I legali di Alberto Stasi intendono accelerare i tempi per depositare la richiesta di revisione del processo per il delitto di Garlasco. L’avvocata Giada Bocellari, che difende il quarantaduenne insieme al collega Antonio De Rensis, definisce pesante il quadro indiziario emerso dalla recente inchiesta a carico di Andrea Sempio. La difesa incontra Stasi per mostrargli gli atti dell’indagine, anche se la preparazione del ricorso richiederà il tempo necessario per analizzare ogni dettaglio.
I legali devono esaminare nove consulenze tecniche, tra cui gli accertamenti del genetista Carlo Previderè sul Dna ritrovato sotto le unghie di Chiara Poggi, gli studi medico-legali di Cristina Cattaneo, le analisi sulle impronte, sulle calzature e sulla traiettoria delle macchie di sangue. Gli avvocati ascolteranno inoltre i file audio delle intercettazioni telefoniche, considerate rilevanti per la posizione del nuovo indagato. Oltre alla richiesta di revisione, la difesa valuta la presentazione di un’istanza di sospensione della pena per ottenere la scarcerazione del proprio assistito prima del giudizio finale.
Due distinti procedimenti per un delitto, situazione eccezionale
L’eventualità di due distinti procedimenti per il medesimo reato crea una situazione del tutto singolare per l’ordinamento giudiziario italiano. Il professore di diritto penale dell’Università Statale di Milano, Gian Luigi Gatta, chiarisce che la legge non ammette la presenza di due colpevoli individuali per lo stesso fatto senza un’ipotesi di concorso.
Il giurista evidenzia come l’esito dell’iter processuale potrebbe teoricamente condurre all’assoluzione di entrambi i soggetti, qualora la revisione scagioni Stasi e le nuove prove su Sempio non raggiungano la soglia del ragionevole dubbio. Il sistema penale dispone comunque degli strumenti necessari per superare questo stallo attraverso l’intervento della procura generale di Milano.
La magistratura può promuovere la revisione in presenza di nuove prove decisive o di un palese contrasto tra decisioni giudiziarie. Un eventuale rinvio a giudizio di Sempio non richiede l’attesa della conclusione della procedura di revisione, mentre l’eventuale risarcimento per ingiusta detenzione a favore di Stasi richiederebbe un autonomo percorso giudiziario.







