Report, la Rai prepara il dopo Ranucci ma la redazione si spacca: gli inviati pronti ad andare avanti anche senza di lui

SIgfrido Ranucci, conduttore della trasmissione Report Rai 3, ospite della trasmissione ‘otto e mezzo’ condotta da Lilly Gruber in onda su La7 a Roma, Martedì 07 Aprile 2026 (foto Mauro Scrobogna / LaPresse) Sigfrido Ranucci, host of the Rai 3 program Report, guest of the program ‘otto e mezzo’ hosted by Lilly Gruber broadcast on La7 in Rome, Tuesday April 07 2026 (foto by Mauro Scrobogna / LaPresse)

La Rai cerca una soluzione per il futuro di Sigfrido Ranucci, ma ogni strada presenta un problema. Dopo le indiscrezioni su una possibile sospensione del conduttore di Report, ai vertici dell’azienda si ragiona sulla sua ricollocazione in un’altra testata. Nel frattempo, però, la stessa redazione del programma si è divisa e una parte consistente degli inviati ha fatto sapere alla dirigenza di essere pronta a garantire la continuità della trasmissione anche senza il suo storico volto.

Secondo quanto ricostruito dal Fatto Quotidiano, gli inviati hanno inviato una lettera riservata al direttore degli Approfondimenti Rai Paolo Corsini, formulando alcune proposte sul futuro del programma. Una mossa che Ranucci avrebbe vissuto come un tradimento da parte di colleghi con i quali ha lavorato per anni.

Gli stessi giornalisti respingono però l’interpretazione di una sfiducia nei confronti del conduttore: «Nessuno si è mai sognato di sfiduciare Ranucci. Non siamo così ingenui da prestare il fianco ai tanti nemici di Report».

Gli inviati: «Possiamo garantire Report senza figure esterne»

La posizione della squadra nasce dal timore che la Rai possa affidare la trasmissione a un giornalista proveniente dall’esterno. Gli inviati spiegano di essersi mossi dopo l’annuncio di una convocazione della redazione e dopo aver appreso dell’esistenza di colloqui dell’azienda con professionisti non appartenenti al gruppo.

L’obiettivo, sostengono, sarebbe evitare «una decisione unilaterale dell’azienda» e soprattutto scongiurare l’arrivo di una figura che possa essere percepita come un «tentativo di normalizzazione e commissariamento».

La redazione rimane comunque divisa. Una parte considera Ranucci difficilmente separabile dall’identità costruita da Report negli ultimi dieci anni e avrebbe voluto un documento di piena solidarietà nei suoi confronti. Altri ritengono invece prioritario salvaguardare il programma e il lavoro della squadra anche nell’eventualità di un cambio alla conduzione. Una frattura che rende ancora più complicata la decisione dei vertici Rai.

Il problema Ranucci: sospenderlo, ricollocarlo o lasciarlo a Report

Sul tavolo dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi sarebbero passate diverse ipotesi. Inizialmente era circolata quella di una sospensione. Successivamente ha preso corpo la possibilità di ricollocare Ranucci in un’altra struttura dell’azienda.

Il conduttore possiede infatti la qualifica di vicedirettore Rai e un eventuale trasferimento dovrebbe rispettarne l’inquadramento professionale. Tra le destinazioni ipotizzate figurano un incarico da numero due a RaiNews24 oppure al Tg3.

Il nodo è anche giuridico. Una soluzione che Ranucci considerasse un demansionamento potrebbe aprire un contenzioso con l’azienda. E secondo fonti Rai citate dal Fatto resta persino possibile che un’eventuale rimozione venga contestata in sede giudiziaria, con la conseguenza di riportare il giornalista alla guida di Report. La Rai deve quindi trovare una soluzione che tenga insieme esigenze editoriali, rapporti interni e posizione contrattuale del conduttore.

Da Valesini a Iacona, i nomi per il dopo Ranucci

Nel frattempo cominciano a circolare le possibili alternative alla conduzione. Secondo Repubblica, una delle ipotesi consiste nel dividere tra più persone le funzioni finora concentrate su Ranucci, che non è soltanto il volto televisivo di Report ma svolge anche compiti di coordinamento degli autori ed è vicedirettore degli Approfondimenti.

Tra i nomi considerati, quello indicato come più accreditato è Giulio Valesini, giornalista interno alla squadra. Circola anche quello di Sabrina Giannini, mentre viene valutata con particolare attenzione l’ipotesi Riccardo Iacona, che potrebbe lasciare Presa Diretta per passare a Report.

Iacona avrebbe il vantaggio di essere esterno all’attuale redazione ma sufficientemente identificato con il giornalismo d’inchiesta della Rai da non essere percepito come un commissario mandato dall’azienda. Sembra invece perdere terreno l’ipotesi Federico Ruffo, attorno alla quale sarebbero emerse maggiori resistenze all’interno della redazione.

Ranucci continua a preparare le nuove puntate

Mentre l’azienda ragiona sul suo futuro, Ranucci continua formalmente a lavorare alle nuove puntate di Report, previste da novembre. Il giornalista avrebbe confidato di non avere contatti con i vertici Rai da settimane e, in assenza di una decisione ufficiale, mantiene il silenzio.

Sulla sua posizione continuano però a pesare le polemiche nate dopo il coinvolgimento di Valter Lavitola nell’inchiesta sull’attentato del 16 ottobre 2025 davanti all’abitazione del giornalista a Campo Ascolano e quelle provocate dalle successive dichiarazioni pubbliche di Ranucci.

Anche il confronto politico resta acceso. La Commissione europea, rispondendo a una lettera di Fratelli d’Italia relativa a possibili violazioni del Media Freedom Act da parte di Report, ha comunicato che continuerà a seguire gli sviluppi.

La partita decisiva, però, si gioca dentro Viale Mazzini. La Rai deve decidere se separare Report da Ranucci, trovare al giornalista un incarico compatibile con il suo ruolo e contemporaneamente evitare che la sostituzione venga percepita come un commissariamento politico. Nel frattempo la stessa redazione che dovrebbe difendere il programma si scopre divisa sul destino del suo conduttore.