SuperEcobonus per mezzo milioni di edifici e record assoluto di incassi in Lombardia che con 24 miliardi di investimenti ammessi a detrazione si conferma la locomotiva d’Italia. Da sola vale più dell’intero pacchetto di opere realizzate nelle regioni del Sud. Come attesta l’ENEA, che tiene il conto degli interventi, la spesa complessiva è pari a 124 miliardi e 852 milioni che costano allo Stato detrazioni per 131 miliardi e 553 milioni.
La Lombardia si conferma la regione leader indiscussa, con 78.687 edifici asseverati e un investimento ammesso a detrazione di 24 miliardi e 105 milioni. Qui, i condomini giocano un ruolo ancora più centrale rispetto alla media nazionale, con investimenti medi che toccano i 772.540 euro. Segue il Veneto con 59.652 edifici e oltre 11,23 miliardi di euro di investimenti ammessi. E poi l’Emilia-Romagna con 44.929 edifici per un totale di 11,74 miliardi di euro e il Lazio con 38.818 edifici e un investimento di 10,40 miliardi di euro.
Nel Mezzogiorno, la Campania primeggia con 30.345 edifici coinvolti e un investimento ammesso di 9,59 miliardi di euro, di cui ben 7,35 miliardi destinati ai condomini. In Sicilia si registrano 31.153 edifici per un totale di 7,01 miliardi di euro, mentre la Puglia segue con 27.446 edifici e 5,74 miliardi.
Un caso interessante è rappresentato dalla Sardegna, dove gli edifici unifamiliari costituiscono la stragrande maggioranza degli interventi (67,8% degli edifici regionali), superando per valore totale d’investimento i condomini (1,28 miliardi contro 1,25 miliardi). Al contrario, in Valle d’Aosta, la regione con il minor numero di interventi (1.433), i condomini rappresentano la quota più alta d’Italia in termini di tipologia d’edificio (58,8%) e assorbono l’88,7% delle risorse regionali.
L’analisi per tipologia immobiliare, il peso dei condomini
Sebbene i condomini rappresentino solo il 28,1% degli edifici totali (141.032 unità), essi costituiscono il vero motore finanziario della misura, assorbendo il 68,7% degli investimenti ammessi a detrazione, pari a 85 miliardi e 746 milioni. L’investimento medio per un condominio si aggira sui 613.419 euro. Le altre categorie mostrano una distribuzione differente.
Gli edifici unifamiliari rappresentano la fetta più grande in termini numerici (244.567 edifici, il 48,7%), ma pesano per il 22,3% degli investimenti ammessi (27,87 miliardi di euro). L’investimento medio è di 117.195 euro. Le unità immobiliari funzionalmente indipendenti sono invece 116.766 (23,2%), con un investimento ammesso di 11,22 miliardi di euro (9,0%) e una media di 98.206 euro per intervento. Ci sono anche 5 tra castelli e dimore storiche. Si tratta di edifici aperti al pubblico, che hanno beneficiato di un investimento totale di circa 1,89 milioni di euro. L’intervento più oneroso, del valore di circa 500mila euro, è stato realizzato in Calabria.
L’onere complessivo per lo Stato, tradotto in detrazioni maturate per lavori conclusi, ha ormai superato la soglia dei 131,5 miliardi di euro, lasciando un’eredità di edifici riqualificati ma anche un impatto profondo sulla finanza pubblica che continuerà a essere oggetto di analisi negli anni a venire.
Questo costo ha avuto un peso non da poco nel mancato raggiungimento della quota del 3% nel rapporto deficit/Pil che avrebbe consentito all’Italia di uscire dalla procedura di infrazione Ue. Il calcolo degli investimenti è valso lo scostamento dello 0,1% che a marzo ha vanificato la corsa del Governo.







