Iran, Mojtaba Khamenei è in condizioni estremamente critiche: «Potrebbe morire da un momento all’altro»

Mojtaba Khamenei

Un nuovo mistero scuote i vertici dell’Iran. Mojtaba Khamenei sarebbe in condizioni di salute estremamente critiche e potrebbe morire da un momento all’altro. A riferirlo è IranWire, testata indipendente con sede a Londra che cita due fonti vicine all’amministrazione del presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Al momento non arrivano conferme ufficiali da Teheran e le informazioni sulla salute della nuova Guida Suprema restano quindi indiscrezioni che LaCapitale non può verificare autonomamente.

Il dato politico che alimenta gli interrogativi riguarda però la sua prolungata assenza dalla scena pubblica. Secondo le fonti citate dalla testata, Mojtaba Khamenei non avrebbe incontrato neppure un membro del governo dopo il devastante attacco americano del 28 febbraio contro il complesso della Guida Suprema, nel quale morirono suo padre Ali Khamenei e altri esponenti della famiglia. Da allora le autorità hanno attribuito al nuovo leader soltanto comunicazioni scritte diffuse attraverso i canali ufficiali.

Mojtaba Khamenei in condizioni critiche, le indiscrezioni da Teheran

IranWire sostiene che ai livelli più alti della Repubblica Islamica circolino ormai insistentemente informazioni sulle precarie condizioni fisiche di Mojtaba Khamenei. Una delle fonti vicine al governo Pezeshkian arriva a prospettare un epilogo imminente: «Non ci sorprenderebbe apprendere presto la notizia del suo martirio».

La formulazione utilizzata dalla fonte mostra la delicatezza della situazione, ma non consente ancora di stabilire quale patologia o quali conseguenze fisiche abbiano eventualmente colpito la Guida Suprema. Non risulta neppure chiaro se le sue presunte condizioni derivino direttamente dall’attacco americano del 28 febbraio.

IranWire sottolinea soprattutto un elemento: nessun esponente del governo avrebbe avuto un incontro diretto con Khamenei dopo l’attacco. Se confermata, una circostanza di questo genere assumerebbe un peso enorme in un sistema politico nel quale la Guida Suprema esercita un potere determinante sulle Forze armate, sui Guardiani della Rivoluzione e sulle principali scelte strategiche della Repubblica Islamica.

Nessuna apparizione pubblica dopo l’uccisione di Ali Khamenei

A rendere ancora più fitto il mistero contribuisce l’assenza totale di immagini pubbliche. Mojtaba Khamenei non ha pronunciato discorsi davanti alla popolazione e non ha partecipato pubblicamente alle principali riunioni istituzionali dalla morte del padre.

Le comunicazioni attribuitegli sono arrivate attraverso lettere e messaggi rilanciati dalle agenzie ufficiali. Una modalità che, in una situazione normale, potrebbe rispondere anche a esigenze di sicurezza. L’Iran si trova infatti ancora in una fase di altissima tensione militare e la protezione dei vertici del regime rappresenta una priorità assoluta.

Ma la durata dell’assenza ha inevitabilmente alimentato interrogativi ben più pesanti. Negli ambienti politici iraniani e tra gli osservatori internazionali circolano da tempo ipotesi sulle reali condizioni del nuovo leader. Le informazioni raccolte da IranWire spostano ora queste voci su uno scenario ancora più grave: Khamenei potrebbe non essere fisicamente in grado di esercitare pienamente le proprie funzioni.

Il nodo del potere nella Repubblica Islamica

La questione supera quindi largamente la salute personale di Mojtaba Khamenei. Un suo eventuale decesso aprirebbe un’altra crisi ai vertici della Repubblica Islamica a pochi mesi dalla morte di Ali Khamenei e nel pieno di una fase militare e politica eccezionale.

La Guida Suprema rappresenta il vertice effettivo del sistema iraniano. Il presidente della Repubblica dirige il governo, ma non dispone dello stesso controllo sulle strutture militari, religiose e strategiche dello Stato. Una nuova successione imporrebbe dunque all’establishment di individuare rapidamente un altro punto di equilibrio tra clero, apparato politico e Guardiani della Rivoluzione.

Proprio per questo ogni informazione sulla salute di Mojtaba Khamenei assume immediatamente un significato geopolitico. Una leadership debole, temporanea o contestata potrebbe incidere sulle decisioni militari, sui rapporti con Washington e sulle trattative diplomatiche in corso.

L’Iran tace, il mistero resta aperto

Da Teheran, almeno per il momento, non arriva una comunicazione ufficiale capace di chiarire la situazione. Ed è questo silenzio a lasciare aperte tutte le ipotesi.

Le autorità iraniane potrebbero mantenere il massimo riserbo per ragioni di sicurezza, soprattutto dopo l’attacco che ha decapitato la precedente leadership. Ma l’assenza di una singola apparizione pubblica della nuova Guida Suprema rende sempre più difficile spegnere le indiscrezioni.

La notizia diffusa da IranWire richiede dunque estrema cautela: non esiste al momento una conferma indipendente che Mojtaba Khamenei sia in punto di morte. Esistono però due fonti indicate come vicine all’amministrazione Pezeshkian che descrivono condizioni fisiche gravissime e un elemento verificabile politicamente rilevante: la prolungata assenza pubblica del leader iraniano.

Se Teheran continuerà a non mostrare Mojtaba Khamenei, la pressione sul regime crescerà. Perché a questo punto la domanda non riguarda soltanto le condizioni della terza Guida Suprema della Repubblica Islamica, ma chi stia realmente esercitando il potere a Teheran.