Stangata da 24,6 miliardi: così la guerra in Iran svuota le tasche delle famiglie italiane, gli aumenti superano i 900 euro

Carrello spesa 07

A quasi sette mesi dallo scoppio della guerra contro l’Iran, le ripercussioni economiche sul potere d’acquisto delle famiglie si rivelano particolarmente pesanti. Secondo un’analisi condotta dal Centro di formazione e ricerca sui consumi e Assoutenti sui dati ufficiali Istat inerenti all’andamento di prezzi e tariffe, l’aumento dei listini al dettaglio rischia di tradursi in un conto complessivo di 24,6 miliardi di euro entro la fine dell’anno, qualora i prezzi dovessero stabilizzarsi sui livelli attuali.

L’impatto del conflitto in Medio Oriente ha generato una crescita generalizzata dell’inflazione pari al +2,8% sull’indice dei prezzi al dettaglio. Tradotto in cifre, a parità di consumi, si stima un aggravio di spesa potenziale pari a +926 euro all’anno per famiglia. Sul fronte energetico, il prezzo del gasolio da riscaldamento è cresciuto del 31,6%, mentre il gas naturale distribuito tramite rete segna un aumento del 27,8%.

Il carrello della spesa alimentare

L’ondata di rincari non risparmia il settore alimentare. Come evidenziato da Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti, diversi generi di largo consumo hanno subito impennate rilevanti nell’arco di un semestre. A guidare la classifica dei rincari sono i finocchi (+19,7%), seguiti da fragole (+15,8%), broccoli e cavolfiori (+15,7%), limoni (+11,2%), kiwi (+10,9%), patate (+7,3%) e insalata (+5,2%). In controtendenza si segnalano cali di prezzo soltanto per alcuni ortaggi stagionali, tra cui melanzane (-33%) e zucchine (-25%).

Dalla crisi dello Stretto di Hormuz allo shock tecnologico

A differenza di quanto ci si potesse attendere, gli aumenti più marcati non riguardano soltanto il settore energetico e dei carburanti, pur da settimane al centro dell’attenzione pubblica. Il comparto che ha subito i rincari più pesanti è quello dei prodotti informatici.

La causa principale del fenomeno risiede nella chiusura dello stretto di Hormuz, che sta rallentando il traffico marittimo globale con gravi ripercussioni sulle forniture di componenti essenziali come chip, semiconduttori e batterie. Confrontando l’indice dei prezzi di febbraio 2026 con i dati rilevati nell’ultimo mese, si evidenziano rincari fino ad oltre il 50%. In testa alla classifica degli aumenti ci sono le schede di memoria le chiavette usb, aumentati da marzo del 58,5%. Seguono caricabatterie, power bank, custodie, cavi, adattatori, +27%. Poi  ci sono i dvd e i contenuti digitali, +14%. Infine i videogiochi e le console, +12,4%.

Trasporti e servizi estivi in impennata

Al secondo posto della classifica generale dei rincari si piazzano le tariffe dei traghetti, che, complice il caro-gasolio, registrano un balzo del +54,2%. Subito sotto si posizionano il noleggio e la riparazione di articoli sportivi e da campeggio con aumenti attorno al 51%. Impennate significative si riscontrano anche nel settore del trasporto aereo rispetto ai valori di febbraio. Lo studio di Centro di formazione e ricerca sui consumi e Assoutenti dice che i voli intercontinentali sono aumentati in media del 36,7%, i voli europei del 26,5% e i voli nazionali del 24,6%.