«Maledetta Chiara, muoiano i Poggi»: Garlasco, spuntano le intercettazioni choc della madre di Sempio

Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio

L’ombra dell’omicidio di Chiara Poggi torna ad allungarsi con drammatica violenza, riportando a galla una tensione familiare mai sopita a quasi vent’anni dal delitto del 13 agosto 2007. Tra le carte dell’inchiesta riaperta su Garlasco emergono intercettazioni ambientali dai toni sconvolgenti, che immortalano il clima di profonda angoscia ed esasperazione vissuto dalla famiglia di Andrea Sempio, il 38enne nuovamente iscritto nel registro degli indagati per il delitto.

Lo sfogo senza freni di Daniela Ferrari

È l’autunno del 2025 quando le cimici degli investigatori captano lo sfogo di Daniela Ferrari, madre di Andrea. Parole cariche di rabbia e disperazione: “Maledetta Chiara, i Poggi e il porco (bestemmia) che non li fa morire… maledetta”. Uno sfogo crudo che gli inquirenti leggono come lo specchio di un nucleo familiare sotto altissima pressione, continuamente travolto da accertamenti scientifici, strategie difensive e dal terrore di una svolta drammatica nelle indagini.

La paura del carcere e il nodo decisivo del DNA

Nelle conversazioni private tra la donna e il marito Giuseppe Sempio, riportate da Il Giornale, la preoccupazione per il destino del figlio appare costante e pervasiva. I due coniugi discutono apertamente delle possibili conseguenze delle mosse investigative della procura. La madre manifesta tutta la sua angoscia arrivando a ipotizzare lo scenario peggiore: “Se poi incasiniamo di più l’Andrea, andremo a portargli le arance in galera”.

Di fronte ai timori della moglie, il padre risponde cercando un appiglio tecnico nelle perizie: “ll figlio non di sicuro, il figlio dipende tutto dal Dna”. Diologi serrati che fotografano la paura quotidiana di una famiglia stretta nella morsa della nuova indagine, mentre Andrea Sempio continua a professarsi totalmente estraneo all’assassinio di Chiara Poggi.