referto medico. Alla richiesta di chiarimenti inviata da Dolci in lingua inglese, l’interlocutore anonimo ha risposto reinviando la stessa immagine, evidenziando in modo marcato la base del collo. Tutto il materiale digitale è stato acquisito dai Carabinieri e dalla Procura di Bergamo per verificare se si tratti di un tentativo di depistaggio, di una macabra provocazione o di un reale elemento riconducibile alla sparizione dei resti.
Le indagini su due fronti paralleli
Nel frattempo le indagini proseguono su due fronti paralleli. Da una parte i Carabinieri, affiancati da unità cinofile specializzate, continuano le ricerche del teschio esplorando le vaste proprietà rurali riconducibili a Dolci e alla sua famiglia, sebbene i recenti sopralluoghi non abbiano ancora dato esito. Dall’altra parte la Guardia di Finanza sta esaminando dettagliati flussi finanziari, alla luce delle dichiarazioni di Dolci che attribuisce la vicenda a un presunto giro di riciclaggio internazionale in cui Pamela sarebbe rimasta coinvolta per una somma pari a circa 700.000 euro.
I dubbi della mamma di Pamela
Di fronte alle tesi difensive dell’imprenditore, che continua a proclamarsi del tutto estraneo alla profanazione e vittima di una trama orchestrata da terzi, la famiglia Genini mantiene una posizione di forte scetticismo. La madre di Pamela, intervenuta ai microfoni de La Vita in Diretta ha ribadito la convinzione che Dolci stia cercando di deviare l’attenzione degli investigatori e che custodisca elementi decisivi per consentire il ritrovamento dei resti della figlia.







