Funerali Khamenei: la salma arriva a Teheran nella Grande Moschea

Grande Moschea, Teheran

La salma di Ali Khamenei, la cui morte negli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele ha sconvolto gli equilibri mondiali, è arrivata al complesso religioso della Grande Moschea di Mosalla. In un clima di tensione altissima, il regime si stringe attorno al feretro del Leader Supremo per un funerale che promette di essere un evento storico, destinato a segnare il futuro del Medio Oriente.

Il ritorno di Ahmad Vahidi

Ahmad Vahidi, il potente capo delle Guardie Rivoluzionarie (IRGC), ha fatto la sua prima apparizione pubblica dall’inizio del conflitto a febbraio. Vahidi, che finora aveva mantenuto un profilo bassissimo per il timore di essere eliminato dai droni nemici come il suo predecessore, è stato ripreso dalle telecamere della Fars mentre poggiava la mano sulla bara di Khamenei. Una preghiera silenziosa che sembra un giuramento: la presenza del generale in un luogo così esposto segnala che i vertici militari sono pronti a riprendere il controllo totale della situazione, nonostante la minaccia costante di nuovi raid.

Il grido di Pezeshkian scuote il mondo islamico

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian non ha usato mezzi termini nel suo messaggio alla nazione, parlando apertamente di “martirio” e di una “ascesa rossa” che trasformerà il dolore in azione bellica. “Questa morte non è la fine del cammino”, ha dichiarato Pezeshkian sui canali social ufficiali, “ma l’inizio di una nuova stagione di solidarietà e resistenza”. Le sue parole puntano a trasformare il lutto in un catalizzatore di rabbia per compattare non solo l’Iran, ma l’intera comunità islamica contro i nemici occidentali.

Iran al bivio

In vista delle esequie, la presidenza ha lanciato un appello senza precedenti: un invito a tutti i cittadini, indipendentemente dall’etnia o dall’orientamento politico, a scendere in piazza. L’obiettivo è mostrare al mondo un’immagine di compattezza assoluta. Pezeshkian chiede una partecipazione “storica e ferma” per dipingere un quadro di unità nazionale sotto le insegne della Rivoluzione. Mentre la terra di epopee si prepara all’addio definitivo al suo “devoto servitore”, la comunità internazionale osserva con il fiato sospeso: il funerale di Khamenei potrebbe essere la scintilla definitiva di un conflitto ancora più vasto.