Germania, l’AfD vuole disabili e migranti fuori dalle classi: scuole separate, inno obbligatorio e homeschooling nel programma

Studenti e scuola

La battaglia per la Sassonia-Anhalt potrebbe trasformarsi in un laboratorio politico per tutta la Germania. Domenica si vota e l’AfD, l’ultradestra tedesca, punta a conquistare il governo regionale con un programma che promette di cambiare profondamente anche la scuola: ridimensionamento dell’inclusione degli alunni con disabilità, classi separate per gli studenti migranti, alzabandiera, inno nazionale e possibilità di sostituire l’obbligo scolastico con un più generico «obbligo all’educazione», aprendo così la strada all’homeschooling.

A preoccupare maggiormente famiglie ed educatori è il destino degli studenti con disabilità. Tra loro c’è Viktor, sedici anni, affetto dalla sindrome di Down e figlio di Andreas Silbersack, capogruppo regionale dei liberali dell’Fdp. Il ragazzo frequenta una scuola ordinaria e il padre teme che una vittoria dell’AfD possa costringerlo a lasciarla.

«Vogliono abolire l’inclusione nelle scuole. Vogliono mandare nelle scuole speciali disabili e migranti», denuncia Silbersack. Il suo incubo, racconta, è sentirsi comunicare un giorno dal dirigente scolastico che Viktor non potrà più frequentare la classe insieme ai suoi compagni.

AfD contro l’inclusione, il precedente di Höcke

Quella della Sassonia-Anhalt non è una posizione comparsa improvvisamente in questa campagna elettorale. Già nel 2023 Björn Höcke, esponente dell’ala radicale dell’AfD, aveva attaccato quello che definiva il «progetto ideologico dell’inclusione», sostenendo la necessità di ricorrere maggiormente alle scuole speciali. Sul fronte dell’immigrazione era intervenuto anche l’esponente bavarese del partito Martin Böhm, favorevole a classi separate per gli studenti migranti rispetto a quelli che padroneggiano la lingua tedesca.

Il tema assume un peso particolare perché in Germania l’istruzione è competenza dei Länder. Un eventuale governo regionale guidato dall’AfD avrebbe quindi margini significativi per intervenire direttamente sul sistema scolastico. Hans-Thomas Tillschneider, tra gli ideologi del programma regionale, lo ha detto esplicitamente: «Istruzione, cultura, scienza sono gli ambiti dove potremo fare più agevolmente tutto quello che vogliamo».

Disabilità e scuole speciali, il 60% degli studenti è già fuori dalle classi ordinarie

Il sistema tedesco parte peraltro da una situazione molto diversa rispetto a quella italiana. Circa il 60% dei bambini con bisogni pedagogici particolari frequenta ancora scuole speciali, ma secondo un sondaggio del Deutsches Institut für Menschenrechte l’82% dei genitori sarebbe contrario a questo modello e chiederebbe una maggiore inclusione.

Il dato più pesante riguarda il futuro degli studenti inseriti nei percorsi speciali: secondo le statistiche citate nell’indagine, il 73% dei ragazzi con disabilità abbandona il percorso prima di completarlo. Per Michael Zander, professore di Disabilità e Inclusione alla Hochschule di Magdeburgo, una vittoria dell’AfD rappresenterebbe «la tomba dell’inclusione».

La questione non riguarda soltanto la disabilità. Secondo Zander, la separazione degli studenti migranti avrebbe anche una finalità politica precisa: prepararli a un possibile ritorno nei Paesi di origine, coerentemente con la linea sulla «remigrazione» sostenuta da settori dell’ultradestra tedesca.

Inno nazionale a scuola e lezioni a casa: cosa prevede il programma

Nel progetto dell’AfD per la Sassonia-Anhalt compaiono anche alzabandiera e canto dell’inno tedesco nelle scuole, mentre verrebbero contrastate le iniziative educative dedicate alle tematiche Lgbtq+ e alla diversità.

Ma uno dei passaggi destinati a provocare maggiore discussione riguarda l’abolizione dell’attuale obbligo scolastico e la sua sostituzione con un «obbligo all’educazione». La differenza può sembrare linguistica, ma avrebbe conseguenze concrete: permetterebbe alle famiglie di scegliere l’homeschooling, oggi fortemente limitato in Germania.

Ed è proprio questo scenario ad allarmare parte del mondo scolastico. Il timore è che alcune famiglie appartenenti alle comunità nazionaliste völkisch possano sottrarre i figli alla scuola pubblica per educarli esclusivamente all’interno del proprio ambiente ideologico. Il modello richiamato è quello austriaco, dove l’istruzione domestica è consentita e ha conosciuto una nuova diffusione durante la pandemia.

Nel mirino anche le «scuole-coraggio»

L’AfD punta inoltre a intervenire sulle cosiddette Courage-Schulen, una rete di oltre cinquemila istituti tedeschi impegnati in progetti contro razzismo, discriminazioni e intolleranza. In Sassonia-Anhalt sono 186. Secondo l’ultradestra si tratterebbe di forme di «indottrinamento politico» incompatibili con il principio di neutralità che il partito vuole imporre alle scuole.

Ed è proprio il significato di questa neutralità a preoccupare insegnanti e dirigenti: il rischio denunciato è che persino iniziative esplicitamente dedicate alla difesa della democrazia e del pluralismo possano essere considerate politicamente schierate.

La battaglia elettorale di domenica, dunque, va molto oltre il controllo di un Land dell’Est. La Sassonia-Anhalt potrebbe diventare il primo grande banco di prova del modello di società che l’AfD intende realizzare qualora arrivasse direttamente al governo. E la scuola, dalle classi degli studenti con disabilità fino all’educazione dei figli dentro casa, appare uno dei terreni sui quali il partito vuole imprimere il cambiamento più radicale.