L’intervista di Pierluigi Diaco ad Alberto Ravagnani, andata in onda il 3 novembre a BellaMa’, su Rai 2, appartiene senza ombra di dubbio alle interviste senza senso e “con la bava in bocca”. Il confronto tra l’ex sacerdote, oggi concorrente di Ballando con le Stelle, si è trasformato in un insistente interrogatorio sulla sua sessualità, sulle sue preferenze e sulle eventuali esperienze intime dopo aver lasciato il sacerdozio. Ma tutto questo era necessario? Per il pubblico a casa era indispensabile sapere i gusti sessuali di Ravagnani oppure era una mera curiosità o depravazione del conduttore? Ma davvero, nel 2026, per raccontare la propria storia bisogna anche rendere conto delle proprie esperienze sessuali davanti alle telecamere?
Diaco incalza Ravagnani
«Sei attratto dagli uomini o dalle donne?», chiede viscidamente Pierluigi Diaco senza troppi giri di parole. Spiazzato e inorridito, Ravagnani prova a rispondere, ma fa capire immediatamente di non considerare quella domanda particolarmente appropriata: «Sono attratto dalle donne, però è una domanda che non ha un appoggio…».
Il conduttore, tuttavia, non sembra intenzionato a cambiare argomento. Al contrario, imperterrito cerca di ottenere la risposta che si era immaginato, la risposta sulle eventuali esperienze sessuali a seguito della fine del sacerdozio.
«Non so se tu l’hai già sperimentata con una persona… Sì o no?», domanda Diaco. A quel punto il disagio dell’ex sacerdote diventa evidente. «Mi stai mettendo in difficoltà portandomi su un terreno dove chiunque qui sarebbe in difficoltà», replica Ravagnani.
La frase che fa discutere
La giustificazione di Diaco è probabilmente uno degli aspetti più discutibili dell’intera intervista: «Tu hai deciso di esporti pubblicamente e quindi hai il dovere di chiarirci un po’ le idee», sostiene il conduttore.
Ma da quando esporsi pubblicamente significa rinunciare alla propria privacy? E soprattutto, perché la scelta di raccontare la fine di un percorso religioso dovrebbe autorizzare chiunque a pretendere spiegazioni sulla vita sessuale di una persona?
Diaco arriva persino a parlare di domande «al limite della maleducazione», chiamando in causa il libro autobiografico di Ravagnani e la sua scelta di lasciare la tonaca.
Un’intervista può essere provocatoria, incalzante e persino conflittuale. Il problema è non riconoscere quando l’interlocutore sta manifestando un disagio e quando una domanda smette di essere giornalisticamente interessante per diventare semplicemente invasiva.
Alberto Ravagnani protesta
La vicenda non si esaurisce nelle prime domande. Il confronto prosegue e Ravagnani manifesta sempre più chiaramente la propria insofferenza. L’ex sacerdote fa capire di non gradire l’impostazione della conversazione e contesta a Diaco di aver concentrato l’attenzione quasi esclusivamente sulla sua dimensione intima.
Il concetto espresso è molto chiaro: la sua identità non può essere ridotta all’orientamento sessuale o alle eventuali esperienze fisiche. Qui emerge la contraddizione più evidente dell’intervista. Ravagnani ha raccontato pubblicamente la propria vocazione, il rapporto con la fede e la decisione di abbandonare il sacerdozio. Ha scelto di condividere una parte importante della propria esistenza, non di mettere a disposizione del pubblico ogni dettaglio della sua intimità. Sono due cose profondamente diverse.
Selvaggia Lucarelli attacca Diaco
Le immagini dell’intervista hanno rapidamente alimentato le polemiche sui social. Tra gli interventi più duri c’è quello di Selvaggia Lucarelli, che ha commentato senza mezzi termini il comportamento del conduttore.
«La violenza di questa intervista. Il modo in cui cerca di frugare nella sua vita, il rancore gratuito, le domande con la bava alla bocca», ha scritto la giornalista. Lucarelli ha poi ironizzato sul richiamo di Diaco alla vocazione religiosa di Ravagnani, con una stoccata politica che ha ulteriormente acceso il dibattito.
Anche altri volti dello spettacolo hanno preso posizione. Madame ha commentato: «Mamma mia poverino», mentre Vladimir Luxuria ha ricordato un principio fondamentale: nessuno è obbligato a parlare del proprio orientamento sessuale.
Francesca Manzini ha difeso il diritto dell’ex sacerdote a custodire la propria intimità, sottolineando che raccontare il passaggio dalla vocazione alla vita laica non significa dover condividere ogni aspetto della propria esistenza. Critiche sono arrivate anche da altri protagonisti del mondo televisivo e dello spettacolo, tra cui Angelo Madonia e Davide Maggio.
Milly Carlucci sarebbe furiosa
La polemica avrebbe avuto ripercussioni anche nei rapporti tra i programmi della stessa Rai. Secondo quanto riportato da Fanpage, Milly Carlucci e il gruppo di lavoro di Ballando con le Stelle sarebbero rimasti profondamente contrariati dalla gestione dell’intervista.
A pesare non sarebbero state soltanto le domande sulla sessualità di Ravagnani, ma anche una frase pronunciata da Diaco durante la trasmissione: «Non ti faccio venire qui a fare la passerella di Ballando con le Stelle». Sempre secondo le indiscrezioni riportate dalla testata, il gruppo di lavoro di Milly Carlucci avrebbe valutato di impedire agli altri concorrenti del programma di partecipare come ospiti a BellaMa’.
Ma il punto qual era?
Che cosa voleva davvero raccontare Pierluigi Diaco attraverso quel confronto? La storia di un uomo che ha scelto di lasciare il sacerdozio, il suo rapporto con la fede, il cambiamento personale e il percorso che lo ha portato fino a Ballando con le Stelle? Oppure il vero obiettivo era un altro: scoprire se Alberto Ravagnani fosse attratto dagli uomini o dalle donne e se, dopo aver lasciato la tonaca, avesse avuto rapporti sessuali?
A guardare quella conversazione, il dubbio sorge certamente spontaneo. Perché, più che conoscere l’uomo, il suo percorso e le ragioni di una scelta così importante, Diaco è sembrato concentrato sulla sua sfera più intima, insistendo su domande che hanno finito per mettere in secondo piano tutto il resto. Dunque, era davvero interessato alla storia di Alberto Ravagnani o cercava soltanto di strappargli una confessione sulla sua sessualità? Ma soprattutto, dopo aver insistito così tanto, era davvero questo il risultato che voleva portare a casa?







