Gli italiani stanno con Roggero: per il 68% merita la grazia e il 62,9% vuole ampliare la legittima difesa

Mario Roggero è diventato il simbolo di una rabbia che attraversa il Paese. Quella di chi ritiene che lo Stato non protegga abbastanza i cittadini e che, alla fine, il prezzo più alto lo paghi chi subisce una rapina. Il gioielliere di Grinzane Cavour, condannato in via definitiva a 14 anni e nove mesi per duplice omicidio e tentato omicidio dopo avere sparato ai tre rapinatori in fuga dal suo negozio, incassa ora il sostegno netto dell’opinione pubblica.

Secondo un sondaggio realizzato da Izi, il 68,1% degli italiani si dice favorevole a una grazia presidenziale nei confronti di Roggero. Un dato che non cancella i confini giuridici della vicenda, ma fotografa una distanza evidente tra la sentenza e la percezione di una larga parte dei cittadini.

Per gli italiani la condanna di Roggero è troppo severa

Il 56,7% degli intervistati considera troppo severa la pena complessivamente inflitta al gioielliere. Solo il 26,4% ritiene la condanna proporzionata, mentre appena il 5,1% la giudica troppo lieve.

La vicenda continua a dividere il piano della legge da quello della reazione emotiva. Per il 33% degli italiani quanto accaduto rientra nella legittima difesa. Il 34,7%, invece, ritiene che la reazione di Roggero sia stata umanamente comprensibile, pur non potendo essere qualificata in senso stretto come legittima difesa.

Dall’altra parte, il 13,8% parla di eccesso rispetto ai limiti consentiti, mentre il 12,5% considera l’uccisione dei due rapinatori un atto ingiustificabile, riconducibile alla giustizia privata. Ma la somma delle risposte restituisce un quadro chiaro: per la maggioranza degli italiani, Roggero non è il volto di un assassino, bensì quello di un commerciante che ha reagito dopo essere stato colpito nel luogo in cui lavorava.

Legittima difesa, il 62,9% chiede norme più ampie

Il consenso attorno al gioielliere si intreccia con una richiesta più generale. Il 62,9% degli intervistati ritiene che le attuali norme sulla legittima difesa limitino eccessivamente il diritto di un cittadino di proteggere sé stesso, i propri familiari e i propri beni.

Appena il 7,1% sostiene invece che le regole siano troppo permissive e rischino di favorire il fai-da-te o un uso sproporzionato delle armi. Per il 21,2%, infine, la disciplina vigente è adeguata.

La legittima difesa resta dunque un tema capace di attraversare l’elettorato, ben oltre gli schieramenti. Ed è proprio su questa sensibilità diffusa che la politica sta costruendo la mobilitazione per una possibile grazia. Il 57,1% degli italiani, sempre secondo Izi, ritiene però che l’impegno dei politici sul caso Roggero sia motivato soprattutto da calcoli di consenso elettorale.

Sicurezza, la promessa mancata del governo Meloni

Il sondaggio contiene anche un dato problematico per la maggioranza. Nonostante decreti sicurezza, nuovi reati e slogan, solo il 9,2% degli intervistati ritiene che il livello di sicurezza in Italia sia aumentato durante il governo Meloni.

Per il 46,2% non è cambiato nulla. Per il 35,2%, addirittura, la sicurezza è diminuita. Un giudizio che investe non soltanto l’opposizione, ma anche una parte consistente di quell’elettorato di centrodestra che aveva affidato al governo l’aspettativa di un cambio di passo.

Il caso Roggero offre quindi alla maggioranza una bandiera immediata, emotiva e popolare. Ma i numeri raccontano anche l’altra faccia della medaglia: gli italiani chiedono più tutela, più certezza e meno propaganda. E non sembrano convinti che, finora, qualcuno gliele abbia davvero garantite.