Dallo zoo alle concessionarie di automobili, passando per un centro culturale iraniano e persino la Stazione spaziale internazionale. Alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, gli americani hanno potuto votare anche in luoghi decisamente insoliti. Una tradizione che si ripete a ogni tornata elettorale e che racconta un aspetto particolare del sistema di voto statunitense: rendere le urne il più possibile accessibili, anche a costo di trasformare posti impensabili in seggi elettorali.
L’obiettivo è semplice: avvicinare il voto ai cittadini, distribuendo i punti elettorali sul territorio e facilitando la partecipazione. Per farlo, i funzionari locali contattano attività commerciali, strutture pubbliche e centri di comunità, chiedendo la disponibilità a ospitare le cabine elettorali. Da qui nasce una geografia del voto decisamente fuori dal comune.
Dove sono comparsi i seggi elettorali
Caserme, chiese e lavanderie sono ormai presenze abituali nelle fotografie delle elezioni americane. Ma anche quest’anno non sono mancati indirizzi sorprendenti. Tra i luoghi scelti per allestire i seggi figurano uno zoo, alcune concessionarie di automobili, un centro di cultura iraniana a Los Angeles e un parco naturale dell’Iowa dedicato ai procioni.
Non si tratta di iniziative pensate per stupire, ma di una soluzione pratica: utilizzare spazi disponibili e facilmente raggiungibili per permettere a più persone di votare senza dover affrontare lunghi spostamenti. Una scelta che, nel tempo, ha dato vita a immagini e situazioni decisamente insolite.
Elezioni Usa, il voto dallo Spazio
Tra le storie più curiose di questa tornata elettorale c’è quella di tre astronauti della Nasa: Anil Menon, Jessica Watkins e Luke Delaney. Anche loro hanno partecipato al voto, ma da una distanza decisamente diversa rispetto agli elettori sulla Terra: quella della Stazione spaziale internazionale.
I tre hanno espresso la propria preferenza attraverso una scheda elettorale elettronica, trasmessa in modo sicuro alla contea di Harris, in Texas. In un video pubblicato su X, Menon ha illustrato il funzionamento della procedura e ha invitato gli americani a esercitare il proprio diritto di voto.
Gli astronauti americani votano dallo spazio dal 1997
Votare in orbita può sembrare un’eccezione assoluta, ma per gli astronauti statunitensi è una possibilità prevista da quasi trent’anni. La procedura è stata introdotta nel 1997 e consente ai membri delle missioni spaziali di partecipare alle elezioni anche quando si trovano lontani centinaia di chilometri dalla Terra.
Così, mentre alcuni americani hanno raggiunto lo zoo o una concessionaria per lasciare la propria scheda, altri hanno votato direttamente dallo spazio. Due scenari molto diversi, ma un unico obiettivo: non rinunciare alle urne.







