Meloni chiude a Vannacci: «Voglio governare senza ricatti»

Roberto Vannacci

Giorgia Meloni esclude un accordo elettorale con Roberto Vannacci e rivendica la volontà di presentarsi alle prossime politiche con il centrodestra tradizionale, aperto a nuovi movimenti civici. La premier ha spiegato la sua posizione rispondendo a una domanda di Bruno Vespa nel libro in uscita lunedì, come riferisce ANSA.

La presa di posizione arriva mentre Futuro Nazionale, il movimento fondato dall’ex generale, si propone come interlocutore della destra e contesta alcune scelte dell’esecutivo. Il confronto riguarda quindi il perimetro della coalizione che si presenterà alle elezioni del 2027 e le condizioni politiche per un’eventuale intesa.

La risposta della premier sul centrodestra

«Voglio chiedere agli italiani di continuare a governare senza ricatti. Non ero ricattabile prima, non mi sono fatta ricattare in questi anni di governo, non intendo esserlo domani», afferma Meloni nel passaggio anticipato dall’agenzia. La presidente del Consiglio aggiunge di voler tornare a Palazzo Chigi con «il centrodestra che conosciamo», arricchito da movimenti civici in formazione.

Il riferimento è a una domanda di Vespa sul perché la premier non intenda allearsi con Vannacci. La risposta non chiude il confronto sul futuro dei rapporti fra le forze di destra, ma fissa la linea di Meloni: l’apertura è rivolta a nuovi soggetti civici, mentre non viene prospettato un accordo con Futuro Nazionale.

Le alleanze verso le politiche del 2027

La partita si sviluppa in una fase in cui i partiti stanno definendo programmi e coalizioni per la prossima legislatura. Per il centrodestra, la scelta di Meloni punta a delimitare il campo e a evitare che un nuovo soggetto politico condizioni la linea dell’eventuale governo. Futuro Nazionale, dal canto suo, mantiene una posizione critica verso l’esecutivo e rivendica una propria agenda.

Il confronto fra i due resta dunque aperto sul terreno politico, ma la premier ha indicato con chiarezza quale alleanza intende proporre agli elettori: il centrodestra attuale, con possibili nuove componenti civiche. La costruzione della coalizione e la risposta degli altri partiti chiariranno nei prossimi mesi quanto questa impostazione potrà reggere alla prova della campagna elettorale. Anche la scelta di includere eventuali movimenti civici dovrà misurarsi con le differenze programmatiche e con gli equilibri interni al centrodestra.