A oltre trent’anni dall’omicidio di Elisa Claps, la Procura di Potenza continua a cercare risposte su uno dei casi di cronaca nera più dolorosi e controversi della storia italiana. Le nuove indagini, riaperte nel 2024, sono ancora in corso e si concentrano su un interrogativo rimasto senza una risposta definitiva: Danilo Restivo ha agito da solo oppure ci furono altre persone che, a vario titolo, contribuirono al delitto o alla successiva copertura?
A fare il punto sull’inchiesta è il procuratore capo di Potenza, Camillo Falvo, che conferma come gli investigatori stiano effettuando nuovi approfondimenti scientifici sui reperti raccolti all’epoca del delitto. Un lavoro complesso, reso possibile dalle tecniche investigative oggi disponibili, ma destinato a richiedere ancora tempo.
Le nuove analisi sui reperti della scena del crimine
L’attività investigativa riguarda esclusivamente il reato di concorso in omicidio, l’unica ipotesi ancora perseguibile, mentre gli eventuali altri reati collegati alla vicenda risultano ormai prescritti.
«Si è voluto approfondire, sulla base delle nuove conoscenze tecniche acquisite, la possibilità di individuare altre responsabilità. Si vuole capire meglio come sono andati i fatti e fare piena luce su una vicenda così delicata», spiega Falvo.
Gli accertamenti interessano i reperti biologici repertati sulla scena del crimine e conservati nel corso degli anni. Si tratta di materiale che oggi viene nuovamente esaminato con metodologie scientifiche più avanzate rispetto a quelle disponibili negli anni Novanta.
«Al momento sono stati fatti accertamenti di natura tecnico-scientifica sui reperti che avevamo a disposizione. È molto complesso perché questi nuovi esami sono stati fatti a distanza di tempo su reperti acquisiti sulla scena del crimine e tenuti nella catena di conservazione. I reperti su cui abbiamo lavorato sono di natura biologica. Ci vorrà ancora tempo, speriamo ci diano risultati utili per capire meglio quello che è successo», afferma il procuratore.
L’obiettivo: verificare eventuali responsabilità ancora ignote
Il nuovo fascicolo nasce dalla volontà di verificare se, accanto a Danilo Restivo, condannato in via definitiva a trent’anni di reclusione per l’omicidio di Elisa Claps e già detenuto nel Regno Unito per l’assassinio di Heather Barnett, possano emergere responsabilità di altre persone.
Già nelle motivazioni della sentenza definitiva si faceva riferimento alla possibilità che Restivo avesse beneficiato, negli anni, di «omertà e complicità, anche solo suggerite dalla paura di sue ritorsioni». È proprio questo uno degli aspetti che oggi gli investigatori stanno cercando di approfondire attraverso le nuove analisi scientifiche.
L’obiettivo non è soltanto individuare eventuali nuovi profili di responsabilità penale, ma ricostruire con la maggiore precisione possibile quanto accadde il 12 settembre 1993, quando la giovane scomparve a Potenza, e nei lunghi anni durante i quali il suo corpo rimase nascosto nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità, dove venne ritrovato soltanto il 17 marzo 2010.
«Una verità storica per Elisa e la sua famiglia»
Falvo non nasconde la complessità dell’inchiesta, ma ribadisce il significato del lavoro che la Procura sta portando avanti. «Ci sono cose che non tornano, lo scopo di questi accertamenti è quello di dare una verità storica a beneficio della vittima, della sua famiglia e della sua memoria», sottolinea.
Alle parole del magistrato si affiancano quelle della madre di Elisa, Filomena Iemma, che continua a chiedere di conoscere tutta la verità sulla morte della figlia. «Non mi arrenderò mai, questo lo devono sapere. La mamma di Elisa non si arrenderà mai. Pur sul letto di morte lotterò per la vera verità», ha dichiarato.
Le nuove analisi richiederanno ancora mesi di lavoro. Solo al termine degli accertamenti la Procura potrà valutare se gli elementi raccolti consentiranno di fare ulteriore luce su un delitto che, nonostante la condanna definitiva di Danilo Restivo, continua a lasciare aperti interrogativi sulle eventuali responsabilità di altre persone e sulle circostanze che permisero di nascondere per tanti anni il corpo della giovane.







