Milano, vigile muore durante l’inseguimento di un suv in fuga: caccia ai due occupanti dell’Audi che hanno ignorato l’alt

Francesco Imprezzabile

Doveva essere un normale controllo stradale, uno dei tanti che ogni sera vengono effettuati nelle zone più delicate della città. Invece si è trasformato in una tragedia che ha sconvolto Milano e il corpo della polizia locale.

Francesco Imprezzabile, agente motociclista di 39 anni, è morto nella serata di lunedì durante l’inseguimento di un’Audi Q7 che non si era fermata all’alt imposto dagli agenti impegnati in un servizio congiunto con la Polizia di Stato nel quartiere di Ponte Lambro, alla periferia sud-est del capoluogo lombardo.

L’episodio si è verificato poco dopo le 21. Quando gli agenti hanno intimato l’alt al suv, il conducente non ha rallentato né accennato a fermarsi. L’Audi ha superato il posto di controllo e si è allontanata a forte velocità. A quel punto è scattato l’inseguimento.

La fuga lungo le strade vicino a Linate

Secondo le prime ricostruzioni, Imprezzabile si è lanciato all’inseguimento del veicolo a bordo della sua moto di servizio. La corsa si è protratta per circa un chilometro fino a via Milano, una strada secondaria che corre accanto alla pista dell’aeroporto di Linate. È proprio in quel tratto che si consuma la tragedia.

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione gli ultimi istanti dell’inseguimento. Al momento l’unica certezza riguarda la caduta della moto. Un passante ha notato il corpo dell’agente sull’asfalto e ha immediatamente dato l’allarme ai soccorsi.

Le ambulanze sono arrivate in pochi minuti. I sanitari hanno tentato a lungo di rianimare il poliziotto locale, ma le sue condizioni sono apparse subito gravissime. Trasportato d’urgenza all’ospedale Niguarda, Francesco Imprezzabile è morto poco dopo il suo arrivo in pronto soccorso.

Gli investigatori cercano il suv e i due occupanti

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti gli agenti della Polizia Stradale, incaricati dei rilievi tecnici, insieme ai poliziotti del commissariato Mecenate e ai colleghi della vittima. Anche il comandante della polizia locale di Milano, Gianluca Mirabelli, ha raggiunto la zona per seguire personalmente gli accertamenti.

Le indagini si concentrano ora su due aspetti fondamentali. Da una parte occorre ricostruire l’esatta dinamica della caduta della moto. Dall’altra bisogna identificare le due persone che si trovavano a bordo dell’Audi Q7 e chiarire perché abbiano deciso di ignorare il posto di controllo.

Al momento gli investigatori non escludono alcuna ipotesi. La possibilità di un contatto tra il suv e la moto viene valutata, anche se i primi accertamenti non avrebbero evidenziato segni evidenti di speronamento sul mezzo dell’agente. Per questo motivo prende quota l’ipotesi di una perdita di controllo della moto durante le fasi dell’inseguimento, ma saranno i rilievi e l’analisi delle immagini di videosorveglianza a fornire risposte più precise.

La zona è povera di telecamere e proprio per questo gli investigatori stanno cercando ogni possibile filmato utile a ricostruire il percorso del suv e gli ultimi metri percorsi dall’agente.

Il dolore dei colleghi per Francesco Imprezzabile

La notizia della morte di Francesco Imprezzabile si è diffusa rapidamente all’interno del comando di Milano, dove il 39enne era molto conosciuto e stimato. Motociclista esperto, era particolarmente attivo anche sui social, dove raccontava spesso il lavoro quotidiano degli agenti impegnati sulle strade della città.

Nei suoi post emergeva con chiarezza la consapevolezza dei rischi legati al servizio. «Sempre in sella, sempre sotto pressione. Lo stress è parte del servizio, ma è proprio lì che serve la massima lucidità: un attimo per decidere e ogni scelta può fare la differenza», aveva scritto in uno dei suoi messaggi più recenti.

In un altro passaggio spiegava cosa significasse per lui indossare quella divisa: «Il bello è esserci sempre, al servizio del cittadino, che deve sentirsi tutelato e al sicuro. Anche se in moto il rischio è sempre presente e la concentrazione non può mai calare, è proprio questo che dà valore a ogni chilometro».

Parole che oggi assumono il peso di un tragico testamento professionale mentre Milano piange uno dei suoi agenti e gli investigatori continuano la caccia all’Audi Q7 fuggita nel buio.