Harry riapre il caso Diana: prepara un documentario su «mummy» a 30 anni dalla morte. E William non la prenderà bene

Harry, duca di Sussex

A trent’anni dalla morte di Lady Diana, sulla famiglia reale britannica potrebbe abbattersi una nuova tempesta. E ancora una volta a provocarla rischia di essere il principe Harry, che starebbe preparando un documentario dedicato alla madre in vista dell’anniversario del 31 agosto 2027.

Un progetto ancora in fase di valutazione, ma sul quale il duca di Sussex si starebbe muovendo da mesi, contattando amici e persone che furono vicine alla principessa. L’operazione avrebbe inevitabilmente una forza mediatica enorme: non soltanto perché riporterebbe Diana al centro dell’attenzione mondiale trent’anni dopo l’incidente di Parigi, ma perché a raccontarla sarebbe il figlio che più di tutti ha continuato pubblicamente a legare la propria storia personale al trauma della sua morte.

E c’è una parola che rende immediatamente la dimensione privata di tutto questo: «mummy». Mamma. La stessa che William e Harry scrissero sul biglietto appoggiato sopra il feretro di Diana, tra le rose bianche, durante il funerale che nel settembre 1997 tenne davanti alla televisione centinaia di milioni di persone.

Harry vuole raccontare Diana trent’anni dopo

Il documentario potrebbe essere prodotto da Archewell, la società fondata dai duchi di Sussex che negli ultimi anni ha realizzato diversi progetti audiovisivi. Harry e Meghan hanno già trasformato la loro storia personale e il traumatico divorzio dalla Royal Family in materiale televisivo, e un progetto dedicato a Diana rappresenterebbe inevitabilmente qualcosa di ancora più delicato.

Secondo le indiscrezioni, Harry avrebbe già sondato diverse persone appartenute alla cerchia della madre. Tra queste ci sarebbe stato anche Charles Spencer, fratello minore di Diana, che proprio in questi giorni torna a scuotere Buckingham Palace con un libro nel quale ricostruisce la propria versione della storia della sorella e dei suoi rapporti con la monarchia.

Spencer, tuttavia, non sembrerebbe intenzionato a partecipare al progetto del nipote. Nel suo memoir spiega di avere preferito affidare direttamente alla scrittura i propri ricordi anziché diventare ancora una volta una delle persone intervistate in un documentario su Diana.

Ed è proprio qui che la vicenda assume una sfumatura curiosa. Più che un’operazione coordinata tra zio e nipote per celebrare Diana, potrebbe profilarsi una vera corsa alla memoria della principessa: Charles Spencer con il suo libro, Harry con il possibile documentario.

Il problema si chiama William

A Buckingham Palace, però, la prospettiva difficilmente verrà accolta con entusiasmo. E il problema principale potrebbe non essere neppure re Carlo III, bensì William.

I due fratelli hanno vissuto lo stesso trauma ma, diventati adulti, hanno scelto modi molto diversi di rapportarsi alla memoria della madre. Harry ne ha parlato ripetutamente, anche raccontando quanto la morte di Diana abbia inciso sulla sua salute psicologica e sulle scelte compiute negli anni successivi. William ha invece cercato progressivamente di sottrarre la figura materna alla continua esposizione pubblica.

La differenza era emersa con particolare chiarezza nel 2021, dopo l’inchiesta sul modo in cui la BBC aveva ottenuto la celeberrima intervista concessa da Diana a Panorama nel 1995. William chiese allora che quell’intervista non venisse più trasmessa e manifestò apertamente il desiderio che alcuni degli episodi più dolorosi della vita della madre smettessero di essere continuamente riesumati. Un documentario realizzato dal fratello a trent’anni dalla morte rischierebbe quindi di riaprire esattamente quella porta.

Anche Charles Spencer riporta Diana al centro della scena

Come se non bastasse Harry, a riportare la principessa sotto i riflettori provvede adesso anche Charles Spencer. Il fratello di Diana ha scelto di raccontare direttamente i propri ricordi e il libro contiene passaggi destinati a creare nuove tensioni con la monarchia. Nel mirino finiscono diversi componenti della famiglia reale e il racconto attraversa figure che hanno segnato decenni di storia dei Windsor, dal principe Filippo alla principessa Anna fino al principe Andrea.

Viene toccata anche Elisabetta II, proprio nell’anno del centenario della nascita della sovrana morta nel 2022. Il risultato è che, a quasi trent’anni dalla sua scomparsa, Diana torna ancora una volta a occupare il centro della scena e a dividere le persone che le furono più vicine.

Harry torna a Londra, ma la distanza dai Windsor resta

Intanto Harry è tornato nel Regno Unito. Il duca di Sussex era ieri a Londra per partecipare ai WellChild Awards, appuntamento al quale è legato da molti anni e dedicato ai bambini e ai ragazzi gravemente malati e alle loro famiglie. È ormai una scena ricorrente: Harry arriva in Gran Bretagna per un’iniziativa benefica o un impegno giudiziario e immediatamente ricomincia il conto delle distanze, degli incontri e soprattutto dei mancati incontri con la sua famiglia.

Dietro tutto questo rimane però Diana. La donna che morì a 36 anni sotto il Pont de l’Alma è diventata nel tempo qualcosa di molto più grande della principessa ribelle raccontata dalle cronache degli anni Novanta. È un’icona globale sulla quale sono stati prodotti libri, film, serie, documentari e biografie, mentre i due bambini che camminavano dietro la sua bara sono diventati uomini di mezza età che continuano a confrontarsi con quella stessa perdita in maniera profondamente diversa.

Il 31 agosto 2027 saranno trascorsi trent’anni dalla notte di Parigi. Harry sembra intenzionato a raccontare ancora una volta la sua «mummy». E se il progetto arriverà davvero sugli schermi, la battaglia per la memoria di Diana rischia di diventare anche un nuovo capitolo della guerra infinita tra i due figli che ha lasciato.