Caro carburanti, Conte attacca Meloni sui prezzi

Meloni e Conte

Giuseppe Conte attacca Giorgia Meloni sul caro carburanti e contesta la risposta del governo all’aumento dei prezzi. «E dovremmo pure dire “grazie”? Non facciamoci prendere in giro», scrive il presidente del Movimento 5 Stelle in un post sui social. Al centro della polemica ci sono i tetti temporanei introdotti dalle compagnie petrolifere e la richiesta di un contributo sui loro extraprofitti.

Caro carburanti: Conte critica la risposta del governo

Per il leader M5S, gli interventi delle compagnie dimostrano che contenere i prezzi alla pompa era possibile. La sua critica riguarda però anche i tempi: nella ricostruzione di Conte, famiglie e imprese hanno già sostenuto per mesi il peso dei rincari. Un limite ai listini, sostiene, non restituisce quanto è stato speso in precedenza per fare il pieno.

Nel post Conte richiama un prezzo dei carburanti attorno a 1,65 euro al litro come termine di confronto. Contesta inoltre l’aumento delle accise sul gasolio previsto dalla legge di bilancio. Collega poi i rincari alla guerra in Iran e accusa i colossi petroliferi ed energetici di aver incassato profitti straordinari mentre i cittadini affrontavano costi crescenti.

Tetti ai prezzi di benzina e gasolio: cosa contesta Conte

Il confronto politico si concentra sui limiti applicati dalle singole reti. Come ricostruito da LaCapitaleNews nell’approfondimento sui tetti ai prezzi di Eni e IP, Eni ha fissato soglie di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio, per un periodo iniziale di 30 giorni.

Queste iniziative riguardano le reti coinvolte: non equivalgono a un tetto nazionale valido per ogni distributore. È proprio su questa distinzione che insiste la contestazione di Conte. Per il presidente pentastellato, gli sconti temporanei delle compagnie non esauriscono la responsabilità politica del governo di affrontare il caro carburanti.

Extraprofitti, la proposta per famiglie e imprese

La richiesta del leader M5S è affiancare al contenimento dei prezzi un sostegno economico finanziato con un contributo sui guadagni straordinari delle compagnie. L’obiettivo dichiarato è ridistribuire risorse a famiglie e imprese colpite dai rincari. La questione si inserisce nello scontro politico sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere, già raccontato da LaCapitaleNews.

Conte contesta quindi sia la scelta di non introdurre un prelievo sui guadagni straordinari sia l’idea che gli accordi con gli operatori bastino a rispondere all’emergenza. La sua posizione tiene insieme due richieste: frenare i rincari e compensare almeno in parte il peso sostenuto dai cittadini. Il caro carburanti resta così uno dei terreni del confronto fra il Movimento 5 Stelle e il governo Meloni.