Cresce la propensione al risparmio degli italiani. Le famiglie riescono a mettere da parte l’8,28% del proprio reddito: 113 miliardi. Una quota cresciuta dello 0,73% in 5 anni. Il Paese viaggia, però, a più velocità. Al Nord si risparmia di più, con picchi che arrivano al 10,70% in Piemonte, mentre al Sud si riscontrano maggiori difficoltà di accantonamento. È quanto emerge da un’analisi realizzata dal centro studi Guglielmo Tagliacarne di Unioncamere. I dati si riferiscono al quinquennio 2019-2024. La Lombardia domina in termini di ricchezza: 29 miliardi, un quarto del risparmio nazionale, 2.943 euro di valore pro capite regionale. Milano è la prima provincia con 3.920 euro, seguita da Biella con 3.560 euro e da Modena con 3.260 euro. La regione con il minor risparmio è invece la Sicilia. La provincia più parsimoniosa è Biella, mentre all’ultimo posto c’è la Calabria con Crotone.
Più risparmi con il lavoro agile
Dallo studio emerge che lo smart working ha consentito ai lavoratori maggiori risparmi. Il 9,45% delle proprie entrate nel 2024 «nei territori dove la quota del lavoro da “remoto” è stata maggiore rispetto alla media nazionale, contro il 7,67% messo da parte dai lavoratori dove il ricorso a questo strumento è stato più basso». Dove è maggiore la quota di occupati che lavorano da casa rispetto alla media nazionale, riporta lo studio, i lavoratori hanno messo da parte 2.697 euro a testa nel 2024 (erano 2.066 nel 2019) contro i 1.615 euro accantonati mediamente dai lavoratori laddove l’incidenza è più bassa (1.219 nel 2019). «Il risparmio si presenta territorialmente più concentrato rispetto al reddito delle famiglie. Le prime quindici province per ammontare complessivo – spiega Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne – assorbono, infatti, circa il 50% di tutto questo aggregato, ovvero 4,4 punti percentuali in più rispetto a quanto si riscontra per il reddito disponibile».
La geografia del risparmio
Il Piemonte con il 10,70% è la regione con la maggior propensione al risparmio: conquista il podio e tutte le sue province figurano nelle prime dieci posizioni. Biella è al primo posto con il 14,37%, seguita da Asti con il 12,79% e Vercelli con il 12,53%. La Lombardia è al 10,46% mentre l’Emilia-Romagna al 10,14%. Il Veneto è al 7,95%, la Toscana al 7,64% e il Lazio è al 7,14%. Le famiglie fanno, invece, più fatica ad accantonare risorse in Sicilia (5,05%), Sardegna (5,29%) e Calabria (5,91%). Il fondo della classifica provinciale è occupato da 16 province del Mezzogiorno.
Lombardia “salvadanaio” d’Italia
I milanesi hanno risparmiato a testa in media 3.920 euro nel 2024, oltre il doppio della media nazionale (1.918 euro) e quasi il quadruplo di quella meridionale (1.081 euro), e circa sei volte il valore pro-capite messo da parte dai crotonesi (686 euro) fanalino di coda. In Lombardia si concentra più di un quarto del risparmio complessivo maturato dagli italiani nel 2024, capitanata da Milano (11,25%). Seguono a distanza sul podio Roma (7,27%) e Torino (5,29%).







