Né destra né sinistra, o forse solo sinistra? Dietro i movimenti alternativi sta nascendo qualcosa di molto più grande

Ci sono alcuni fenomeni della politica italiana che tendono a farsi vedere poco. Non fanno parlare troppo di loro e non occupano quasi sempre i talk show. Eppure c’è da dire senza ombra di dubbio che sotto sotto crescono. Questo fenomeno si chiama apparentemente “civismo”. Ma la vera domanda è la seguente: parliamo davvero solo di semplici cerchi civici nati per amministrare meglio un comune, o una regione? Oppure sarebbe più corretto dire, che si sta costruendo qualcosa di maggiore rilievo, ma in pochi lo sanno ?

Ormai da anni, soprattutto nelle regioni del sud, si osserva un fenomeno sempre più presente: la nascita di questi movimenti territoriali che scelgono di essere né di destra né di sinistra. Eppure, osservando più dall’interno queste realtà, emerge un quadro più interessante. Molti di questi movimenti non sembrano più essere semplici movimenti. Dietro le scelte civiche stanno nascendo reti ben organizzate, gruppi dirigenti seri, e relazioni che vanno ben oltre i confini comunali e perfino regionali.

Sotto questo fenomeno, si è fermato da ormai diverso tempo, l’occhio di molte persone, anche se non espressamente detto da loro. Persino un’ amministratore locale del sud, abbastanza conosciuto anche a Roma, che indossa la casacca dell’opposizione, e fa parte del maggiore partito di sinistra, sta lavorando per far crescere questo fenomeno. Mentre i partiti nazionali continuano a concentrarsi troppo spesso sulle battaglie ideologiche, questo fenomeno lavora più di quanto si creda sul consenso locale, anche con l’appoggio di persone che contano nel panorama nazionale, spesso fuori dalla politica direttamente.

Nel Mezzogiorno questo fenomeno appare sempre più evidente. Addirittura pare che diversi personaggi politici di peso di una regione in particolare, stiano virando la loro barra verso questo fenomeno, ovviamente operando in modo silenzio, così da far sapere a pochi, e soprattutto al loro stesso partito, questa intenzione.

Una mossa che certamente non è improvvisata, ma bene ragionata, e discussa a doc. Perché il vero obiettivo potrebbe non essere soltanto vincere nei comuni o un domani essere determinanti in una regione. Potrebbe essere, arrivare a contare nella formazione delle future classi dirigenti del paese.

Perché spesso la politica più influente non è quella che occupa perennemente il centro della scena tramite i social, i video, e quant’altro. È quella che lavora dietro le quinte, con pazienza, senza rancore, aspettando il momento giusto per scagliare la prima pietra e farsi conoscere.

di Carlo Mazzei