Campo largo, Renzi resta fuori dalla foto e manda avanti Maria Elena Boschi: l’intesa con Conte e il rebus delle primarie agitano Schlein

Campo Largo

Matteo Renzi c’è, ma per il momento è meglio che non si veda. Il campo largo prova ad allargarsi senza trasformare ogni fotografia di gruppo in una lite di famiglia e trova una soluzione: lasciare l’ex presidente del Consiglio fuori dall’inquadratura e affidare a Maria Elena Boschi il compito di rappresentare Italia Viva. Al Teatro Brancaccio di Roma, durante l’iniziativa convocata da Maurizio Landini, accanto a Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni sono comparsi anche Riccardo Magi e la stessa Boschi. Un’immagine che segnala la volontà di costruire un’intesa più ampia, pur senza cancellare le divergenze tra i protagonisti.

Renzi fuori dalla foto, Boschi diventa il ponte con Conte

Il problema politico è noto: Renzi resta una figura divisiva soprattutto per una parte dell’elettorato del Movimento 5 Stelle. Italia Viva, tuttavia, rappresenta una componente che il centrosinistra intende coinvolgere nel progetto comune.

La soluzione, almeno in questa fase, consiste nel privilegiare la presenza di Boschi. La deputata mantiene un rapporto personale di lunga data con Conte, circostanza che può facilitare il dialogo tra due forze politiche spesso contrapposte.

Al Brancaccio è emersa anche una convergenza sulla patrimoniale: sia Boschi sia Conte hanno espresso contrarietà all’introduzione dell’imposta. Un punto d’accordo che non risolve tutte le differenze economiche, ma offre un terreno di confronto.

Boschi e Conte, una conoscenza nata molto prima del governo

Il rapporto tra Maria Elena Boschi e Giuseppe Conte risale a circa quindici anni fa, quando entrambi partecipavano alla commissione esaminatrice di diritto civile della Scuola di specializzazione per le professioni legali dell’Università di Firenze.

Nel 2013, secondo una ricostruzione giornalistica, Boschi accompagnò Conte a un pranzo con Matteo Renzi, allora sindaco di Firenze, e Guido Alpa, professore e mentore del futuro presidente del Consiglio.

Una conoscenza precedente alle successive contrapposizioni politiche, che rende meno sorprendente la loro attuale disponibilità al dialogo.

Negli anni, però, il rapporto tra Conte e Renzi ha conosciuto tensioni profonde. Anche per questo la presenza di Boschi offre una soluzione diplomatica: Italia Viva partecipa al confronto senza imporre immediatamente la figura del proprio leader.

Il campo largo apre ai centristi: nuovi tavoli per il programma

Il percorso di allargamento proseguirà con i tavoli programmatici, ai quali dovrebbero partecipare anche altre formazioni dell’area centrista.

Tra i soggetti coinvolti figurano Più Uno, legato a Ernesto Maria Ruffini e Franco Gabrielli, Progetto civico di Alessandro Onorato e i Socialisti di Enzo Maraio.

L’obiettivo dichiarato è costruire una piattaforma condivisa che permetta a partiti e movimenti differenti di presentarsi agli elettori con proposte comuni.

Resta da capire quanto spazio troveranno le diverse sensibilità politiche, soprattutto su economia, lavoro, fisco e politica estera. L’allargamento della coalizione non comporta infatti automaticamente un accordo sui contenuti.

Primarie o federatore? Schlein e Conte davanti al nodo della leadership

Il problema più delicato resta la scelta del candidato alla presidenza del Consiglio. Elly Schlein e Giuseppe Conte rappresentano le due principali forze della coalizione, ma non hanno ancora definito un metodo condiviso per individuare la leadership.

L’ipotesi delle primarie continua a circolare. Mancano però risposte su regole, partecipazione e tempi della consultazione.

Sul tavolo rimane anche l’idea di un federatore, una figura capace di rappresentare l’intera alleanza senza coincidere necessariamente con uno dei leader dei partiti maggiori.

Conte ha manifestato disponibilità a discuterne, mentre Schlein appare meno favorevole a questa soluzione. La distanza tra le rispettive posizioni costituisce uno dei nodi ancora irrisolti.

Il campo largo, dunque, sta definendo il proprio perimetro prima ancora di scegliere chi dovrà guidarlo. La presenza di Boschi e l’assenza di Renzi mostrano quanto gli equilibri personali contino nella costruzione dell’alleanza. Ma sarà soprattutto l’accordo sul programma e sulla leadership a stabilire se la fotografia del Brancaccio potrà trasformarsi in un progetto politico comune.