Flavio Bolsonaro fa marcia indietro e ritira la rivendicazione di essere lui il vero presidente delle elezioni in Brasile

Flavio Bolsonaro

lávio Bolsonaro cambia posizione dopo aver rivendicato di essere il «vero presidente eletto del Brasile». Il senatore, figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, ha modificato la lettera pubblicata sui social dopo la sconfitta al ballottaggio contro Luiz Inácio Lula da Silva, sostituendo la rivendicazione della vittoria con la definizione di «leader del Brasile».

La retromarcia è arrivata circa venti minuti dopo la pubblicazione della prima versione del documento. Inizialmente, Bolsonaro aveva denunciatFo una presunta frode elettorale e accusato le istituzioni brasiliane di aver instaurato una tirannia, senza presentare prove a sostegno delle proprie affermazioni.

Nella lettera rivista, il senatore mantiene le accuse contro le autorità del Paese e conferma l’intenzione di guidare l’opposizione dall’estero. «Non sono fuggito dal Brasile, sono uscito per il Brasile», ha scritto, annunciando una strategia per mobilitare i sostenitori attraverso mezzi pacifici e legittimi.

L’arrivo a Miami e le accuse di Bolsonaro contro Lula

Bolsonaro è arrivato a Miami con la famiglia e ha ringraziato il presidente argentino Javier Milei e quello statunitense Donald Trump per l’accoglienza negli Stati Uniti. Nella lettera diffusa dopo l’arrivo, il senatore ha chiesto l’annullamento della candidatura di Lula e del vicepresidente Geraldo Alckmin, denunciando una presunta persecuzione politica.

Nel mirino di Bolsonaro è finito anche il giudice della Corte suprema Cristiano Zanin, che ha contestato per la decisione di prorogare fino alle 19 l’orario di voto nella giornata di domenica. Secondo il senatore, la misura avrebbe favorito Lula, consentendogli di ottenere oltre dieci milioni di voti in più rispetto al primo turno.

I dati citati nel testo, tuttavia, indicano che dopo le 17 sono stati registrati soltanto 34mila voti. La denuncia di Bolsonaro non dimostra quindi, sulla base degli elementi riportati, l’esistenza di brogli elettorali.

Trump prende le distanze: “Non voglio essere coinvolto“

Donald Trump ha evitato di sostenere apertamente le rivendicazioni del senatore brasiliano. Interpellato dai giornalisti a Washington il 28 ottobre, il presidente statunitense ha dichiarato di non voler entrare nella controversia.

«Non intendo commentare la questione», ha detto Trump prima di partire per l’Ohio, nell’ambito del suo tour elettorale in vista delle elezioni di metà mandato. Poi ha aggiunto: «Non voglio essere coinvolto. È stata un’elezione molto strana, questo è certo».

Le parole del presidente americano segnano una presa di distanza dalle dichiarazioni di Bolsonaro, che aveva ringraziato Trump per l’accoglienza negli Stati Uniti.

L’indagine su Bolsonaro per sospetto riciclaggio

La partenza di Flávio Bolsonaro per gli Stati Uniti è arrivata dopo che il giudice Alexandre de Moraes aveva disposto la consegna dei suoi passaporti nell’ambito di un’indagine per sospetto riciclaggio di denaro. Il senatore nega ogni irregolarità.

Secondo il settimanale brasiliano Veja, Bolsonaro avrebbe inoltre annullato la conferenza stampa prevista per il giorno successivo. Nel frattempo, il senatore mantiene l’obiettivo di organizzare l’opposizione dall’estero e promette di presentare nei prossimi giorni un piano per mobilitare i suoi sostenitori.

La modifica della lettera ridimensiona dunque la rivendicazione iniziale della presidenza, ma non cambia la linea politica del figlio dell’ex presidente: contestare le istituzioni brasiliane e preparare una nuova fase di opposizione al governo Lula.