Putin arruola anche ciechi e sordi: il Cremlino apre ai militari «inabili» per difendere città e infrastrutture

Putin

La Russia continua ad allargare la platea delle persone che potrebbero contribuire allo sforzo bellico. Vladimir Putin ha dato il proprio assenso alla proposta di consentire anche ai cittadini classificati nella categoria D, cioè «completamente inabili al servizio militare», di entrare nelle unità territoriali incaricate della difesa delle città e delle infrastrutture dagli attacchi dei droni ucraini. L’iniziativa punta ufficialmente a impiegare questi volontari lontano dalla prima linea, ma arriva mentre il Cremlino cerca nuove reclute senza ricorrere a un’altra mobilitazione generale e mentre gli attacchi ucraini mettono sempre più sotto pressione il sistema difensivo russo.

Putin approva la proposta della Duma

A presentare la proposta è stato Evgenij Poddubnyj, corrispondente di guerra dell’emittente statale Vgtrk e capolista di Russia Unita alle elezioni della Duma. Durante un incontro con Putin, Poddubnyj ha spiegato di aver raccolto le richieste di alcuni militari rimasti gravemente feriti che, pur essendo stati dichiarati permanentemente inabili al servizio, vorrebbero continuare a dare un contributo alla difesa del territorio.

Secondo il deputato, queste persone potrebbero svolgere compiti compatibili con le proprie condizioni fisiche senza essere impiegate nei combattimenti. «È chiaro che non si parla della prima linea», ha spiegato Poddubnyj. «Si tratta della propria città, del proprio villaggio, della propria azienda». La risposta del presidente è arrivata immediatamente: «Ženja, sono d’accordo».

Chi rientra nella categoria D

La categoria D identifica, secondo la legislazione russa, i cittadini completamente inabili al servizio militare. L’elenco comprende persone affette da gravi patologie o con lesioni permanenti, tra cui tumori con metastasi, Hiv, cecità, sordità bilaterale, schizofrenia e altre condizioni considerate incompatibili con il servizio armato.

Secondo Poddubnyj, però, non tutte queste persone sarebbero incapaci di svolgere attività di supporto nelle retrovie, come la sorveglianza di obiettivi sensibili o la difesa territoriale contro gli attacchi dei droni. L’approvazione di Putin apre quindi alla possibilità di utilizzare anche cittadini che fino a oggi la legge considerava totalmente non arruolabili.

Mosca cerca nuove reclute senza mobilitazione

La decisione si inserisce nella strategia con cui il Cremlino cerca di mantenere costante il flusso di uomini destinati allo sforzo bellico evitando una nuova mobilitazione di massa come quella annunciata nel settembre 2022. Putin continua infatti a negare che, dopo le elezioni della Duma, il governo intenda richiamare nuovamente centinaia di migliaia di riservisti e ha definito «una totale assurdità» le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane.

Intanto, però, la guerra continua a richiedere uomini. L’intensificarsi degli attacchi ucraini con droni a lungo raggio ha infatti evidenziato le difficoltà della difesa russa nel proteggere un territorio enorme. Raffinerie, depositi di carburante, infrastrutture energetiche e snodi logistici sono finiti sempre più spesso nel mirino delle incursioni ucraine. Per rafforzare la protezione delle retrovie, il ministero della Difesa ha intensificato anche il reclutamento di volontari.

Gli esperti: nessuna garanzia di restare lontani dal fronte

Negli ultimi mesi sul social network russo VKontakte sono comparsi numerosi annunci che invitano i cittadini ad arruolarsi per un «servizio nelle retrovie», specificando che non prenderanno parte ai combattimenti. Secondo attivisti e giuristi russi, però, queste promesse non avrebbero un reale valore vincolante. Una volta firmato il contratto con il ministero della Difesa, il volontario entra infatti nelle Forze armate e, in assenza di specifiche tutele, potrebbe essere trasferito anche in zone di combattimento.

È proprio questo uno degli aspetti che alimenta le maggiori preoccupazioni: la proposta approvata da Putin viene presentata come un modo per impiegare persone gravemente malate o invalide nella difesa delle città, ma gli esperti ricordano che il sistema di reclutamento russo non offre garanzie assolute sulla destinazione finale dei volontari.