La riforma elettorale torna a creare tensioni nella maggioranza di governo. A Palazzo Chigi cresce infatti la preoccupazione per l’ultimo passaggio parlamentare alla Camera, dove il voto finale si svolgerà a scrutinio segreto e potrebbe favorire l’azione dei franchi tiratori. Secondo quanto emerge dal fronte della maggioranza, Giorgia Meloni avrebbe avvertito gli alleati che un’eventuale bocciatura della riforma aprirebbe immediatamente una crisi di governo, con l’ipotesi di elezioni anticipate già alla fine di gennaio.
Palazzo Chigi teme il voto segreto alla Camera
L’allarme riguarda soprattutto il passaggio conclusivo del provvedimento a Montecitorio. Pur prevedendo il ricorso alla questione di fiducia, il voto finale resta segreto e potrebbe consentire a una parte dei parlamentari della maggioranza di affossare la riforma senza esporsi pubblicamente. Le maggiori preoccupazioni riguardano possibili dissensi interni a Forza Italia e Lega. Secondo le indiscrezioni, i rispettivi leader Antonio Tajani e Matteo Salvini non avrebbero fornito garanzie assolute sulla compattezza dei gruppi parlamentari.
L’ipotesi di elezioni anticipate
Il messaggio fatto filtrare dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni punta a scoraggiare eventuali defezioni. L’eventuale bocciatura della riforma verrebbe infatti interpretata come una sfiducia politica nei confronti dell’esecutivo, aprendo la strada alle dimissioni del governo e allo scioglimento anticipato delle Camere. Lo scenario ipotizzato porterebbe il Paese al voto già entro la fine di gennaio, dopo l’approvazione della legge di Bilancio nei tempi strettamente necessari.
I possibili effetti sulla maggioranza
Nel centrodestra resta alta la tensione anche per le conseguenze politiche di un eventuale incidente parlamentare. Una crisi potrebbe modificare gli equilibri all’interno della coalizione e incidere sulla distribuzione delle candidature nei futuri collegi uninominali.
Secondo le ricostruzioni circolate nelle ultime ore, Fratelli d’Italia potrebbe ridurre sensibilmente gli spazi concessi agli alleati nelle candidature qualora emergessero responsabilità politiche nella bocciatura della riforma.
Al momento non risultano decisioni ufficiali né un calendario per eventuali elezioni anticipate. L’ipotesi resta legata all’esito dell’iter parlamentare della riforma elettorale e all’evoluzione dei rapporti all’interno della maggioranza.







