Una prospettiva di lungo termine. Con progetti molto costosi, oltre 3,5 miliardi, e tempi burocratici e di realizzazione superiori a 10 anni. L’Italia torna al nucleare ma sarà una soluzione “sostenibile”. Il Governo ha infatti deciso di percorrere questa strada per far fronte al fabbisogno di approvvigionamenti energetici salvaguardando «lo sviluppo economico, la sovranità nazionale e l’indipendenza del Paese».
C’è il ddl ed è già polemica
La Camera dei deputati ha approvato in prima lettura il disegno di legge delega che regolamenta il nuovo quadro normativo in materia. Il testo sarà discusso in Senato entro Natale per il via libera finale. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, è stato chiaro: «abbiamo iniziato a porre le condizioni – ha detto – affinché il Paese sia pronto ad adottare il nucleare sostenibile, quando – ha spiegato – le nuove tecnologie, alle quali puntiamo, saranno mature e disponibili, all’inizio del prossimo decennio».
Dieci anni e più per attivare una centrale
Tempi lunghi, dunque. Il ddl offre ai Comuni la possibilità di candidarsi per ospitare una centrale. Per realizzare ed attivare una centrale nucleare di nuova generazione occorrono dai sei ai 10 anni. Il disbrigo delle pratiche burocratiche ed amministrative e le certificazioni di sicurezza richiedono da 3 a 5 anni. I permessi locali ed ambientali per il sito ospitante da 2 a 3 anni. Mentre per la messa in funzione e i relativi test di avvio richiedono da 1 a 2 anni dopo la consegna dell’impianto ai gestori.
Le opzioni disponibili, la tecnologia Smr
I reattori nucleari di ultima generazione sono di due tipi: Smr e Amr. Gli Small modular reactors sfruttano la tecnologia di evoluzione ad acqua leggera e hanno una potenza compresa tra 50 e 300 Megawatt e hanno un costo compreso tra 1,5 e 3,5 miliardi di euro. I moduli sono realizzati in stabilimento e trasportati in cantiere per l’installazione. I tempi di realizzazione del complesso nucleare sono compresi tra i 3 e i 5 anni. La parte amministrativa ne richiede da 5 a 7.
La tecnologia Amr per l’industria
Gli Advanced modular reactors sfruttano la tecnologia di raffreddamento a piombo, gas o sali fusi. Hanno una potenza compresa tra 10 e 200 Megawatt. Si tratta di micro reattori progettati per uso industriale: costano da 20 a 50 milioni di euro. Devono essere realizzati in cantiere e i tempi di costruzione sono compresi tra i 5 e gli 8 anni. La parte amministrativa può richiederne da 7 a 10 o più, per via di normative più rigide e vincolanti, in particolare sulla sicurezza. In un’ottica realistica la realizzazione di una centrale nucleare di ultima generazione richiederebbe circa 12 anni.
La corsa italiana al nuovo nucleare
Se l’intento del Governo è quello di dotare il Paese di un quadro normativo all’avanguardia, l’obiettivo concreto è la possibilità di produrre energia in proprio. Le maggiori aziende italiane sono impegnate nella progettazione di soluzioni per il mercato di settore. Lo scorso anno Enel, Ansaldo Energia e Leonardo hanno dato vita a Nuclitalia, società che si occupa dello studio e della ricerca nell’ambito delle tecnologie di ultima generazione. Attività in cui sono impegnati anche Enea ed Edison.







