Angela Celentano era una bambina di tre anni quando il 10 agosto 1996 una giornata di festa in famiglia si trasformò in un giallo ancora irrisolto. Per i genitori, Catello e Maria, sono tre decenni trascorsi a cercare una figlia che oggi avrebbe 33 anni. Per gli inquirenti, trent’anni di piste, segnalazioni, illusioni e dolorose smentite.
«Gli anni passano e possono logorare le forze, i pensieri e segnare la pelle… ma mai la speranza», hanno scritto i familiari sui social in occasione del trentennale della scomparsa. Una frase che racchiude l’ostinazione di chi non ha mai smesso di lottare: «Oggi sono 30 anni senza di te, ma la certezza di riabbracciarti non è mai venuta meno».
La scomparsa durante il picnic e i primi sospetti
La tragedia risale alla tarda mattinata del 10 agosto 1996, durante un picnic sul Monte Faito, in Campania, con la famiglia e la comunità evangelica. Verso l’una, Catello si accorse che Angela era sparita. Tra racconti contrastanti e testimonianze incrociate – come quelle dei due bambini, Renato e Luca, che furono gli ultimi a vederla lungo il sentiero verso il parcheggio -, la vicenda divenne fin da subito un labirinto investigativo.
Nel 1999 la Procura di Torre Annunziata iscrisse nel registro degli indagati lo zio, Gennaro Celentano, insieme ad altri conoscenti con le ipotesi di favoreggiamento e reticenza. Nello stesso anno, la posizione dello zio venne completamente archiviata. Negli anni successivi arrivarono centinaia di segnalazioni anonime, ma nessuna svolta concreta.
Dalla pista messicana al mistero dell’isola di Buyukada
Nel corso dei decenni le ricerche hanno superato i confini nazionali. Nel 2017 la pista messicana legata alla figura di “Celeste Ruiz” fu spazzata via dagli esami del DNA, così come successivi accertamenti svolti su piste sudamericane.
Resta tuttora aperta la pista turca che porta a Buyukada, un’isola nei pressi di Istanbul. Questa ipotesi nasce dalle rivelazioni di Vincenza Trentinella, una cittadina italiana che raccolse la confidenza di un prelato. Recatasi personalmente sull’isola nel 2009, la donna scattò alcune foto a una ragazza che riteneva straordinariamente somigliante alla madre e alle sorelle di Angela.
Nuovi accertamenti e l’attesa dei genitori
La svolta procedurale è giunta con la decisione del gip di Napoli, Federica Colucci, che ha respinto la richiesta di archiviazione della Procura sulla pista turca, disponendo ulteriori approfondimenti investigativi ed eventuali accertamenti genetici sulla donna fotografata a Buyukada.
Mentre gli inquirenti proseguono le verifiche, la famiglia Celentano mantiene un profilo riservato, affidando la propria battaglia alle ricerche e al rispetto del dolore. A testimoniare questo legame ininterrotto resta un armadio nella loro casa: dentro ci sono trenta regali di compleanno mai aperti, acquistati ogni anno per Angela, in attesa del giorno in cui potranno finalmente esserle consegnati.







