Due scosse violentissime che, nel giro di pochi istanti, hanno trasformato buona parte del Venezuela in un cumulo di macerie. Il bilancio è drammatico: centinaia di edifici distrutti, comunicazioni interrotte e il panico che ha travolto la capitale Caracas e lo stato di La Guaira. Mentre le autorità locali scavano tra i detriti alla ricerca di superstiti, l’attenzione dell’Italia è massima a causa dell’altissimo numero di connazionali che vivono nel Paese sudamericano. La Farnesina si è mobilitata immediatamente per monitorare una situazione che appare ogni ora più critica.
Il timore per i connazionali e l’appello di Tajani
L’entità del disastro è stata confermata dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che sta seguendo l’evoluzione dei soccorsi in tempo reale. In Venezuela ci sono “decine e decine” di palazzi crollati per le due potenti scosse di terremoto avvenute nelle scorse ore, per cui “speriamo che non ci siano italiani” coinvolti, “ma con tanti nostri connazionali anche con doppio passaporto che vivono in Venezuela potrebbe esserci qualcuno che sia rimasto intrappolato”: lo ha detto il ministro in collegamento con RaiNews24.
Il rischio che tra le vittime o i dispersi possano esserci cittadini italo-venezuelani è concreto, data la vastità della nostra comunità nel Paese. “Dunque la nostra unità di crisi è operativa, da questa notte siamo operativi e cerchiamo di dare il massimo del sostegno possibile anche alle famiglie italiane che hanno parenti in Venezuela”, ha aggiunto il titolare della Farnesina, assicurando che l’Italia non lascerà solo nessuno in questo momento di estrema sofferenza.
Vertice con Delcy Rodriguez
In queste ore il ministro Tajani ha avuto un colloquio diretto con la presidente ad interim del Venezuela per fare il punto sulle aree più devastate dal sisma. “Ho dato disponibilità al sostegno sia italiano sia europeo, toccherà poi al Venezuela chiedere di cosa ha bisogno. Sono ancora i primi momenti di reazione da parte loro, quindi con la loro protezione civile”, ha spiegato il Ministro.
L’impegno dell’Italia non si fermerà ai confini nazionali, ma cercherà di coinvolgere l’intero blocco UE: “Noi siamo disposti a fare ciò che è necessario per aiutare la popolazione venezuelana, che raccoglie una grandissima comunità italiana, una delle più grandi del mondo. Ci sono tanti italo-venezuelani e noi siamo pronti ad aiutare anche i nostri connazionali”. In una nota ufficiale, la Farnesina ha poi confermato che Tajani ha espresso a Delcy Rodriguez il cordoglio per le vittime già accertate. “Siamo vicini al popolo del Venezuela. La presidente mi ha informato del fatto che La Guaira è lo stato più colpito del Paese, ma ci sarebbero morti in altre città e villaggi. L’Italia e l’Europa aiuteranno il Venezuela: ho detto alla presidente che il Governo italiano valuterà il tipo di sostegno immediato che si può offrire e che sosterrà con l’Unione Europea la richiesta di attivare il meccanismo di Protezione civile”, ha dichiarato con fermezza il ministro.
Case distrutte ma nessuna vittima italiana accertata
Nonostante la devastazione sia visibile ovunque, arrivano le prime rassicurazioni, seppur parziali, riguardanti la sicurezza dei cittadini italiani. “Al momento non risultano vittime italiane in Venezuela”. Lo ha dichiarato l’ambasciatore italiano in Venezuela Giovanni Umberto De Vito, cercando di rassicurare le migliaia di famiglie che in Italia attendono con il fiato sospeso notizie dal Sud America. L’ambasciatore ha confermato che l’intera rete diplomatica è in stato di massima allerta.
“Insieme con il consolato generale a Caracas e il consolato a Maracaibo stiamo verificando le condizioni dei nostri connazionali” ha spiegato l’ambasciatore De Vito, evidenziando come il lavoro di verifica sia complesso a causa dei danni alle infrastrutture. “Sono in contatto con il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, che ha subito proposto all’Unione europea di attivare il meccanismo della protezione civile”. Sebbene non si piangano morti tra i nostri corregionali, la situazione materiale resta gravissima: “Al momento non ci risultano vittime tra i nostri connazionali, ma abbiamo notizia di diversi connazionali le cui abitazioni sono risultate danneggiate o addirittura distrutte”. Una corsa contro il tempo che vede l’Italia in prima linea per portare soccorso a chi ha perso tutto in pochi, interminabili minuti di terrore.







