Il 3 novembre gli Stati Uniti tornano alle urne per le elezioni di midterm, un appuntamento che può cambiare gli equilibri politici di Washington e condizionare i restanti due anni della presidenza di Donald Trump. Gli elettori sono chiamati a rinnovare tutti i seggi della Camera dei Rappresentanti e circa un terzo di quelli del Senato. I democratici puntano a conquistare la maggioranza in entrambe le assemblee, oggi controllate dai repubblicani, per aumentare il controllo parlamentare sull’azione della Casa Bianca.
Cosa significa essere un’anatra zoppa
Nel sistema politico statunitense, si definisce “anatra zoppa” un presidente che perde il sostegno della maggioranza parlamentare e incontra maggiori difficoltà nel portare avanti il proprio programma. Se i democratici conquistassero una o entrambe le Camere, Trump dovrebbe confrontarsi con un Congresso meno disposto ad approvare le sue proposte. I risultati dipenderanno dagli equilibri che emergeranno dal voto e dalla capacità dei due partiti di trovare accordi sulle singole misure.
I quattro possibili scenari dopo il voto di Midterm
Dalle urne possono emergere quattro configurazioni principali. I repubblicani potrebbero mantenere il controllo sia della Camera sia del Senato; i democratici potrebbero conquistare soltanto la Camera oppure soltanto il Senato; infine, potrebbero ottenere la maggioranza in entrambe le assemblee. Quest’ultimo scenario darebbe vita al cosiddetto divided government, una situazione nella quale il partito che si oppone al presidente controlla il Congresso. In ogni caso, la composizione delle due Camere inciderebbe sulla capacità dell’amministrazione di trasformare le proprie priorità politiche in leggi.
I poteri dei democratici e i limiti della Camera
Se conquistassero la Camera, i democratici avrebbero diversi strumenti per controllare l’amministrazione Trump. Le leggi federali devono ottenere l’approvazione di entrambe le assemblee in una versione identica: una maggioranza democratica potrebbe quindi bloccare o modificare le iniziative legislative del presidente.
La Camera svolge inoltre un ruolo centrale nelle decisioni di bilancio e può influenzare i finanziamenti destinati alle agenzie federali e ai programmi governativi. La maggioranza elegge anche lo speaker, che determina l’organizzazione dei lavori parlamentari e contribuisce a stabilire quali proposte arrivano al voto. Attraverso le commissioni, i deputati possono avviare indagini, convocare funzionari e chiedere documenti all’amministrazione.
La Camera può infine votare l’impeachment del presidente o di altri funzionari federali, ma la rimozione dalla carica richiede la condanna del Senato con una maggioranza dei due terzi dei senatori presenti. Resterebbero comunque fuori dalla sua competenza esclusiva la conferma delle nomine federali e la ratifica dei trattati, attribuite al Senato. Inoltre, una maggioranza democratica alla Camera non basterebbe da sola ad annullare gli ordini esecutivi presidenziali, che Trump potrebbe continuare a emanare nel rispetto dei limiti costituzionali.







