Grillo-Musk, due ore che agitano Conte: spunta il «partito futuristico» dei giovani e dell’Intelligenza artificiale

Elon Musk, Giuseppe Conte, Beppe Grillo

Due ore a tavola, Beppe Grillo e Andrea Stroppa, uno di fronte all’altro sulla terrazza dell’Hotel Forum di Roma. Non un incontro qualsiasi, perché Stroppa è il referente italiano delle aziende di Elon Musk e perché Grillo, dopo mesi trascorsi quasi completamente fuori dalla scena pubblica, ha improvvisamente ricominciato a muoversi. Il tema emerso dal colloquio è abbastanza suggestivo da agitare il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte: un nuovo soggetto «futuristico», costruito intorno alle nuove tecnologie, all’Intelligenza artificiale e soprattutto alle generazioni più giovani.

Per ora siamo nel territorio delle ipotesi politiche, non davanti all’annuncio di un nuovo partito. Anzi, appena pochi giorni fa Grillo aveva detto esattamente il contrario. Ospite di Pulp Podcast, il programma di Fedez e Mr. Marra, aveva spiegato: «Come faccio a fondare un partito, a organizzarlo? Non ho il potere di farlo, non ho le facoltà. Posso dare degli input a delle idee». Aveva però aggiunto una frase decisamente meno definitiva: «Mi hanno detto che sono stato polverizzato, ma nella polvere ci sono anche i semi di qualcosa». Adesso quei «semi» tornano inevitabilmente al centro dell’attenzione.

Grillo e l’uomo di Musk: cosa è successo all’Hotel Forum

L’incontro si è svolto in un luogo che per Grillo non ha bisogno di presentazioni. L’Hotel Forum è stato per anni il suo quartier generale romano, il posto delle riunioni, delle trattative e dei momenti decisivi della storia del Movimento. Proprio lì, nel febbraio 2021, si svolse anche il vertice che aprì la strada alla leadership di Giuseppe Conte. Adesso nello stesso albergo Grillo riceve Stroppa e torna a ragionare sul futuro.

Secondo quanto ricostruito nelle ultime ore, il pranzo è durato oltre due ore e la conversazione ha toccato Intelligenza artificiale, innovazione e possibili progetti rivolti alle nuove generazioni. Le indiscrezioni parlano di un soggetto destinato soprattutto agli under 25, anche se non è ancora chiaro quale forma potrebbe assumere: partito, associazione, laboratorio culturale o qualcosa di completamente diverso.

È importante distinguere i fatti dalle suggestioni. L’incontro tra Grillo e Stroppa c’è stato e il progetto politico-tecnologico è stato oggetto delle ricostruzioni pubblicate dopo il colloquio. Non risulta invece un annuncio di Musk sulla volontà di finanziare un nuovo partito italiano, né esiste al momento una nuova formazione ufficialmente costituita. Le indiscrezioni attribuiscono all’entourage di Grillo un forte interesse di Musk per i progetti dell’ex garante, ma siamo ancora lontani da una discesa in campo formalizzata.

L’idea: giovani, tecnologia e Intelligenza artificiale

Il terreno sul quale Grillo e Stroppa possono incontrarsi è evidente. Il primo Movimento 5 Stelle costruì una parte enorme della propria identità sull’idea che Internet avrebbe potuto cambiare la politica, superare le vecchie strutture dei partiti e creare nuove forme di partecipazione. Quasi vent’anni dopo, il nuovo salto tecnologico si chiama Intelligenza artificiale.

Stroppa ha espresso pubblicamente proprio questa convinzione. Nei giorni scorsi ha sostenuto che l’IA, se utilizzata correttamente, potrebbe contribuire a rilanciare l’Italia e ha definito la prossima legislatura particolarmente importante perché coinciderà con una nuova rivoluzione industriale. Ha inoltre annunciato l’intenzione di sostenere chi porterà questi temi nell’agenda politica.

È difficile immaginare un argomento più adatto a incuriosire Grillo, che da sempre mescola tecnologia, ambientalismo, provocazione e visioni sul futuro. L’ipotesi che circola negli ambienti vicini al fondatore è quella di recuperare almeno una parte dello spirito originario del Movimento, rivolgendosi però a una generazione completamente diversa da quella che accompagnò il V-Day e l’ascesa dei Cinque Stelle.

E Giuseppe Conte osserva

Naturalmente dietro qualsiasi movimento di Grillo compare inevitabilmente Giuseppe Conte. Il rapporto tra i due è ormai una guerra aperta. Durante l’intervista con Fedez, il fondatore ha descritto il Movimento attuale come qualcosa di completamente diverso dalla sua creatura e ha chiamato Conte «reverendo Jones» e «l’uomo che sussurra ai cavilli».

Ma soprattutto resta aperta la battaglia legale sul nome e sul simbolo del Movimento 5 Stelle. Ed è proprio questo particolare a suggerire un’altra possibile lettura del ritrovato attivismo di Grillo. Già nelle settimane scorse era emersa l’ipotesi che la costruzione di un nuovo laboratorio politico potesse avere anche un significato nella controversia giudiziaria: mostrare che il fondatore continua a svolgere un’attività politica e rivendica un legame con la storia e l’identità del Movimento. La prima udienza della causa è prevista a gennaio.

Non è quindi possibile stabilire oggi se Grillo voglia davvero costruire un concorrente del M5S, se stia pensando a una semplice associazione oppure se stia utilizzando questi incontri anche all’interno della partita legale con Conte.

Prima Fedez, poi la Cina, adesso Musk

A rendere ancora più interessante la vicenda è la sequenza degli ultimi giorni. Prima l’intervista al podcast di Fedez, nella quale Grillo è tornato ad attaccare duramente il Movimento guidato da Conte. Poi la partecipazione al ricevimento dell’ambasciata cinese a Roma per l’anniversario della fondazione della Repubblica Popolare. Infine il pranzo con Stroppa.

All’Hotel Forum sono comparsi anche alcuni ex esponenti pentastellati rimasti vicini al fondatore. Tra questi Elio Lannutti e Marco Bella. Interpellato sulla possibilità della nascita di un nuovo movimento, Lannutti non ha chiuso la porta: «Mai dire mai».

Il paradosso è tutto qui. Il 21 settembre Grillo assicurava di non avere né il potere né le capacità organizzative per fondare un altro partito. Otto giorni dopo trascorre più di due ore con l’uomo di Musk in Italia discutendo di tecnologia, giovani e della suggestione di un nuovo soggetto «futuristico».

Non significa che quel partito nascerà. Ma significa che Beppe Grillo, dopo essere stato dato politicamente per finito, ha ricominciato a muoversi. E per Giuseppe Conte, impegnato contemporaneamente nella costruzione del campo largo e nella battaglia per conservare nome e simbolo dei Cinque Stelle, potrebbe essere sufficiente questo per tenere gli occhi puntati sull’Hotel Forum.