Caso Siher, chi è la gip Tiziana Landoni finita al centro dello scontro politico

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Tiziana Landoni è una giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano con circa dodici anni di carriera in magistratura e due anni di servizio nel capoluogo lombardo. Prima di arrivare a Milano, ha lavorato nei tribunali di Gela e Busto Arsizio.

Il suo nome è finito al centro del dibattito politico dopo la decisione di non convalidare il fermo di Youssef Siher, disponendone l’immediata scarcerazione. La gip ha ritenuto che non sussistessero gravi indizi tali da giustificare il provvedimento. La scelta ha provocato reazioni dure da parte del governo, riaprendo il confronto sul rapporto tra magistratura e politica.

Per comprendere la vicenda, tuttavia, occorre distinguere il profilo professionale della giudice dalle motivazioni giuridiche alla base della sua decisione. La valutazione di un provvedimento giudiziario riguarda infatti gli elementi disponibili e le norme applicabili, non il percorso personale di chi lo firma.

Gli anni di Landoni a Gela e Busto Arsizio

Landoni ha iniziato la carriera a Gela, sede giudiziaria tradizionalmente considerata disagiata e spesso scelta per i primi incarichi dei magistrati. Successivamente si è trasferita a Busto Arsizio, dove ha seguito procedimenti di diversa natura.

Tra le vicende ricordate nella ricostruzione della sua attività figurano un’inchiesta su presunte tangenti legate alla gestione delle salme durante l’emergenza Covid all’obitorio di Saronno, un procedimento contro alcuni presunti rapinatori di una gioielleria ad Arconate e un caso che coinvolgeva il primario di una clinica privata, accusato di violenza sessuale nei confronti di una ex compagna.

Un altro episodio risale al processo per un’aggressione con l’acido. La vittima aveva contestato la pena di sette anni e sei mesi inflitta alla donna responsabile dell’aggressione, ritenendola troppo mite. La condanna risultava però inferiore di poco rispetto ai nove anni chiesti dal pubblico ministero ed era stata ridotta in applicazione del rito abbreviato, che prevede uno sconto di un terzo della pena.

Equalize e il caso Ramy Elgaml, i prossimi fascicoli

L’attività della gip milanese comprende anche procedimenti destinati a suscitare grande attenzione pubblica. Il calendario giudiziario indicava per il 3 dicembre la valutazione della richiesta di rinvio a giudizio nell’inchiesta sui presunti dossieraggi legati a Equalize.

Un altro procedimento riguarda la morte di Ramy Elgaml, il diciannovenne deceduto durante un inseguimento in scooter. Per il 6 novembre era prevista la valutazione della richiesta dei pubblici ministeri di processare il carabiniere alla guida dell’auto che inseguiva il giovane, con l’ipotesi di omicidio stradale contestata in relazione all’eccesso colposo nell’adempimento del dovere. La richiesta coinvolgeva anche altri militari, accusati di depistaggio.

L’assegnazione dei fascicoli segue criteri automatici, secondo la ricostruzione riportata. Il caso Siher, invece, è arrivato sul tavolo di Landoni perché la giudice era di turno domenica.

Il governo attacca la gip Landoni sulla scarcerazione

La decisione su Siher ha provocato una serie di reazioni da parte dei vertici istituzionali. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito «vergognosa» la mancata convalida del fermo. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha giudicato la scelta «assolutamente non condivisibile», mentre il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha espresso «sorpresa».

Anche il vicepremier Matteo Salvini è intervenuto, mettendo a confronto il lavoro della Procura di Milano con la valutazione della giudice. «O ha sbagliato la Procura di Milano, di cui ho totale stima, o ha avuto una valutazione diversa questo giudice», ha dichiarato, richiamando anche l’adesione di Landoni a un appello per Gaza pubblicato nel 2025.

Il riferimento riguarda un documento firmato da 3.135 magistrati, docenti universitari e avvocati, che richiamava gli obblighi dell’Italia nella tutela dei diritti fondamentali e nella persecuzione dei crimini internazionali. Tra i firmatari figurava Landoni, ma anche Francesca Crupi, la pubblica ministera della Procura di Milano che aveva chiesto la custodia cautelare in carcere per Siher.