Garlasco, la nuova perizia sulla camminata di Stasi: «Con 34 centimetri di spazio impossibile non sporcare le scarpe»

A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso Garlasco continua a essere alimentato da nuove analisi tecniche che riportano al centro alcuni dei punti più controversi dell’inchiesta. L’ultima riguarda la cosiddetta “camminata di Alberto Stasi”, cioè il percorso che l’allora fidanzato della vittima disse di avere compiuto la mattina del 13 agosto 2007 dopo aver trovato il corpo sulle scale che conducono alla cantina della villetta di via Pascoli.

La nuova consulenza, commissionata dai legali della famiglia Poggi e illustrata nel corso della trasmissione Quarto Grado, mette in discussione una delle ricostruzioni tecniche utilizzate nel processo. Secondo il consulente Fabio Falleti, gli spazi realmente disponibili nel corridoio non avrebbero consentito a Stasi di attraversare la zona senza entrare in contatto con la vasta macchia di sangue presente sul pavimento.

La questione non è nuova, ma torna oggi di attualità mentre si attende la decisione della Procura generale di Milano sull’istanza di revisione del processo presentata dalla difesa di Alberto Stasi. Una decisione attesa per il mese di settembre e destinata a rappresentare uno snodo importante nell’evoluzione giudiziaria del caso.

La ricostruzione di Falleti: «Restavano soltanto 34 centimetri»

La consulenza parte da un’analisi geometrica della scena del crimine. Fabio Falleti ricostruisce le misure del disimpegno che conduce alla scala della cantina e sostiene che la perizia realizzata nel 2009 avrebbe omesso un elemento fondamentale: la porta che separava il soggiorno dal corridoio.

Secondo il consulente, il disimpegno misurava 134 centimetri di larghezza. Da questa misura vanno però sottratti 44 centimetri occupati dall’area protetta dalla porta, oltre alla sporgenza della maniglia. Lo spazio utile si ridurrebbe così a 90 centimetri.

A questo punto entrano in gioco gli altri elementi presenti sulla scena. La macchia di sangue occupava 29 centimetri, mentre tra la gora ematica e la porta a libro rimanevano altri 27 centimetri. Il risultato finale, secondo Falleti, è uno spazio residuo di appena 34 centimetri.

Per il consulente si tratta di una distanza insufficiente per consentire il passaggio senza calpestare il sangue. «Non è stata inserita la porta che divideva il soggiorno», sostiene Falleti. «Un ostacolo fisso che sposta la camminata verso il centro del corridoio e quindi porta la traiettoria di Stasi verso la gora di sangue».

La tesi è che la ricostruzione utilizzata durante il processo abbia valutato un ambiente diverso da quello realmente presente nella villetta il giorno dell’omicidio.

La porta, l’elastico di Chiara e il punto più discusso della scena del crimine

A rafforzare questa ricostruzione interviene anche Paolo Reale, ingegnere informatico e cugino di Chiara Poggi.

Secondo Reale, la porta non era completamente aperta perché dietro si trovava un porta-abiti con alcuni indumenti appesi. «Ecco perché la parte cruciale della perizia della camminata fatta in un ambiente ricostruito male è stato un errore», afferma.

La nuova consulenza prende poi in esame un altro particolare che, negli anni, è diventato uno degli elementi simbolo della scena del delitto: l’elastico nero dei capelli di Chiara Poggi.

L’oggetto cadde durante la colluttazione e venne trovato a pochi centimetri dalla porta a libro e dalla macchia di sangue. Secondo Falleti, l’elastico rimase esattamente nella posizione originaria.

Da qui nasce un nuovo interrogativo. «Come può aver maneggiato la porta senza impattare o spingere questo elastico?», si chiede il consulente.

Il dettaglio assume rilievo perché, secondo la ricostruzione elaborata dai periti del processo di primo grado, proprio quella mattonella rappresentava il punto in cui Alberto Stasi avrebbe dovuto appoggiare il piede per aggirare la macchia di sangue.

La nuova consulenza cerca quindi di dimostrare che la presenza della porta e quella dell’elastico restringerebbero ulteriormente gli spazi di manovra, rendendo ancora più difficile la traiettoria ipotizzata nelle ricostruzioni precedenti.

La replica della difesa: «Stasi ha sempre detto di aver pestato il sangue»

La difesa di Alberto Stasi respinge però le conclusioni della nuova consulenza.

L’avvocata Giada Bocellari ricorda innanzitutto che il tribunale ha già affrontato il tema della camminata. «A prescindere dal fatto che sono state fatte due perizie su questo, quella di primo grado e quella dell’appello bis, si è detto che Stasi ha pestato il sangue, e Alberto Stasi ha detto di aver pestato il sangue: ce lo vogliamo mettere in testa?».

Secondo il legale, il punto non è stabilire se Stasi abbia sfiorato o meno la macchia ematica. «Alberto Stasi potrebbe benissimo aver pestato del sangue senza sporcarsi le scarpe e senza lasciare tracce, al di là dei 50 centimetri in più o in meno», sostiene Bocellari.

La difesa richiama poi un’altra questione che considera ancora irrisolta nella ricostruzione del delitto: l’assenza di impronte attribuibili a Stasi lungo il percorso di uscita dalla villetta.

«Ci sono le impronte in cucina, ci sono le impronte nell’anticamera, ci sono le impronte nel bagno, ma come è uscito da quella casa se non ci sono le sue impronte?», osserva l’avvocata.

Si tratta di uno degli argomenti che la difesa continua a considerare centrali anche in vista della richiesta di revisione del processo. La Procura generale di Milano sta esaminando gli atti trasmessi dalla Procura di Pavia e dovrebbe pronunciarsi entro settembre sull’istanza presentata dai legali dell’ex studente della Bocconi.

La nuova consulenza della famiglia Poggi, dunque, non modifica il quadro processuale esistente, ma riporta sotto i riflettori uno dei temi più dibattuti dell’intera vicenda: la compatibilità tra il percorso descritto da Alberto Stasi e la scena del crimine ricostruita dagli investigatori. Un confronto tecnico destinato ad alimentare ancora il dibattito sul delitto di Garlasco mentre il procedimento giudiziario potrebbe conoscere un nuovo capitolo nei prossimi mesi.