Villa Pamphili, chiesto l’ergastolo per Kaufman e tre anni di isolamento: «Ha strangolato Anastasia e la figlia, poi ha cercato di scappare»

Kaufmann estradato dalla Grecia – l’arrivo all’aeroporto di Ciampino

Ergastolo con isolamento diurno per tre anni. È la pena chiesta dalla Procura di Roma per Francis Charlie Kaufman, il quarantaseienne americano accusato di aver strangolato la compagna Anastasia Trofimova e la figlia Andromeda, di appena undici mesi, abbandonandone i corpi nel parco di Villa Doria Pamphili. Una requisitoria durissima, nella quale il pubblico ministero Antonio Verdi ha ricostruito quello che considera un duplice omicidio aggravato dalla crudeltà, seguito da un tentativo di depistaggio e dalla fuga dell’imputato in Grecia.

Davanti alla Corte d’Assise, l’accusa ha ripercorso la storia della famiglia, dalle promesse di una vita da sogno in California fino agli ultimi giorni trascorsi in una tenda nel parco romano. Una vicenda segnata, secondo la Procura, da manipolazioni, isolamento e violenze che avrebbero preceduto l’uccisione delle due vittime.

«Un narcisista patologico, lucido e manipolatore»

Francis Charlie Kaufman, conosciuto anche con il nome di Rexal Ford, aveva incontrato Anastasia a Malta. Lei, originaria di Omsk, in Siberia, era arrivata per studiare l’inglese. Lui si presentava come un uomo facoltoso, vicino al mondo del cinema americano, capace di offrirle un futuro tra le ville della California.

Secondo l’accusa, dietro quell’immagine si nascondeva un uomo con precedenti penali violenti negli Stati Uniti, che avrebbe progressivamente isolato la compagna dalla famiglia d’origine.

Dopo la nascita di Andromeda, i tre raggiunsero clandestinamente la Sicilia a bordo di un catamarano e risalirono la penisola fino a Roma. Qui, dopo un soggiorno in un appartamento a Campo de’ Fiori terminato per il mancato pagamento dell’affitto, si trasferirono in una tenda a Villa Pamphili.

Anastasia e la bambina vivevano accampate, costrette a utilizzare i bagni pubblici di un mercato per lavarsi. La donna aveva ridotto drasticamente i contatti con i familiari, che cercavano di metterla in guardia. «Ho paura per te», le aveva detto la madre.

Per il pubblico ministero, Kaufman era «un narcisista patologico, lucido, manipolatore», capace di esercitare un controllo sempre più forte sulla compagna.

Prima Anastasia, poi la piccola Andromeda: la ricostruzione dell’accusa

Secondo la Procura, Anastasia sarebbe stata uccisa tra le 21.45 del 3 giugno e le 3.40 del 4 giugno 2025. La causa della morte, come per la figlia, sarebbe stata lo strangolamento manuale.

Dopo aver ucciso la compagna, Kaufman avrebbe continuato a occuparsi della bambina per un breve periodo, tentando persino di proporla per alcune pubblicità. Secondo la ricostruzione del pm, quando avrebbe compreso di non poter trarre alcun vantaggio dalla presenza della figlia, avrebbe deciso di uccidere anche lei, il 5 giugno.

Il vestitino rosa della piccola sarebbe stato gettato in un cassonetto. I corpi, privati degli indumenti e dei documenti, furono abbandonati in punti differenti del parco, una circostanza interpretata dall’accusa come parte del tentativo di ostacolare le indagini.

La scoperta avvenne il 7 giugno. Prima venne trovato il corpo di Andromeda, poi quello della madre, nascosto sotto gli oleandri e in avanzato stato di decomposizione.

Il pm ha ricordato il momento del ritrovamento con parole drammatiche: «Quando sono arrivato c’era un corpicino nudo di una bimba. Voi potete immaginare cosa si prova nel vedere una bimba di neanche un anno morta?».

Gli allarmi ignorati prima del duplice omicidio

Nella requisitoria è emerso anche il tema delle occasioni mancate per intervenire prima della tragedia.

In almeno cinque circostanze, secondo la ricostruzione dell’accusa, erano stati segnalati comportamenti preoccupanti di Kaufman nelle strade di Trastevere. L’uomo sarebbe stato visto ubriaco con la bambina in braccio, mentre urlava contro Anastasia o molestava i passanti.

In un episodio si sarebbe ferito alla testa dopo averla sbattuta contro un edificio; in un altro sarebbe stato coinvolto in una colluttazione all’interno di uno Starbucks.

Le segnalazioni e gli interventi delle forze dell’ordine, tuttavia, non portarono a misure capaci di interrompere quella situazione familiare.

Anastasia, straniera in Italia, senza documenti e con una figlia piccolissima, si trovava secondo l’accusa in una condizione di estrema vulnerabilità.

La fuga in Grecia e la cattura davanti a un ristorante di sushi

Dopo la morte delle due vittime, Kaufman sarebbe rimasto ancora alcuni giorni in Italia, chiedendo denaro alla propria famiglia e tentando di incontrare un’altra donna.

Poi la fuga verso Skiathos, un’isola greca del mar Egeo, dove pensava di poter sfuggire alle ricerche.

Gli investigatori riuscirono invece a rintracciarlo grazie anche alla conoscenza delle sue abitudini. Sapendo della sua passione per il sushi, lo attesero nei pressi dell’unico ristorante giapponese dell’isola, dove venne arrestato il 12 giugno 2025.

Trasferito in Italia, Kaufman ha successivamente tenuto comportamenti e pronunciato dichiarazioni che hanno alimentato la questione della sua capacità di intendere e di volere. Ha sostenuto, tra le altre cose, di essere Gesù, di conoscere Leonardo DiCaprio e di essere stato clonato.

Secondo i consulenti della Procura e delle parti civili, tuttavia, quelle manifestazioni non dimostrerebbero una condizione di incapacità, ma costituirebbero una simulazione.

«Una bambina che non avrà mai la consapevolezza di essere stata un essere umano»

La parte conclusiva della requisitoria è stata dedicata ad Andromeda. Il pubblico ministero ha mostrato le ultime immagini della piccola, ricordando tutto ciò che le è stato sottratto.

«Una bambina che non avrà amici, fidanzati, che resterà sempre così come la vedete in questo video», ha detto Verdi.

E ha concluso: «Che non avrà mai la consapevolezza di essere stata un essere umano perché è stata uccisa quando era ancora così, una bambina».

La Procura chiede dunque la massima pena, con tre anni di isolamento diurno, ritenendo Kaufman responsabile dell’uccisione di entrambe le vittime e delle aggravanti contestate.

La parola passa ora alla Corte d’Assise, chiamata a valutare le prove, le responsabilità e la richiesta di condanna formulata dall’accusa. Per Kaufman, che resta imputato e non ancora condannato per questi fatti, la Procura ha chiesto il carcere a vita.