Chi era Abdul Ballout? L’uomo aveva 21 anni ed era di origini libanesi, sospettato di aver travolto la folla con un furgone nel Großer Tiergarten, è stato ucciso dalle forze speciali della polizia tedesca (Sek). Il blitz è scattato domenica sera a Spandau, mettendo fine a una caccia all’uomo durata ore, ma il bilancio delle vittime resta pesante: un morto e 29 feriti.
Il blitz a Spandau
La fuga del sospettato si è conclusa verso le 18:00 di domenica 26 luglio in un complesso di orti urbani alla periferia occidentale della capitale. Secondo quanto riferito dalle autorità, l’operazione è degenerata in pochi istanti: Ballout si sarebbe scagliato contro gli agenti armato di un coltello.
“Il sospettato è corso verso le forze di intervento con un’arma da taglio”, ha spiegato la polizia in una nota ufficiale. La reazione della Sek è stata immediata: gli agenti hanno aperto il fuoco. Nonostante i tentativi di rianimazione effettuati dai vigili del fuoco, il ventunenne è deceduto sul colpo.
Chi era Abdul Ballout?
Abdul Ballout non era un volto nuovo per l’intelligence tedesca. Alto un metro e 90, fisico snello, il giovane era già stato condannato nel maggio 2026 per aver tentato di arruolarsi nelle file del jihadismo in Siria.
Il Ministro dell’Interno, Alexander Dobrindt, lo ha descritto come un soggetto “altamente radicalizzato” e già noto per numerosi reati. Un dettaglio inquietante emerge dalle indagini: proprio oggi, lunedì 27 luglio, Ballout avrebbe dovuto presentarsi a un colloquio obbligatorio per la de-radicalizzazione. Un appuntamento a cui ha preferito rispondere con il sangue.
Caccia ai complici
Mentre la polizia scientifica analizza il furgone privato (non a noleggio) utilizzato per la strage, gli inquirenti cercano di capire se Ballout abbia agito da “lupo solitario”. Testimoni oculari hanno riferito di aver visto un uomo armato di machete durante l’attacco, alimentando il sospetto che ci fossero più persone a bordo del mezzo.
Durante la notte, le forze dell’ordine hanno arrestato un uomo con cittadinanza iraniana sospettato di complicità. Altre tre persone sono state fermate dalla polizia nelle ultime ore, sebbene due siano già state rilasciate. Gli agenti stanno ora setacciando ogni angolo del Tiergarten con telecamere termiche e hanno già perquisito un appartamento a Schoneberg.
Il bilancio dell’orrore
L’attacco, ufficialmente classificato dal governo tedesco come “attentato terroristico islamista”, ha sconvolto la Germania. Il bilancio attuale parla di una vittima — una donna, secondo le prime informazioni — e 29 feriti.
Il Cancelliere Friedrich Merz ha cercato di rassicurare la nazione dichiarando che, fortunatamente, nessuno dei feriti sarebbe in pericolo di vita. Nel frattempo, la Procura Generale ha attivato un portale dedicato per raccogliere video e foto dei testimoni, fondamentali per ricostruire l’esatta dinamica della strage e identificare eventuali fiancheggiatori ancora in fuga.







