Massimo Lovati vuole che Andrea Sempio vada nel suo studio a confessarsi. Non per ammettere un coinvolgimento nell’omicidio di Chiara Poggi, del quale l’ex avvocato continua a ritenerlo innocente, ma per spiegare il contenuto di alcuni video e diari che hanno attirato l’attenzione nell’ambito della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco.
L’invito arriva durante la puntata di Storie Italiane del 3 novembre, quando il legale torna a parlare pubblicamente del suo ex assistito e pronuncia parole destinate a riaccendere le polemiche. Il tema è il rapporto di Sempio con le donne, che Lovati affronta richiamando persino il titolo del romanzo Uomini che odiano le donne. E mentre il suo ex difensore lo invita a chiarire aspetti della propria vita privata, Antonio De Rensis, avvocato di Alberto Stasi, osserva che Lovati conosce bene Sempio e dovrebbe sapere di cosa parla.
Lovati chiama Sempio
L’appello arriva in diretta televisiva, mentre Eleonora Daniele interroga Massimo Lovati sulle caratteristiche personali di Andrea Sempio, unico indagato nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. L’ex difensore sceglie parole che difficilmente passano inosservate.
«Che venga a confessarsi nel mio studio e spiegarmi perché faceva questi video e diari, io sono a sua disposizione. Ma questi non c’entrano niente con l’omicidio, sapete che io la penso diversamente. Ho tutta un’altra tesi e ipotesi che esula da questa cosa. Sotto il profilo psicologico, anche se io non ho studiato psicologia e psichiatria, potrei essere utile se non altro per anzianità ed esperienza».
Il termine «confessarsi» potrebbe far pensare a una rivelazione sul delitto, ma Lovati chiarisce immediatamente che il suo invito riguarda esclusivamente la spiegazione dei materiali personali attribuiti a Sempio.
Il legale non modifica la propria posizione sull’omicidio. Al contrario, ribadisce di avere una ricostruzione alternativa dei fatti, estranea ai comportamenti che vorrebbe discutere con l’ex assistito. Resta però il carattere insolito dell’iniziativa: un avvocato che ha difeso un indagato in uno dei casi giudiziari più discussi d’Italia gli rivolge pubblicamente un invito a chiarire aspetti della propria personalità.
L’affondo dell’ex avvocato sul profilo di Sempio
Durante la trasmissione Lovati affronta anche il tema dell’atteggiamento di Sempio nei confronti delle donne. «C’è anche il libro “Uomini che odiano le donne” ed eccolo qua. Non è mica l’unico», afferma, richiamando il celebre titolo letterario per accompagnare le proprie considerazioni.
Il riferimento contribuisce a delineare un giudizio personale severo, ma non costituisce una valutazione clinica né una prova di responsabilità penale. Lo stesso Lovati precisa di non aver studiato psicologia o psichiatria, pur ritenendo che la propria esperienza professionale e personale potrebbe aiutarlo a comprendere meglio le ragioni di quei comportamenti.
Il punto più delicato riguarda proprio il rapporto tra il contenuto dei diari, i video e l’indagine sull’omicidio. L’ex legale sostiene che quei materiali non abbiano alcuna relazione con l’uccisione di Chiara Poggi. Non fornisce però, nelle dichiarazioni riportate, una spiegazione dettagliata della loro natura né delle ragioni per cui Sempio li avrebbe realizzati. È questa la domanda alla quale vorrebbe ottenere una risposta direttamente dall’interessato.
L’ex difensore continua a sostenere l’innocenza di Sempio
Nonostante la durezza delle parole, Lovati non cambia la propria convinzione sulla posizione giudiziaria di Andrea Sempio. Il procuratore di Pavia ha riaperto il caso di Garlasco attraverso una nuova indagine che vede Sempio indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, la ventiseienne uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia.
Per quel delitto la giustizia ha già condannato in via definitiva Alberto Stasi, all’epoca fidanzato della vittima. La nuova attività investigativa ha riportato al centro dell’attenzione elementi, testimonianze e materiali che gli inquirenti stanno esaminando per ricostruire quanto accadde quella mattina.
In questo contesto, le dichiarazioni di Lovati assumono un significato particolare perché arrivano da un professionista che ha avuto un rapporto diretto con Sempio e ne ha seguito la posizione giudiziaria. Il legale, tuttavia, distingue nettamente le proprie osservazioni sul comportamento personale dell’ex assistito dalla questione della responsabilità per il delitto. A suo giudizio, i video e i diari sui quali chiede chiarimenti non dimostrano alcun coinvolgimento nell’omicidio.
De Rensis interviene: «Lovati conosce Sempio, saprà quello che dice»
Nella stessa puntata interviene anche Antonio De Rensis, uno dei legali di Alberto Stasi. La conduttrice gli chiede di commentare le affermazioni di Lovati, ma l’avvocato sceglie di non entrare direttamente nel merito della posizione di Andrea Sempio.
«Come è noto, io mi disinteresso della posizione di Andrea Sempio, anche se, qualche volta, qualche simpatico birichino cerca di portarci sul ring. Quello che posso dire è che Lovati penso che lo conosca piuttosto bene: se ha fatto queste affermazioni, immagino che saprà quello che dice. Io non dico una sillaba in più».
Una risposta misurata, ma tutt’altro che priva di significato. De Rensis evita di pronunciarsi sui materiali personali di Sempio e non avanza valutazioni sulla loro rilevanza investigativa. Allo stesso tempo sottolinea che Lovati, proprio in quanto ex difensore, conosce bene la persona della quale sta parlando. Il legale di Stasi non intende quindi trasformare le dichiarazioni del collega in un nuovo terreno di scontro tra le difese.
Garlasco, le parole di Lovati riaprono il dibattito sui diari di Sempio
Il nuovo intervento televisivo di Massimo Lovati aggiunge un ulteriore elemento al dibattito che accompagna l’inchiesta sul delitto di Garlasco. Il suo invito a Sempio contiene due messaggi distinti. Il primo riguarda la richiesta di spiegazioni personali sui video e sui diari. Il secondo ribadisce che, secondo l’ex difensore, quei materiali non hanno alcun collegamento con l’omicidio.
La differenza è sostanziale: un giudizio sulla personalità di un indagato non equivale a una prova della sua partecipazione a un delitto, così come le opinioni di un ex avvocato non possono sostituire gli accertamenti degli investigatori. Lovati, però, sceglie di esporre pubblicamente il proprio interrogativo, invitando Sempio a un incontro privato nel suo studio.
Resta da capire se Andrea Sempio accetterà l’invito del suo ex legale e se vorrà spiegargli personalmente il significato di quei materiali. Intanto l’affermazione più sorprendente rimane proprio quella pronunciata da chi continua a difenderne l’innocenza: «Che venga a confessarsi nel mio studio».







