Dopo il sopralluogo nel bar dell’amica di Mirella Gregori, dove gli investigatori hanno verificato l’esistenza di una presunta botola segreta, l’attenzione si concentra su un altro interrogativo: chi citofonò alla quindicenne poco prima della sua scomparsa?
La commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Orlandi-Gregori accelera i lavori, ormai vicini alla conclusione, e concentra l’attenzione sulla vicenda meno conosciuta delle due. Per il primo pomeriggio di oggi, giovedì 5 novembre, i parlamentari hanno fissato l’audizione di Alessandro Sensini, all’epoca fidanzato di Raffaella Luzzi, una vicina di casa di Mirella. I due poi si sposarono, ma oggi sono separati.
Il saluto alla mamma
Il nome Alessandro accompagna da 43 anni il mistero della scomparsa di Mirella Gregori. Quel 7 maggio 1983, intorno alle 15, la ragazza rispose al citofono nell’ingresso della sua abitazione, in via Nomentana 91, e disse alla madre Vittoria: «Mamma, è Alessandro, scendo a salutarlo e torno tra dieci minuti».
Mirella scese e da quel momento nessuno la rivide più. Gli investigatori non hanno mai identificato la persona che citofonò. Inizialmente pensarono ad Alessandro De Luca, un ex compagno di scuola della ragazza. Quando gli inquirenti lo rintracciarono, però, il giovane negò di aver cercato Mirella. Precisò di non averla sentita da tempo e dichiarò di aver trascorso quel sabato pomeriggio con un gruppo di amici in un altro luogo.
«Alessandro, un nome in codice»
Anche Marco Accetti, che nel 2013 si autodenunciò in Procura e oggi risulta indagato a Roma per il duplice sequestro di persona, ha parlato di un Alessandro legato alla vicenda Gregori.
Nel suo racconto, Accetti indicò l’autore della citofonata come un suo sodale, un complice nell’azione di prelevamento della ragazza. Precisò, tuttavia, che Alessandro non era il suo vero nome.
«L’utilizzo del nome Alessandro voleva essere un messaggio in codice alle nostre controparti», dichiarò, spiegando che il nome richiamava Alexandre De Marenches, capo dei servizi segreti francesi. Secondo la sua ricostruzione, i servizi francesi avevano lanciato un allarme su un imminente rapimento di cittadini vaticani.
L’appunto sul diario
Tra scenari complottistici e possibili depistaggi, la commissione parlamentare punta ora a ricostruire i fatti attraverso le testimonianze dirette. L’audizione di Sensini potrebbe chiarire se l’uomo abbia mai avuto contatti con Mirella o se conosca elementi utili a identificare la persona che citofonò quel pomeriggio.
La pista nasce da un appunto nel diario della ragazza, risalente a circa un anno prima della scomparsa: «Discoteca Viking – Ho conosciuto Alessandro». Accanto alla frase, Mirella scrisse un aggettivo scherzoso, «bonuz», che lascia intuire un interesse per il giovane conosciuto in discoteca.
Un deejay apprezzato dalle ragazze
Sensini, tre o quattro anni più grande di Mirella, godeva di una certa popolarità tra le ragazze. Lavorava come deejay e frequentava diversi locali romani. La futura moglie Raffaella Luzzi, che all’epoca aveva 21 anni, lo accompagnava talvolta alle serate.
«Oltre che al Viking, lavorava al New Life, in via XX Settembre, ogni tanto al Piper e faceva delle serate fuori Roma», ha raccontato Luzzi ai parlamentari durante l’audizione dello scorso 30 luglio a Palazzo San Macuto.
La testimonianza, rinviata due volte all’ultimo momento, si è svolta in un clima delicato. La presidenza ha disposto diversi passaggi in seduta segreta, lasciando intendere la presenza di questioni riservate. Luzzi ha raccontato di andare ad ascoltare il fidanzato con le amiche e di essere orgogliosa di avere una relazione con un deejay.
Alla domanda se Sensini conoscesse Mirella, però, la risposta è stata netta: no.
Le domande della parlamentare
Durante l’audizione del 30 luglio, la deputata di Fratelli d’Italia Maddalena Morgante ha chiesto a Luzzi di chiarire se Sensini avesse mai frequentato il cortile del condominio e se, di conseguenza, conoscesse Mirella.
«Lo escludo», ha risposto la testimone. Alla successiva domanda sulla possibilità che Mirella le avesse mai chiesto di accompagnarla in discoteca, Luzzi ha ribadito: «Assolutamente no».
Morgante ha poi chiesto se nel condominio vi fossero persone in contrasto con la famiglia Gregori. Luzzi ha escluso di conoscere eventuali dissidi e ha descritto i vicini come persone normali, che andavano d’accordo con tutti.
Ora tocca ad Alessandro Sensini. L’ex deejay comparirà davanti alla commissione parlamentare a Palazzo San Macuto.
I parlamentari cercheranno di capire se il testimone possa fornire elementi utili a ricostruire gli ultimi momenti prima della scomparsa di Mirella. La sua audizione potrebbe non portare risposte decisive, ma potrebbe anche aprire nuovi scenari in una vicenda che, dopo oltre quattro decenni, continua a interrogare investigatori e opinione pubblica.







