Salvini contestato al concerto di De André: scontro nella famiglia di Faber

Fabrizio De Andrè (foto dal sito ufficiale)

Una notte di mezza estate sarda trasformata in una tempesta politico-musicale. La presenza del ministro dei Trasporti Matteo Salvini a Time in Jazz, festival diretto da Paolo Fresu, in occasione dell’omaggio a Fabrizio De André tenutosi nella storica tenuta dell’Agnata, ha scatenato un acceso caso politico, spaccando il pubblico e generando una durissima frattura persino all’interno della famiglia del cantautore genovese.

La contestazione in platea e il gelo sul palco

A far saltare l’equilibrio della serata è stata una giovane spettatrice. Alzatasi tra la folla, la ragazza ha affrontato direttamente il palco: «Non posso rimanere ad assistere a questo spettacolo vista la presenza di quell’individuo», ha dichiarato prima di abbandonare l’evento tra i brusii, i fischi e le proteste del pubblico.

Seduto in prima fila, Salvini non si è mosso, mentre Dori Ghezzi, vedova di De André e padrona di casa, è salita sul palco per provare a spegnere l’incendio: «Non sono d’accordo con voi, la penso diversamente e sono sempre di sinistra, ma è giusto creare un dialogo. Altrimenti non saremmo più in un Paese democratico».

Più pungente l’intervento del cantante Diodato, esecutore dello show, che dopo essersi definito «lontano anni luce da certi pensieri politici» ha chiosato: «Non mi permetto di cacciare nessuno, ma speriamo che la musica di De André illumini un po’ di più la nostra classe politica», incassando un paradossale applauso dallo stesso Salvini.

Lo scontro in famiglia: Alice De André contro Dori Ghezzi

Se la vedova Faber ha cercato la via della mediazione, rivelando poi al Corriere della Sera che «Fabrizio non avrebbe mai mandato via nessuno» e accusando la contestatrice di aver rovinato un momento magico , la reazione della nipote del cantautore, Alice De André (27 anni, figlia di Cristiano), è stata un vero e proprio affondo.

«Mio nonno davanti a quella scena avrebbe fermato il concerto e chiesto a Salvini che c***o ci faceva lì», ha attaccato sui social la nipote. «Mio nonno era un anarchico: oggi non stringerebbe la mano a chi supporta Netanyahu, è amico di Trump o va in giro con la maglietta di Putin. Non so cosa capisca Salvini dei testi di Faber, forse solo il la-la-la. Se vai a un certo tipo di concerto devi essere pronto a rispondere alle contestazioni, invece di farti difendere da Dori».

A stretto giro la contro-replica della 80enne Dori Ghezzi, che ha liquidato le parole della nipote con un’amara stoccata: «Alice? Cosa ne sa lei del nonno…» (essendo nata pochi mesi prima della scomparsa di Faber).

La replica del ministro: «La democrazia è ascoltare chi si vuole»

Nel dibattito, amplificato dal video della contestazione girato e diffuso dall’ex senatore M5S Roberto Cotti, si è inserito infine lo stesso Matteo Salvini con un lungo post difensivo.

«Davvero siamo arrivati al punto in cui qualcuno decide chi può ascoltare De André e chi no?», ha scritto il segretario della Lega. «Amo Faber dai tempi del liceo. La ragazza aveva il diritto di contestarmi così come io ho quello di rispondere: si chiama democrazia. Nessuno può decidere quali cantanti io possa ascoltare, quali libri leggere o quali film guardare».