Serbia, gli studenti battono Vučić: il risultato che cambia gli equilibri dopo 14 anni

Serbia, studenti

Non avevano un leader tradizionale né una struttura politica consolidata. Eppure, dopo quasi due anni di proteste, gli studenti serbi sono riusciti a trasformare la mobilitazione di piazza in una vittoria elettorale. La loro lista ha superato quella legata ad Aleksandar Vučić, mettendo in discussione quattordici anni di dominio politico del suo schieramento.

Secondo le proiezioni preliminari diffuse da Ipsos e CeSID dopo il voto del 25 ottobre, la lista studentesca avrebbe ottenuto circa il 52% dei consensi, contro il 39,3% della coalizione di Vučić. Lo stesso leader serbo ha riconosciuto la sconfitta, pur precisando che i risultati non erano ancora definitivi.

Come è nato il movimento?

La protesta è partita nel 2024, dopo il crollo della pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad, costato la vita a 16 persone. La tragedia ha alimentato manifestazioni e richieste di trasparenza, mentre gli studenti hanno denunciato corruzione e responsabilità politiche.

Da quel momento, la mobilitazione si è allargata ben oltre le università. Il movimento ha organizzato iniziative in tutto il Paese e ha trasformato le richieste di giustizia e cambiamento in una proposta elettorale. Una protesta nata nelle strade è arrivata così al voto, raccogliendo consensi anche tra cittadini che chiedevano maggiore trasparenza e libertà dei media.

Vučić ammette la sconfitta

Le prime proiezioni hanno delineato un distacco significativo. Sulla base di un campione iniziale, Ipsos e CeSID hanno attribuito alla lista studentesca circa 139 seggi su 250, mentre la coalizione legata a Vučić si sarebbe fermata a 104.

Lo stesso Vučić ha riconosciuto il risultato: «È chiaro che abbiamo perso queste elezioni, la Lista degli Studenti ha vinto». Una dichiarazione arrivata mentre a Belgrado cominciavano i festeggiamenti e i sostenitori del movimento si radunavano nelle strade. I dati restavano preliminari, in attesa del consolidamento ufficiale dei risultati.

Serbia, studenti
Serbia, studenti

Affluenza alta e serbi all’estero in fila per votare

A colpire è stata anche la partecipazione. Secondo Reuters, l’affluenza si è avvicinata al 70%, il livello più alto registrato dal 1992 secondo i dati citati dall’agenzia. Le immagini diffuse durante la giornata hanno mostrato file ai seggi in diverse località e cittadini serbi della diaspora in attesa di votare.

La mobilitazione ha dato alla consultazione un significato che va oltre la semplice competizione tra liste: per una parte dell’elettorato, il voto è diventato l’occasione per chiedere un cambiamento dopo anni di proteste e tensioni politiche.

Ora comincia la prova più difficile

Il successo elettorale non cancella le incognite. Il movimento studentesco ha raccolto consensi attorno a temi come la lotta alla corruzione, la trasparenza e la libertà dei media, ma resta da capire come tradurrà queste richieste in un programma di governo.

Sono attese scelte delicate anche sul piano internazionale, dai rapporti con l’Unione europea a quelli con Russia e Cina, fino alla questione del Kosovo. La sfida, adesso, è passare dalla protesta alla gestione del Paese: mantenere unito un movimento eterogeneo e trasformare le promesse di cambiamento in decisioni concrete.

Per la Serbia si apre una fase politica nuova, ma la portata della svolta dipenderà dai risultati ufficiali e, soprattutto, da ciò che i nuovi rappresentanti riusciranno a fare una volta entrati nelle istituzioni.