Temptation Island o “Recitation Island”? Il reality del cringe e del trash che fa ascolti record come una soap

È ricominciata la stagione di Temptation Island, la trasmissione che trasforma il tradimento e la crisi sentimentale nello show più assurdo e ridicolizzato da guardare accomodati sul proprio divano con un vassoio colmo di pop-corn. Il falò di confronto è ormai diventato una metafora sociale tale da ispirare persino i meme sulla politica estera (chi non ricorda Giorgia Meloni e Trump seduti sul tronco davanti al falò?), quest’anno sembra però aver superato il limite della decenza televisiva. Ormai lo hanno capito tutti: non è un viaggio nei sentimenti, è un provino a tappe per il mondo dello spettacolo.

Scandali, copioni e personaggi studiati a tavolino

Il primo vero “scandalo” di questa edizione ha già fatto il giro del web, parliamo di Sara e Gabriele, una delle coppie partecipanti che, a quanto pare, non sarebbe affatto una coppia. I due avrebbero un passato condiviso su OnlyFans, la piattaforma per adulti che poco si sposa con il racconto della “crisi d’amore” da risolvere con i fazzoletti in mano.

Nonostante il cinismo di scrittura e le inquadrature studiate per massimizzare il dramma, emerge sempre quella punta di moralismo pronto a colpire se il gioco sfugge di mano. Ma il problema è di fondo: le coppie sono quasi tutte “finte” nel senso che nascono da un casting funzionale a rendere lo show più “cringe” possibile. Non si cerca l’amore né l’obiettivo è quello di risolvere i propri problemi di coppia: si cerca il personaggio che sappia recitare la parte del geloso, della vittima o del carnefice secondo una sceneggiatura ben strutturata.

Viviamo in una società che cerca di abbattere certi cliché e stereotipi, ma basta un tale reality show per ribaltare ogni spiraglio di evoluzione. E’ ormai noto ai più che il copione è sempre quello, in ogni stagione abbiamo sempre trovato un napoletano o, più in generale, un uomo del sud geloso, un romano coatto, una romana bora, alcuni assatanati di sesso, altri vogliosi di soldi, altri ancora con problemi di identità che sfruttano l’occasione non vedendo l’ora di rifarsi i connotati una volta fuori dal programma. Insomma, tutte persone dalla cultura mediocre che si e no hanno un bagaglio che si ferma alla terza media.

Due ex tra i tentatori

Se già il dubbio della finzione aleggiava nelle passate edizioni, quest’anno si è toccato il fondo del ridicolo. Com’è possibile che due partecipanti si ritrovino come “single” nel villaggio proprio un loro ex? La probabilità statistica che ciò avvenga per puro caso è vicina allo zero. Si tratta di un espediente narrativo talmente forzato che distrugge ogni residua pretesa di credibilità. È un incastro millimetrico, un “colpo di scena” da soap opera spagnola che rende l’intero impianto del programma una grande burattinata.

Perché ridicolizzarsi in TV?

La domanda che sorge spontanea a chiunque guardi questi uomini e queste donne lamentarsi, piangere o farsi umiliare davanti alle telecamere è una sola: “Perchè?”. Perché andare a “risolvere” i propri problemi intimi in televisione, prestandosi a situazioni che ridicolizzano la propria dignità e fanno “cringiare” l’intero pubblico nazionale?

La risposta è piuttosto semplice, a tratti quasi banale: è per avere un briciolo di notorietà. Non importa quanto la figura fatta sia barbina, l’importante è diventare popolari, accumulare follower e sperare che quel “cringe” si trasformi in un gettone per il prossimo reality. L’obiettivo finale non è salvare la relazione, ma strappare un contratto per il Grande Fratello Vip o un posto sul trono di Uomini e Donne (com’è successo per alcuni partecipanti delle scorse edizioni: Martina, Raul e Lucia).

Alla fine, è inutile scandalizzarsi per una coppia finta o un tradimento pilotato perché, ormai si sa, Temptation Island è una macchina da guerra televisiva che si nutre della nostra voglia di guardare il ridicolo, il trash ben servito. Ogni lacrima è finta, ogni tentazione è contrattualizzata, ogni falò di confronto è una sequenza cinematografica girata male. Godetevi lo scempio ma fatelo con la consapevolezza che l’unica cosa vera, in tutto questo, è la morte della dignità dei partecipanti.