Fabrizio Corona sgancia gli audio segreti di Beppe Grillo: «Fatturavo 6 milioni, ora 50mila. Se lascio il telefono qui non mi chiama nessuno»

Corona e Grillo

Il Beppe Grillo sorridente, provocatorio e nuovamente padrone della scena visto negli ultimi giorni? Secondo Fabrizio Corona sarebbe soltanto una parte della storia. Perché mesi prima del ritorno sotto i riflettori, lontano dalle telecamere ufficiali e dai podcast, Grillo avrebbe mostrato un volto completamente diverso. Quello di un uomo che si sentiva solo, dimenticato e che raccontava di aver pagato un prezzo economico e personale enorme per la propria avventura politica.

Corona ha sganciato la registrazione nella nuova puntata di Coronasland, facendo ascoltare alcuni passaggi di un incontro avvenuto, secondo il suo racconto, circa otto mesi fa. E sono soprattutto due frasi a fare rumore. «Io fatturavo 6 milioni l’anno, ora sono a 50mila, 70mila», dice Grillo nella registrazione mandata in onda da Corona. Poi arriva la confessione forse ancora più pesante: «Se io questo telefono lo lascio una settimana qua, c’avrò due chiamate».

Non una battuta da palco, almeno nella rappresentazione proposta da Corona, ma il racconto di un uomo che sembra aver preso coscienza di quanto il potere abbia condizionato anche le persone che gli stavano intorno.

«Tutte le relazioni che avevo erano perché avevo quel potere»

È proprio questo il passaggio che trasforma la registrazione da semplice retroscena politico in qualcosa di molto più personale. Grillo riflette sui rapporti costruiti negli anni in cui era uno degli uomini più influenti della politica italiana e arriva a una conclusione amara: molte di quelle relazioni, sostiene, esistevano perché lui possedeva «quel certo potere».

Corona insiste molto su questo punto e contrappone continuamente le immagini recenti di Grillo, tornato brillante e combattivo davanti alle telecamere, all’uomo incontrato mesi prima. La sua tesi è esplicita: quello mostrato oggi sarebbe un Grillo che ha ricostruito la propria comunicazione e la propria immagine pubblica dopo un periodo di isolamento.

La recente apparizione pubblica conferma almeno una parte del quadro generale: Grillo ha effettivamente raccontato di aver pagato personalmente e finanziariamente la propria esperienza politica, affermando di averci rimesso «un sacco di soldi», salute e una parte dei rapporti familiari. Ha però escluso di avere oggi la capacità di organizzare un nuovo partito, spiegando di poter semmai fornire idee e stimoli.

Corona: «Mi hanno lasciato solo, mi hanno tolto tutto»

Corona sintetizza così ciò che sostiene di avere raccolto durante quell’incontro: «Mi hanno lasciato solo, mi hanno tolto tutto, ho perso tutto».

È la fotografia che costruisce dell’ex leader del Movimento 5 Stelle: non più l’uomo capace di riempire le piazze e condizionare la politica italiana, ma una persona che avrebbe improvvisamente scoperto quanto silenzio possa esserci quando il potere scompare.

Ed è proprio qui che la puntata cambia passo, perché Corona collega quella fase della vita di Grillo anche alla vicenda più dolorosa della sua famiglia: il processo al figlio Ciro.

Ciro Grillo è stato condannato in primo grado a otto anni di reclusione per violenza sessuale di gruppo insieme a Edoardo Capitta e Vittorio Lauria; Francesco Corsiglia è stato condannato a sei anni e sei mesi. Tutti hanno sempre respinto le accuse e hanno presentato appello. La prima udienza davanti alla Corte d’Appello di Sassari è fissata per il 12 novembre 2026.

Il passaggio più delicato: Ciro Grillo

Ed è proprio sulla vicenda giudiziaria del figlio che Corona manda in onda il materiale più delicato. Nelle registrazioni diffuse durante la puntata viene proposta una ricostruzione radicalmente diversa da quella accolta dai giudici di primo grado. Corona sostiene che Beppe Grillo e il figlio considerino la condanna profondamente ingiusta e arriva a parlare della convinzione, maturata nell’ambiente familiare, che dietro l’intera vicenda ci sia stata anche una sorta di resa dei conti nei confronti del fondatore del Movimento.

Si tratta, è indispensabile precisarlo, della ricostruzione e delle convinzioni riportate nella trasmissione di Corona, non di fatti stabiliti giudiziariamente. La sentenza di primo grado ha invece riconosciuto la responsabilità degli imputati, mentre saranno ora i giudici d’appello a riesaminare il caso.

Nella sua recente apparizione pubblica Grillo è tornato apertamente sul figlio, raccontando che Ciro sta studiando Giurisprudenza e vuole diventare penalista per continuare a sostenere la propria innocenza.

Il ritorno di Grillo proprio alla vigilia dell’appello

Ed ecco il punto sul quale Corona costruisce l’intera lettura della vicenda. Perché Beppe Grillo è tornato proprio adesso? Secondo Corona, il momento non sarebbe casuale. Dopo un lungo periodo di sostanziale assenza dalla scena pubblica, Grillo torna a parlare mentre si avvicina il processo d’appello del figlio. La prima udienza è fissata per il 12 novembre 2026.

Corona interpreta quindi il ritorno mediatico come una strategia di comunicazione: recuperare visibilità, ricostruire il rapporto con il pubblico e tornare a essere un personaggio centrale nel dibattito nazionale.

È una lettura di Corona, non un fatto dimostrato. Ma la contrapposizione che costruisce attraverso le registrazioni è potente: da una parte il Grillo di oggi, nuovamente ironico, provocatorio e capace di conquistare titoli; dall’altra quello che, mesi prima, davanti a Corona raccontava di avere perso quasi tutto.

«Fatturavo sei milioni». La confessione che cambia il racconto

Ed è probabilmente questa la vera notizia della puntata. Non tanto il possibile ritorno politico di Beppe Grillo, che peraltro lui stesso ha ridimensionato pubblicamente: «Come faccio a fondare un partito, a organizzarlo? Non ho il potere di farlo, non ho le facoltà». La notizia è ciò che Corona sostiene di aver registrato quando quel ritorno ancora non esisteva.

Un uomo che parla dei milioni guadagnati prima della politica e delle poche decine di migliaia di euro che dice di fatturare oggi. Che guarda il proprio telefono e osserva che potrebbe lasciarlo lì per giorni senza quasi ricevere chiamate. Che riconosce quanto alcune relazioni fossero legate al potere che possedeva.

Poi, otto mesi dopo, Beppe Grillo torna. Torna davanti alle telecamere, torna a parlare del Movimento che ha fondato, attacca Giuseppe Conte, scherza, provoca e occupa nuovamente le prime pagine. Corona mette le due immagini una accanto all’altra e lascia esplodere la domanda che attraversa tutta la puntata: qual è il vero Beppe Grillo?