Il caso Garlasco si avvicina a due passaggi giudiziari potenzialmente decisivi. Il primo riguarda gli sviluppi dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, con un possibile rinvio a giudizio che potrebbe arrivare entro dieci giorni. Il secondo è l’attesa richiesta di revisione della condanna definitiva di Alberto Stasi, che la difesa punta a presentare nel corso di novembre. A indicare entrambe le finestre temporali è Antonio De Rensis, uno dei legali di Stasi, che per la prima volta circoscrive in maniera piuttosto precisa il calendario delle prossime mosse.
Le parole dell’avvocato non equivalgono a un annuncio della Procura né anticipano decisioni già adottate dai magistrati. De Rensis ha chiarito che si tratta di sue valutazioni, ma la vicinanza delle due scadenze suggerisce che la difesa consideri ormai maturo il momento di affrontare contemporaneamente i due fronti: quello della nuova inchiesta e quello della condanna che tiene Stasi in carcere.
«Entro dieci giorni»: la previsione di De Rensis sul rinvio a giudizio
La dichiarazione più significativa riguarda il possibile rinvio a giudizio nell’ambito degli sviluppi investigativi sul delitto di Garlasco. Interpellato sui tempi, De Rensis ha risposto: «Sì, credo. A giorni? È una mia opinione». Poi ha precisato ulteriormente la previsione: «Credo non oltre i prossimi dieci giorni».
Una finestra che, partendo dal 28 ottobre, porta ai primi giorni di novembre. L’avvocato non ha però presentato questa indicazione come una notizia ricevuta dagli uffici giudiziari. Ha anzi insistito sul carattere personale della propria valutazione, evitando di attribuire alla magistratura decisioni non ancora comunicate.
Resta quindi da capire se la previsione troverà conferma negli atti e quali saranno le determinazioni dell’autorità giudiziaria. Il materiale disponibile non contiene un provvedimento di rinvio a giudizio già emesso, né una comunicazione ufficiale che ne stabilisca la data.
Il dato politico-giudiziario, per così dire, è il cambio di prospettiva temporale: non più un generico riferimento ai prossimi mesi, ma un’attesa che il legale colloca nell’arco di pochi giorni.
Revisione Stasi, la difesa punta a novembre: «Teniamo metà mese»
L’altro fronte riguarda direttamente Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi. La sua difesa lavora alla richiesta di revisione, lo strumento attraverso il quale intende ottenere un nuovo esame della condanna.
Anche su questo punto De Rensis ha indicato una tempistica ravvicinata: «Credo che il vostro inviato abbia inquadrato bene il lasso temporale. Metà novembre. Teniamo metà novembre».
Il legale ha subito chiarito che non esiste ancora una giornata fissata per il deposito: «Metà novembre può essere il 10, il 20, il 22. Però insomma, novembre».
Il riferimento alla metà del mese va quindi interpretato come un obiettivo di lavoro, non come una scadenza formalmente annunciata. La difesa sembra intenzionata a muoversi nel corso di novembre, lasciandosi un margine per completare gli ultimi passaggi prima della presentazione.
È una precisazione importante perché la revisione non coincide con gli sviluppi della nuova indagine. Sono due procedimenti distinti, con autorità competenti, atti e tempi propri, anche se entrambi riguardano la ricostruzione dell’omicidio di Chiara Poggi.
Due procedimenti, una stessa vicenda: perché novembre può diventare decisivo
L’eventuale sviluppo dell’inchiesta e il deposito della richiesta di revisione potrebbero quindi concentrarsi nello stesso periodo, ma non esiste un automatismo tra i due passaggi.
Da una parte c’è il percorso della nuova attività investigativa, che potrebbe arrivare a una fase processuale successiva. Dall’altra c’è l’iniziativa della difesa di Stasi, diretta a contestare una condanna ormai definitiva attraverso gli elementi che ritiene idonei a sostenerne la revisione.
Il possibile avvicinamento delle scadenze aumenta l’attenzione sul caso, perché le novità investigative e le iniziative difensive potrebbero alimentare un confronto giudiziario ancora più serrato.
De Rensis, tuttavia, non ha spiegato quali specifici elementi saranno contenuti nell’istanza né ha anticipato il contenuto di eventuali provvedimenti della Procura. Le sue dichiarazioni riguardano soprattutto il calendario che ritiene plausibile.
La cautela dell’avvocato emerge anche dal modo in cui ha affrontato il tema dei rapporti con gli uffici giudiziari milanesi.
La procuratrice generale di Milano: «Non abbiamo alcuna notizia»
Nel corso del suo intervento, De Rensis ha riservato parole particolarmente nette al ruolo della procuratrice generale di Milano, escludendo di disporre di informazioni sul suo operato.
«Sulla procuratrice generale noi non abbiamo alcuna notizia e non ci permettiamo neppure di nominarla perché vorrei specificare che è la quinta essenza delle istituzioni», ha dichiarato.
Ha poi aggiunto: «Sono magistrati inavvicinabili che non possono essere condizionati in alcun modo».
Una presa di posizione che accompagna le previsioni sui tempi e ne delimita la portata: il legale indica quando ritiene possibile una svolta, ma non sostiene di conoscere in anticipo le decisioni degli uffici giudiziari.
Per la difesa di Stasi, dunque, novembre si profila come il mese della richiesta di revisione. Per l’altra vicenda processuale, De Rensis ipotizza un passaggio ancora più vicino, entro dieci giorni.
Le due date da tenere d’occhio sono quindi i primi giorni di novembre per l’eventuale sviluppo dell’inchiesta e la parte centrale del mese per il possibile deposito dell’istanza di revisione. Sono le previsioni di Antonio De Rensis, non ancora un calendario stabilito dalla magistratura.







