Case fantasma, truffatori hi‑tech e vacanzieri allo sbando: il nuovo inganno che brucia le ferie a chi prenota online

Secondo uno studio commissionato da Facile.it, nove milioni di italiani nel 2024 sono incappati in una truffa o in un tentativo di frode legato alla prenotazione di un alloggio. Il 39% aveva prenotato una casa vacanze, il 35% un b&b che non ha mai trovato. Una massa di vittime che alimenta il dibattito sulle frodi digitali e sulla capacità dei cittadini di difendersi in un ambiente dove il falso è diventato indistinguibile dal vero.

La truffa della casa fantasma

La truffa della “casa fantasma” non è più un espediente isolato: è diventata un sistema industriale, capace di colpire turisti di ogni provenienza e di trasformare le città ad alta vocazione turistica in un labirinto di indirizzi inesistenti, bonifici fantasma e identità costruite con l’intelligenza artificiale.

L’ultimo caso, raccontato da Repubblica, arriva da Roma: una famiglia spagnola aveva prenotato due notti nel cuore del quartiere Esquilino, convinta di aver trovato un alloggio perfetto. Ha perso 455 euro e ha ricevuto, come giustificazione, una finta pagina di giornale generata con l’Ia che parlava di un incendio nel palazzo.«C’è stato un problema», ha scritto il presunto host. Era tutto falso.

Tutto parte da un annuncio perfetto: fotografie rubate da inserzioni autentiche, descrizioni credibili, prezzi calibrati per sembrare un’occasione irripetibile. Il turista paga, arriva sul posto e scopre che quella casa non esiste, è irraggiungibile, è occupata da altri o è semplicemente un’altra cosa.

La truffa con l’intelligenza artificiale

Il salto di qualità è arrivato con l’intelligenza artificiale. I truffatori non sono più figure isolate che improvvisano testi sgrammaticati e foto sgranate: oggi dispongono di strumenti generativi capaci di produrre immagini di interni mai esistiti, siti web clonati con grafica identica agli originali, persino video deepfake di presunti host che presentano la proprietà con naturalezza.

L’obiettivo è uno: rendere indistinguibile il falso dall’autentico. Una trasformazione che alimenta il dibattito sulla sicurezza online e sulla capacità dei cittadini di difendersi in un ambiente dove la manipolazione visiva è diventata routine.

I dati mostrano un paradosso: le vittime più frequenti sono i giovani tra i 18 e i 24 anni, proprio coloro che vivono online con maggiore disinvoltura. La velocità con cui navigano, la fiducia nelle piattaforme, la tendenza a saltare le verifiche preliminari li espone più degli altri. Gli over 65, al contrario, risultano i più cauti: meno del 5% finisce in una frode, segno di una prudenza che li porta a preferire canali tradizionali o a chiedere conferme prima di procedere. Le truffe non risparmiano nessuno: dai portali più noti ai social, fino alle offerte “esclusive” fuori dai circuiti ufficiali, spesso costruite proprio per aggirare i controlli.

Il profilo del truffatore digitale

Il profilo del truffatore digitale è ormai riconoscibile: si presenta come residente all’estero per giustificare bonifici internazionali, invia documenti e contratti per sembrare professionale, chiede copie di carte d’identità per sottrarre dati personali, insiste per ottenere risposte rapide e afferma di avere altre richieste in coda.

Non manca chi si finge affiliato ad aziende note, come Airbnb, per rassicurare le vittime. In realtà, i siti di terze parti non hanno alcun legame con la piattaforma e rappresentano uno dei principali veicoli di frode. Un meccanismo che conferma quanto sia urgente rafforzare la cultura della consapevolezza digitale e dotare i cittadini degli strumenti necessari per riconoscere l’inganno prima che sia troppo tardi.