Grecia, allarme pesci palla velenosi: barriere galleggianti sulle spiagge per proteggere i bagnanti dai morsi

pesce palla

Fino alla scorsa estate erano le meduse viola a preoccupare turisti e residenti. Oggi, invece, sulle spiagge della Grecia il nemico arriva dal fondo del mare e ha mascelle così potenti da poter spezzare perfino ossa e metallo. L’invasione del pesce palla maculato, specie proveniente dal Mar Rosso e favorita dall’aumento della temperatura delle acque del Mediterraneo, sta spingendo le autorità elleniche ad adottare misure senza precedenti per proteggere i bagnanti.

La municipalità dell’isola di Eubea ha installato le prime barriere galleggianti della Grecia per impedire agli esemplari di raggiungere le aree destinate alla balneazione. Una soluzione che potrebbe presto essere adottata anche da altre località turistiche del Paese.

Perché il pesce palla è così pericoloso

Il pesce palla maculato ha raggiunto il Mediterraneo attraverso il Canale di Suez e negli ultimi anni ha progressivamente colonizzato le acque di Israele, Cipro e, più recentemente, gran parte delle coste greche fino all’area di Atene.

Si tratta di una delle specie marine invasive più temute. Oltre a essere altamente tossico se consumato, anche dopo la cottura, rappresenta un rischio concreto per chi fa il bagno. Le sue potenti mascelle possono infatti provocare ferite profonde e lacerazioni importanti.

L’allarme è cresciuto dopo alcuni episodi registrati nelle ultime settimane. A Varkiza, nella regione dell’Attica, una donna anziana è stata morsa mentre si trovava in acqua ed è stata costretta a ricorrere alle cure dei sanitari, con l’applicazione di diversi punti di sutura.

Per questo motivo la Croce Rossa Ellenica ha diffuso un vademecum destinato ai cittadini, spiegando come intervenire in caso di morso. La raccomandazione è quella di lavare immediatamente la ferita con acqua dolce, comprimere la zona con garze per arrestare l’emorragia e rivolgersi quanto prima a un medico. In alcuni casi può rendersi necessario anche il richiamo antitetanico.

Le prime barriere galleggianti sulle spiagge

La risposta più visibile è arrivata da Eubea, seconda isola della Grecia per estensione dopo Creta, dove sono state installate le prime barriere galleggianti per separare le zone di balneazione dalle aree frequentate dai pesci palla.

«Il nostro dovere e la nostra priorità assoluta devono essere la sicurezza dei nostri cittadini. Meglio prevenire che curare», ha dichiarato al Guardian il vicesindaco di Calcide, Antonis Spanos. L’iniziativa sta attirando l’interesse di numerosi comuni costieri, che stanno valutando soluzioni analoghe in vista del pieno della stagione turistica.

Danni anche alla pesca

L’emergenza non riguarda soltanto il turismo. Il pesce palla maculato sta provocando pesanti conseguenze anche al settore ittico greco.

Con i suoi denti è infatti in grado di distruggere reti da pesca e danneggiare il pescato, causando perdite economiche significative. Secondo le stime del Centro Ellenico per la Ricerca Marina, ogni peschereccio subisce mediamente danni e mancati guadagni per circa 8.500 euro all’anno.

Per questo il governo di Atene ha deciso di introdurre incentivi economici destinati ai pescatori che parteciperanno a campagne mirate di cattura della specie invasiva, nel tentativo di contenerne la diffusione e limitare l’impatto sull’ecosistema marino e sull’economia delle comunità costiere.