Milo Infante lascia la Rai, pronta offerta scandalosa a Mediaset tra ruoli da boss e prima serata. Ecco i retroscena dell’addio

Milo Infante, trasmissione Rai “ore 14”

Il telemercato estivo si infiamma con una notizia che scuote i vertici di Viale Mazzini: Milo Infante lascia la Rai. Il conduttore di Ore 14 e vicedirettore dell’Approfondimento avrebbe già presentato le sue dimissioni all’amministratore delegato Giampaolo Rossi. Un addio che arriva dopo una stagione trionfale e che vede all’orizzonte l’ombra del “Biscione”, pronto a soffiare alla tv pubblica uno dei suoi volti più redditizi in termini di share.

L’indiscrezione di Davide Maggio

Secondo le indiscrezioni lanciate da DavideMaggio.it, Pier Silvio Berlusconi avrebbe messo sul piatto un’offerta difficile da rifiutare. Non si parla solo di una conduzione prestigiosa in prima serata (forse su Italia 1 o addirittura al posto di Gianluigi Nuzzi a Quarto Grado), ma di un vero e proprio ruolo dirigenziale apicale.

A convincere Infante sarebbe anche la questione economica: in Rai, come dirigente, il giornalista è vincolato al tetto dei 240 mila euro, un limite che a Mediaset non esiste. La Rai, dal canto suo, starebbe tentando l’impossibile per trattenerlo, consapevole di perdere un uomo capace di portare Ore 14 vicino al 10% di share, battendo spesso la concorrenza interna ed esterna.

I motivi dell’addio alla Rai

Perché Infante ha deciso di andarsene proprio ora? Nonostante i record d’ascolto, il giornalista sembra aver pagato i giochi di incastri della prossima stagione. Con il possibile trasloco di Alberto Matano a Domenica In (dopo l’addio di Mara Venier), si era ipotizzato per Infante il salto nel pomeriggio feriale di Rai 1.

Tuttavia, le caselle non si sono spostate come previsto e Infante sarebbe rimasto confinato nella sua, seppur fortunata, fascia pomeridiana su Rai 2. Un “declassamento” percepito che, unito al corteggiamento serrato di Mediaset, ha spianato la strada verso Cologno Monzese. Già nell’ultima puntata, il saluto di Infante aveva il sapore di un addio: “Ci sono altri mondi al di fuori di questo”, aveva detto citando Stephen King.

Scontro con Bruno Vespa e la Bruzzone

L’ultimo anno di Milo Infante in Rai non è stato di certo privo di tensioni. Tra i fatti, celebre è stato lo scontro a distanza con Bruno Vespa, che si era lamentato in diretta per la sovrapposizione tra Porta a Porta e Ore 14 di Sera. Ma la vera rottura, anche legale, è quella con la criminologa Roberta Bruzzone.

Dopo anni di collaborazione, il rapporto tra il conduttore e la criminologa è degenerato in una battaglia a colpi di segnalazioni al Comitato Etico. Infante ha presentato un vero e proprio dossier sugli insulti che la Bruzzone gli avrebbe rivolto sui social. Un caso spinoso che coinvolge indirettamente anche la politica: la Bruzzone collabora infatti con la società di produzione di Francesca Verdini (compagna di Matteo Salvini), proprio mentre Infante è storicamente considerato un giornalista vicino alla Lega. Un groviglio di tensioni che potrebbe aver spinto il conduttore a cercare aria nuova lontano da Roma.