Garlasco, l’inchiesta sulla corruzione può esplodere: «In arrivo altri cinque indagati». I nomi indicati dall’avvocato Gallo

delitto Garlasco

Mario Venditti esce dall’inchiesta, ma il presunto caso di corruzione attorno a Garlasco non scompare. Anzi, potrebbe allargarsi. Giuseppe Sempio, padre di Andrea, resta indagato e adesso l’avvocato Fabrizio Gallo lancia una previsione pesantissima: «Ci saranno altri cinque indagati». Non si tratta, almeno per ora, dell’annuncio della Procura né della conferma dell’avvenuta iscrizione di cinque persone nel registro degli indagati. È un’ipotesi avanzata dal legale, che arriva però in un momento particolarmente delicato dell’inchiesta.

Il gip di Brescia ha infatti archiviato la posizione dell’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti, inizialmente sospettato di aver ricevuto denaro per favorire l’archiviazione di Andrea Sempio nell’indagine del 2017 sull’omicidio di Chiara Poggi. Le indagini non hanno trovato elementi capaci di sostenere quell’accusa: nessuna traccia di un accordo corruttivo riconducibile a Venditti, nessun movimento finanziario anomalo collegabile ai prelievi effettuati dalla famiglia Sempio e nessun contatto fuori dalle sedi istituzionali tra il magistrato, la famiglia o i difensori. Venditti, dunque, è fuori. Ma l’inchiesta sui soldi continua.

Giuseppe Sempio resta indagato: chi avrebbe ricevuto quei soldi?

È questo il punto che rende il nuovo scenario particolarmente interessante. Nonostante l’archiviazione di Venditti, Giuseppe Sempio resta indagato nel filone che ipotizza una corruzione. Gli accertamenti dovranno quindi stabilire se una parte del denaro movimentato dalla famiglia abbia avuto una destinazione diversa dalle spese legali e, in caso affermativo, chi possa averlo ricevuto.

Gli atti sono destinati a Pavia proprio perché, escluso Venditti, gli approfondimenti residui riguardano altri eventuali soggetti. Il quadro, quindi, presenta un interrogativo inevitabile: se resta in piedi l’ipotesi di un corruttore, ma l’uomo inizialmente indicato come possibile corrotto è stato definitivamente escluso dall’inchiesta, a chi sarebbero eventualmente finiti i soldi? È attorno a questa domanda che potrebbe svilupparsi la nuova fase degli accertamenti.

Gallo: «Ci saranno altri cinque indagati»

Fabrizio Gallo, legale di Massimo Lovati, si spinge molto più avanti e sostiene che l’inchiesta sarebbe destinata ad allargarsi. «Si dice ci saranno nuovi cinque indagati», ha dichiarato, spiegando che a suo giudizio proprio la permanenza di Giuseppe Sempio nel fascicolo lascia presagire nuovi sviluppi.

Gallo ha anche indicato quali potrebbero essere, secondo la sua ricostruzione, le persone interessate dagli eventuali approfondimenti: due ex appartenenti alle forze dell’ordine, Silvio Sapone e Giuseppe Spoto, e i tre avvocati che all’epoca assistevano Andrea Sempio.

Una precisazione è indispensabile: questi cinque nomi non possono essere presentati come cinque nuovi indagati, perché allo stato l’affermazione appartiene a Gallo e non equivale a un’iscrizione formalmente confermata dalla Procura. Lo stesso avvocato ha parlato della possibilità che alcune delle persone già ascoltate possano finire nel registro degli indagati e ha fatto riferimento anche all’ipotesi del millantato credito.

Sapone e Spoto, i due ex militari finiti negli accertamenti

Tra i nomi pronunciati da Gallo c’è quello di Silvio Sapone, ex luogotenente ed ex responsabile della polizia giudiziaria di Pavia, che aveva seguito le indagini sul delitto di Garlasco. Sapone era già finito negli accertamenti sui presunti flussi finanziari ed era stato sottoposto a perquisizione. Ha sempre negato di aver favorito Andrea Sempio o di aver ricevuto denaro.

L’altro nome è quello di Giuseppe Spoto, ex maresciallo dei carabinieri, anch’egli interessato dagli accertamenti patrimoniali condotti nell’ambito del filone bresciano. Anche Spoto ha sempre respinto qualsiasi addebito e negato di aver ricevuto denaro.

Un elemento tutt’altro che secondario riguarda proprio gli atti investigativi compiuti nei loro confronti: il Tribunale del Riesame di Brescia aveva annullato i decreti di perquisizione e sequestro riguardanti entrambi. Per questo sarebbe scorretto trasformare oggi le dichiarazioni di Gallo in una sorta di anticipazione certa delle decisioni della magistratura.

Il vero mistero adesso sono i soldi

L’archiviazione di Venditti ha eliminato una delle ipotesi più pesanti dell’intera vicenda. Il gip ha stabilito che le indagini non hanno prodotto elementi capaci di collegare il magistrato a un accordo corruttivo e non sono emersi contatti anomali con la famiglia Sempio o i suoi legali. Ma contemporaneamente il fascicolo non è morto.

Fonti giudiziarie hanno confermato che l’ipotesi di reato continua a riguardare altre persone e gli atti vengono trasferiti a Pavia per proseguire gli approfondimenti. Ed è qui che il caso torna ad avvitarsi attorno alla stessa domanda. Se una parte del denaro movimentato dalla famiglia Sempio servì semplicemente a pagare gli avvocati, il quadro potrà essere chiarito documentalmente. Se invece gli investigatori dovessero individuare somme finite altrove, bisognerebbe ricostruirne destinatari e ragioni.

Garlasco, un altro fronte ancora aperto

Il filone sulla presunta corruzione corre parallelamente alla nuova indagine sull’omicidio di Chiara Poggi e non deve essere confuso con essa. Ma entrambe le vicende riportano inevitabilmente al 2017, quando Andrea Sempio venne indagato e successivamente archiviato. Su un punto, dopo l’ultimo provvedimento del gip, non ci sono più dubbi: Mario Venditti non è il pubblico ufficiale corrotto ipotizzato all’inizio dell’indagine.

La sua posizione è stata archiviata perché gli accertamenti non hanno trovato prove dell’accordo corruttivo contestato. Resta invece aperta la posizione di Giuseppe Sempio e resta da capire se gli sviluppi annunciati da Fabrizio Gallo troveranno un riscontro nelle decisioni della Procura. Perché i «cinque nuovi indagati», oggi, sono ancora una previsione dell’avvocato. Ma il fascicolo sui soldi è tutt’altro che chiuso.