Lo storico quotidiano fondato da Antonio Gramsci sospenderà le pubblicazioni a partire da oggi, mercoledì 8 luglio. L’annuncio arriva direttamente dall’editore Alfredo Romeo, che segna la fine (l’ennesima) di un’era per la stampa di sinistra in Italia. Dietro la decisione, il fallimento definitivo di una trattativa durata mesi con il Partito Democratico.
Ecco cos’è successo
La crisi nasce dal naufragio del tavolo tra la Romeo Editore e il Nazareno. Romeo, che aveva rilevato la testata nel 2022 salvandola dal fallimento, puntava a riportare il giornale nella sua “casa naturale”. Secondo le indiscrezioni lanciate da Dagospia, però, a far saltare l’intesa sarebbe stata la pretesa dell’imprenditore di mantenere una quota di minoranza nella società, condizione non gradita ai vertici del Partito Democratico.
La difesa di Alfredo Romeo
In una nota ufficiale, l’editore rivendica la bontà della sua gestione: “Abbiamo manifestato la disponibilità a cedere la testata a un prezzo puramente simbolico”. Secondo Romeo, l’operazione non è mai stata dettata da logiche di guadagno, ma dal desiderio di restituire l’Unità alla sua comunità politica. “Preso atto della decisione del PD di non dare seguito alla trattativa, e con perdite di esercizio crescenti, la sospensione è diventata inevitabile”, conclude la società.
Un secolo di storia in bilico
Non è la prima volta che il giornale di Gramsci attraversa la tempesta. Attualmente diretto da Piero Sansonetti, il quotidiano ha già subito tre chiusure e altrettante riaperture nella sua storia secolare. Questa nuova sospensione apre scenari incerti per la redazione e per i lettori, proprio mentre l’editore ringrazia chi ha garantito la continuità di una testata che resta un pezzo fondamentale della storia d’Italia.
Cosa succede ora?
Con la sospensione delle pubblicazioni, si apre un nuovo capitolo buio. Senza il sostegno del PD e con i conti in rosso, il destino della testata che fu di Pasolini e Calvino torna a essere un’incognita. Secondo quanto si apprende dall’ansa, il Nazareno ha annunciato: “Il Pd ha manifestato e continua a manifestare l’interesse e la disponibilità all’acquisto de L’Unità”.







