Belen, all’inizio si era temuto il tentato suicidio: i pompieri smentiscono il gesto estremo e ricostruiscono il caos in casa

Belen Rodriguez – Ipa

All’inizio si era temuto il peggio. Le urla dalla finestra, le richieste d’aiuto, l’intervento dei Vigili del Fuoco, la porta forzata, il trasporto in ospedale in codice giallo: tutto, nella mattinata di ieri a Milano, aveva fatto pensare anche all’ipotesi più drammatica. Ma ora i pompieri e le forze dell’ordine ricostruiscono quanto accaduto nell’appartamento di Belen Rodriguez e smentiscono l’ipotesi del tentato suicidio.

La showgirl argentina non voleva togliersi la vita. Era sola in casa, in evidente stato confusionale, chiusa in bagno e incapace di spiegare con lucidità cosa stesse succedendo. L’allarme è scattato alle 7.10 in uno stabile di Brera, dopo le segnalazioni dei vicini svegliati dalle grida provenienti dall’appartamento al quarto piano. “Aiuto, aiutatemi”, avrebbe ripetuto Belen dall’interno della casa. Sul posto sono arrivati i Vigili del Fuoco della sede centrale di via Messina, il personale sanitario del 118 e le pattuglie della Polizia di Stato.

I pompieri: “Non riusciva ad aprire la porta”

Secondo la ricostruzione fornita dai Vigili del Fuoco, l’intervento è stato gestito seguendo i protocolli previsti quando si teme per l’incolumità di una persona chiusa in casa o impossibilitata ad aprire. “Non sapendo se fosse da sola, da procedura abbiamo dovuto necessariamente forzare la porta d’ingresso per cercare di prestare soccorso in tempi rapidi. Se la persona che è dentro non apre autonomamente, siamo costretti a intervenire”, hanno spiegato fonti dei pompieri.

Una volta entrati nell’appartamento, i soccorritori hanno trovato Belen Rodriguez in una situazione confusa e concitata. Inizialmente la conduttrice si trovava su un balconcino comunicante, poi si sarebbe spostata nel bagno, chiudendo la serratura. Non ci sarebbe però stata una vera trattativa tesa con le forze dell’ordine. Il blocco sarebbe stato legato alle sue condizioni psicofisiche.

Belen in stato confusionale

La frase chiave della ricostruzione è questa: “Lei era in bagno, non riusciva ad aprire la porta perché l’aveva chiusa e non si ricordava il perché. Era in evidente stato confusionale, a un certo punto ha deciso di aprire. Riusciva soltanto a dire qualche parola, a monosillabi”.

Dopo aver aperto la porta del bagno, Belen si sarebbe progressivamente rassicurata, accettando di essere visitata dai sanitari e poi accompagnata al Policlinico in codice giallo. Il successivo sopralluogo ha confermato che l’appartamento era in sicurezza e che la showgirl era completamente sola in casa. Escluso anche il coinvolgimento dei figli minori.

Situazione fragile

La vicenda riporta inevitabilmente alla fragilità che Belen Rodriguez aveva già raccontato pubblicamente nei mesi scorsi. La conduttrice aveva parlato senza filtri dei suoi problemi di depressione e attacchi di panico, spiegando quanto sia difficile convivere con certe fragilità quando si è costantemente esposti al giudizio pubblico.

Il ricovero di ieri non può essere separato da quel contesto personale, anche se le fonti intervenute sul posto hanno voluto chiarire con forza un punto: non si è trattato di un gesto estremo.

Il nodo dei tamponamenti con il Suv

Resta aperto anche il fronte degli accertamenti stradali. La Polizia Locale di Milano sta verificando una serie di piccoli tamponamenti avvenuti nel weekend in centro, che avrebbero coinvolto un Suv Land Rover Defender. Secondo quanto emerso, gli investigatori stanno svolgendo normali controlli per capire se l’auto fosse effettivamente guidata da Belen Rodriguez. Al momento non c’è certezza sulla responsabilità della showgirl negli incidenti. Si parla di alcuni urti avvenuti nelle ore precedenti al malore, ma gli accertamenti sono ancora in corso.

La notizia, dunque, non è più soltanto il soccorso a Belen Rodriguez. È la ricostruzione di ciò che davvero sarebbe accaduto dentro quell’appartamento di Brera: paura, confusione, richieste d’aiuto, ma non il tentativo di farla finita. Un dettaglio decisivo, che cambia il senso di una mattinata raccontata per ore tra allarmi, voci e ipotesi estreme.