Stabilimenti balneari, la classifica delle località più care secondo Altroconsumo

Estate Turismo 1

L’indagine ha preso in esame 222 stabilimenti balneari distribuiti in 10 rinomate località della penisola: Lignano, Rimini, Senigallia, Viareggio, Palinuro, Alassio, Gallipoli, Alghero, Taormina-Giardini Naxos e Anzio. Gli aumenti medi sono del 6%. In alcuni contesti specifici, però, la spinta inflattiva ha raggiunto vette preoccupanti, con picchi di rincaro che arrivano fino al 16% in un solo anno.

Analizzando queste mete turistiche, lo studio identifica in Alassio la località più onerosa, mentre Lignano si conferma l’opzione più accessibile per i bagnanti. Nonostante la preferenza per i lidi attrezzati sia dettata dalla qualità dei servizi offerti, i consumatori chiedono tariffe più contenute.

Secondo Altroconsumo Alassio è la “regina” dei prezzi alti. Per una settimana in prima fila con ombrellone e due lettini, la spesa media è di 368 euro. Se si considera la media delle prime quattro file, il costo scende leggermente a 340 euro, mantenendo comunque il primato della località più onerosa.

All’estremo opposto troviamo Lignano, che si posiziona come la meta più accessibile tra quelle monitorate, con una spesa media settimanale per la prima fila di 164 euro e una media generale per le prime quattro file di 157 euro.

La graduatoria per costi medi (prime quattro file) vede quindi in testa Alassio con 340 euro, seguita da Gallipoli (324 euro), Alghero (274 euro), Taormina-Giardini Naxos (237 euro), Viareggio (232 euro), Palinuro (188 euro), Anzio (179 euro), Senigallia (159 euro), Rimini (158 euro) e Lignano (157 euro).

Ecco dove i prezzi sono esplosi

Nonostante Alassio sia la più cara in termini assoluti, non è la località che ha subito il maggior incremento quest’anno; qui, infatti, i prezzi sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto al 2025. I rincari più pesanti sono stati registrati in Sicilia,  Sardegna e Puglia: Taormina e Giardini Naxos +16%, Alghero +14%, Gallipoli +10%.

Località come Palinuro (+0,5%) e Senigallia (+0,6%) hanno invece mantenuto tariffe in linea con l’anno precedente, offrendo una maggiore stabilità ai bagnanti.

Ombrellone e lettini, il costo delle file

L’indagine di Altroconsumo analizza anche come il prezzo vari sensibilmente in base alla vicinanza al mare. Per la prima settimana di agosto, la media nazionale dei costi settimanali segue questa scala decrescente: prima fila 238 euro, seconda 229 euro, terza 219 euro, e dalla quarta fila in poi 210 euro.

Servizi vs gratuità

Nonostante i rincari, gli italiani continuano a scegliere i lidi. L’80% dei consumatori indica come motivo principale la presenza di servizi ed equipaggiamenti. Al contrario, chi preferisce la spiaggia libera lo fa per la gratuità (79%) e per la libertà di cambiare meta ogni giorno (63%).

Esiste però un forte malcontento riguardo alla gestione delle spiagge. Il 63% dei cittadini informati sul tema delle concessioni ritiene che una riforma dovrebbe portare a una riduzione dei prezzi, mentre un consumatore su due auspica un ricambio periodico nella gestione dei lidi.

Concessioni e spiagge libere

Un tema centrale sollevato da Altroconsumo è la progressiva riduzione degli spazi gratuiti, che rappresentano l’unica alternativa per molte famiglie di fronte a tariffe in aumento. Altroconsumo ha lanciato una petizione che ha già raccolto oltre 91.000 firme, chiedendo una maggiore percentuale di spiagge libere, un numero limitato di concessioni e bandi trasparenti e periodici.

Un esempio virtuoso citato nel report è quello di Spotorno, in Liguria, dove il Comune ha aumentato la quota di spiagge libere garantendo servizi essenziali (pulizia, salvataggio, docce) senza costi aggiuntivi per l’utenza, proponendo un modello turistico alternativo e sostenibile.