Sei presidenti di Regione aprono un nuovo fronte sulla sanità nella manovra e chiedono un confronto urgente con il governo. Eugenio Giani, Antonio Decaro, Michele de Pascale, Roberto Fico, Stefania Proietti e Alessandra Todde hanno scritto a Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni, per sollecitare la convocazione dell’organismo e discutere l’impatto delle misure previste. I governatori chiedono un vertice per discutere le risorse e il bonus per gli anziani. I dati sono riportati nel resoconto della protesta dei governatori.
La contestazione riguarda innanzitutto le risorse per il Fondo sanitario nazionale. Secondo quanto riferito dai governatori, la manovra prevede 2,4 miliardi di euro, mentre le Regioni avevano indicato in 6,8 miliardi l’adeguamento necessario per sostenere l’aumento dei costi e garantire i servizi. La differenza, sostengono, rischia di pesare sulla rete ospedaliera e territoriale, già chiamata a fare i conti con carenze di personale e tempi di attesa.
Governatori chiedono un vertice sui voucher over 75
Al centro dello scontro c’è anche il bonus socio-sanitario destinato agli anziani. I sei presidenti criticano lo stanziamento da 1,6 miliardi di euro per voucher da 300 euro, perché temono che una parte delle risorse finisca per sostenere prestazioni private senza rafforzare direttamente strutture e servizi pubblici.
Giani ha chiesto al Parlamento di intervenire durante l’esame della legge di Bilancio e di trasferire quei fondi al Fondo sanitario. È la posizione dei governatori, non una valutazione tecnica condivisa: il governo dovrà chiarire finalità, modalità di accesso e rapporto tra il bonus e l’offerta pubblica. La discussione, inoltre, riguarda una manovra ancora sottoposta all’iter parlamentare.
La richiesta delle Regioni al governo
La Conferenza delle Regioni è il passaggio istituzionale che i presidenti indicano per definire una posizione comune. Le Regioni organizzano una parte rilevante dei servizi sanitari e gestiscono ospedali, assistenza territoriale e liste d’attesa; per questo sostengono di dover essere coinvolte nelle scelte che incidono sulla spesa e sulla programmazione.
Ora la partita si sposta sul calendario del confronto e sugli eventuali correttivi alla manovra. I governatori chiedono risorse aggiuntive per il servizio pubblico; l’esecutivo dovrà misurare questa richiesta con i vincoli di bilancio e con le priorità già fissate. Il confronto dirà se le cifre contestate resteranno invariate o se il passaggio parlamentare porterà modifiche. L’esito avrà ricadute concrete sulla programmazione regionale e sulla capacità di sostenere personale, strutture e assistenza nei territori.







